sport e movimento

La differenza

Nella sua recente pubblicazione “Physical activity strategy for the WHO European Region 2016–
2025
 ” l’Oms fa il punto sulle attuali conoscenze degli effetti dell’attività fisica sulla salute. I giovani che non fanno sport vanno incontro a effetti deleteri sulla salute, e anche ad un pericolo di morte molto superiore alla norma. Secondo l’Oms la situazione è critica per l’81% degli 11-17enni. A livello globale, il 23% circa degli adulti over 18 non è abbastanza attivo fisicamente (il 20% degli uomini e il 27% delle donne). Nei Paesi industrializzati, la percentuale degli adulti inattivi raggiunge invece il 26% tra i maschi e il 35% tra le femmine, rispetto al 12% e 24% nei Paesi in via di sviluppo.

“L’attività fisica costituisce una delle più basilari funzioni umane. La salute ne dipende in misura importante lungo l’intero arco della vita. Com’è risaputo, i benefici per la salute derivanti dall’attività fisica comprendono un minor rischio di contrarre malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete e alcune tipologie di tumore; essa svolge anche un ruolo importante nella gestione di talune affezioni croniche. Inoltre, l’attività fisica produce effetti positivi sulla salute mentale riducendo le reazioni da stress, l’ansia, la depressione e forse anche ritardando gli effetti della malattia di Alzheimer e di altre forme di demenza […]. E ancora, essa rappresenta un fattore determinante per il dispendio energetico ed è quindi essenziale ai fini dell’equilibrio energetico e del controllo del peso. Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, l’attività fisica è necessaria allo sviluppo di capacità motorie essenziali come anche allo sviluppo osteo-muscolare. Inoltre, l’attività fisica è anche incardinata nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. In età adulta, l’attività fisica mantiene il tono muscolare e migliora la salute dell’apparato cardiorespiratorio e di quello osseo. In età avanzata, l’attività fisica aiuta a mantenersi sani, agili e autosufficienti a livello funzionale e favorisce la partecipazione sociale. Può inoltre aiutare a prevenire le cadute e facilitare i percorsi di riabilitazione per chi è affetto da malattie croniche, divenendo una componente importante di una vita sana.”

L’OMS raccomanda agli adulti, anziani compresi, di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica di tipo aerobico a intensità moderata. Le raccomandazioni attuali insistono sui benefici per la salute di un’attività a intensità moderata e sul fatto che i livelli consigliati possono essere accumulati esercitandosi per intervalli relativamente brevi di tempo. Bambini e giovani dovrebbero praticare un totale di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, da moderata a intensa. Sempre secondo l’OMS, praticare livelli superiori di attività fisica può comportare ulteriori benefici per la salute, sia in età adulta che infantile. Chi è attualmente inattivo dovrebbe mirare a soddisfare queste raccomandazioni. In ogni caso, è dimostrato che anche piccole dosi di attività fisica sono preferibili a nessuna.

Le recenti ricerche suggeriscono inoltre che sarebbe bene ridurre i lunghi periodi di sedentarietà, poiché potrebbero costituire un fattore di rischio per la salute, a prescindere da quanta attività si pratichi in generale.

Sebbene i benefici dell’attività fisica siano ben noti, la tendenza mondiale è quella di un calo nella quantità di attività fisica complessivamente praticata ogni giorno. La mancanza di movimento è uno dei principali fattori di rischio per la salute. In Europa, le statistiche rilevano come più di un terzo degli adulti non sia sufficientemente attivo e che tra le persone di età superiore ai quindici anni, sei su dieci non fanno mai, se non raramente, esercizio o sport, e che oltre la metà pratica solo raramente o non pratica mai alcun altro tipo di attività fisica, come andare in bicicletta, ballare o fare giardinaggio. Al contempo, un’ampia porzione degli adulti in Europa passa più di quattro ore al giorno in posizione seduta, la qual cosa depone a favore di uno stile di vita sedentario.

Ogni anno in tutta Europa si verificano un milione di decessi causati proprio dalla mancanza di attività fisica. Si stima che all’inattività fisica siano imputabili il 5% delle affezioni coronariche, il 7% del diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti Paesi della regione hanno visto le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese aumentare negli ultimi decenni. I dati sono allarmanti: in 46 Paesi oltre la metà degli adulti sono in sovrappeso o sono obesi.

L’aumento della sedentarietà di bambini e adolescenti desta allarme. Solo il 34% degli adolescenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati. Ciò contribuisce all’aumento dei bambini sovrappeso ed obesi in Europa, soprattutto tra le fasce socio-economiche più deboli. Sulla base dei dati raccolti dalla “Childhood Obesity Surveillance Initiative” condotta in Europa dall’OMS quasi il 50% dei bambini di otto anni di età è in sovrappeso e oltre il 25% è obeso. In quasi tutti i Paesi europei, i livelli di attività fisica praticata iniziano a calare significativamente tra gli undici e i quindici anni di età e questo è vero soprattutto tra le ragazze: più dell’86% delle ragazze di quindici anni sono risultate fisicamente inattive. Le ricerche evidenziano inoltre come le persone adulte e anziane provenienti da contesti svantaggiati, nonché talune minoranze etniche, siano fisicamente meno attive e più difficili da raggiungere attraverso iniziative di promozione sportiva. Le persone disabili costituiscono un altro gruppo particolarmente vulnerabile e ad alto rischio di contrarre problemi di salute imputabili all’inattività fisica.

A livello collettivo, l’inattività non solo ha un pesante impatto negativo in forma di costi diretti per il sistema sanitario, ma ha anche un elevato costo indiretto in termini di aumento dei congedi per malattia, delle inabilità al lavoro e delle morti precoci. Si calcola che per una popolazione di dieci milioni di persone per metà insufficientemente attive, il costo dell’inattività sia di 910 milioni di euro l’anno.

L’OMS ha calcolato che riducendo i livelli d’inattività fisica in Europa l’aspettativa di vita media in Europa aumenterebbe di 0,63 anni. L’ambiente, la qualità della vita delle persone, la partecipazione sociale delle comunità ne trarrebbero vantaggio. Andare di più a piedi o in bicicletta significherebbe ridurre le emissioni di gas serra, l’inquinamento atmosferico, quello acustico e il congestionamento del traffico. Inoltre, più attività fisica significherebbe maggiori opportunità economiche per tutta una serie di settori, come l’industria, i trasporti, i servizi sanitari, lo sport e il turismo.

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