Diritti e rovesci

Nota di Roberto Lambertini

Circa l’articolo appena pubblicato (una traduzione dall’agenzia Associated Press) USA: un’altra giovane vita persa per i prezzi elevati dell’insulina. Ad Alec Smith è stato diagnosticato il diabete di tipo 1 poco prima del suo 24esimo compleanno. Quando ha compiuto 26 anni, ha perso la sua assicurazione sanitaria. Meno di un mese dopo, ha perso la vita perché non poteva permettersi il prezzo esorbitante della sua insulina salva-vita. Mi preme fare una considerazione: innanzitutto un paese si complesso e articolato come gli USA, che a livello di cura e ricerca scientifica per il diabete ha fatto e fa tanto non riesca a garantire anche a livello di rete solidale una copertura terapeutica verso chi si trova in difficoltà è cosa inconcepibile. Oltre alle reti social, al movimento Insulin4all, Diatribe e chi ne ha più ne metta poi? Un altro passaggio chiave raccontato dalla mamma è che suo figlio non ha mai chiesto aiuto. “Vorrei che fosse venuto da me”, ha detto la donna di Richfield, Minnesota, ma ha aggiunto che era molto indipendente.

Noi italiani siamo osservatori distratti rispetto a queste problematiche, credo comunque che tra sponde dell’oceano debba essere chiara una cosa: l’accesso all’insulina va garantito a prescindere dal censo sociale del diabetico e tutto il coacervo di organizzazioni di medici, operatori del settore, pazienti deve fare la sua parte affinché ciò avvenga.

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