Vivo col Diabete

Nove mesi e molto altro ancora

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Il nono mese dell’anno si apre con un calendario ricco di appuntamenti: ogni sabato vado a fare la spesa all’ipermercato, meglio iper che ipo, anche se il normo mercato lo prendo bene, d’altronde è quello nei pressi di casa. La spesa alimentare e di vario genere la si fa con intelligenza, e l’abitudine rende l’acquisto più veloce, poi al sabato c’è tanta troppa gente all’ipermercato e la folla non si scrolla dando così quell’aria di festa e rendendo il momento magico.

A settembre succedono tante cose: compio gli anni io (ieri), poi riaprono le scuole, decine di feste di paese, santi, sagre, raduni, e tutto questo prosegue per tutto il mese di ottobre. Anche se ormai tutto l’anno è una festa, anzi ogni giorno, tant’è che si farebbe prima a censire i giorni in cui non c’è niente da festeggiare, ma l’impresa trova poche probabilità di successo.

E questi giorni sono anche utili per mettere in pista gli appuntamenti di routine che un buon e bravo e diabetico ha solitamente da espletare a seconda dei tanti o pochi anni con la cronica patologia che ti fa anche la radiocronaca, il podcast e tante stories da pubblicare nei social ben.

La vendemmia di dati la si raccoglie e si porta a sintesi proprio nei prossimi giorni e nel mio caso non sono pochi i punti da segnalare, a metà mese mi aspettano: gli esami di laboratorio propedeutici alla visita di controllo del diabete, la quale, grossa novità introdotta dal nuovo corso del direttore di diabetologia, la faccio di pomeriggio poiché coloro che portano microinfusore e sensore è stato creato un ambulatorio specialistico in tecnologie avanzate per la terapia del diabete il quale effettua i le visite di pomeriggio. Una indubbia comodità per chi lavora.

Nel contesto attuale la navigazione con il mio diabete veleggia a gonfie vele, la HbA1c è stabilizzata su valori pressoché normali e il quadro glicemico risulta ottimamente compensato senza oscillazioni pericolose sul totale.

Certo 54 anni di diabete e per l’80% del suo tempo scompensato, si fanno sentire eccome sul fisico come ho più volte avuto modo di scrivere, e questi non regrediscono, restano lì. L’unico auspicio, almeno per un poco di tempo, sta nel mantenere il quadro nella cornice, più di così oggi non si può fare.

Ragion per cui mi “godo” questa temporanea vacanza diabetica, utile a mantenere da un lato una sorta di moratoria per l’aggravamento delle complicanze presenti e dall’altro ridurre l’impatto dell’ipoglicemia che non avverto più da tempo.

Come dice il saggio spirito guida: di ogni giorni prendiamo e raccogliamo quello che viene, il dovere dell’uomo è continuare a coltivare il tempo, il suo facendo sì che del lavoro impiegato ne possano beneficiare tutti.

E’ una continua ricerca la mia la nostra e senza non c’è cura.