Vista e dintorni

Lo studio identifica le barriere e i fattori abilitanti dello screening per la retinopatia diabetica

full frame shot of eye

Un nuovo studio, condotto nell’ambito di un progetto finanziato dal NIHR sullo screening della retinopatia diabetica, ha identificato importanti ostacoli e fattori abilitanti, associati alla presenza di tale monitoraggio.

Guidati dai ricercatori della City University of London in collaborazione con altre otto università, i risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per progettare interventi volti ad aumentare la frequenza di screening, contribuendo a migliorare la diagnosi precoce della principale causa di perdita della vista tra adulti in età lavorativa nel mondo occidentale.

Le quattro raccomandazioni chiave basate sui risultati sono: (1) per ridurre l’inconveniente per le persone con diabete; (2) aumentare la consapevolezza dell’importanza dello screening; (3) aumentare il senso di comfort e supporto; e (4) per migliorare il contenuto del messaggio.

I risultati sono importanti, poiché nonostante le prove a sostegno dell’efficacia dello screening per retinopatia diabetica (DRS) nel ridurre il rischio di perdita della vista, la frequenza dello stesso è ancora costantemente al di sotto dei livelli raccomandati. Nel Regno Unito, il 20% degli intervistati non partecipa e, di conseguenza, i risultati potrebbero contribuire ad aumentare tale fase in specie per particolari gruppi etnici e sociali con bassi tassi di frequenza. La ricerca è pubblicata sulla rivista Diabetic Medicine.

La retinopatia diabetica è causata da alti livelli di zucchero nel sangue che danneggiano i piccoli vasi sanguigni nella parte posteriore dell’occhio (retina). Lo screening per la retinopatia diabetica serve a rilevare e trattare i primi segni e può prevenire la perdita della vista, ma il successo di questi interventi dipende dalla diagnosi precoce e dalla tempestiva segnalazione per il trattamento.

La durata del diabete è il più forte predittore per lo sviluppo e la progressione della retinopatia, ma di solito occorrono diversi anni perché la retinopatia diabetica raggiunga uno stadio in cui potrebbe minacciare la vista. Tuttavia, entro 20 anni dalla diagnosi, quasi tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e oltre il 60 per cento dei pazienti con tipo 2 hanno retinopatia.

È stato stimato che globalmente circa 93 milioni di individui possono avere qualche forma di retinopatia diabetica, con 28 milioni di persone affette da endpoint minacciosi della malattia. Questo anche come un costo economico significativo associato alla condizione.

Per identificare gli ostacoli e i fattori abilitanti associati allo screening – in particolare quelli che più probabilmente influenzano la frequenza – i ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica della letteratura e codificato ciascuno dei 69 studi trovati in sei diversi domini che rappresentano categorie di ostacoli / stimoli teorici proposti per mediare il cambiamento di comportamento.
L’analisi combinata del contenuto e del framework ha identificato sei domini come i fattori più influenti nella partecipazione allo screening: (1) contesto e risorse ambientali; (2) influenze sociali; (3) conoscenza; (4) processi di memoria, attenzione e decisione; (5) credenze sulle conseguenze; e (6) emozioni.

Gli autori suggeriscono che gli interventi mirati a questi domini potrebbero aumentare la frequenza di screening.

Un recente risultato dello stesso progetto ha mostrato che gli interventi rivolti specificamente ai pazienti, agli operatori sanitari o al sistema sanitario hanno determinato un aumento complessivo del 12% della frequenza nel controllo retinopatico rispetto alle cure abituali e hanno anche un buon rapporto qualità-prezzo.

Parlando dello studio, il professor John Lawrenson, autore principale della rivista Cochrane e professore alla Clinical Visual Science presso la City, University of London, ha dichiarato:

“Il nostro nuovo studio ha identificato una serie di ostacoli comuni, e anche fattori abilitanti, che influenzano lo screening per la retinopatia diabetica.In base alla nostra ricerca, suggeriamo che il numero di raccomandazioni, come: aumentare la consapevolezza dell’importanza dello screening e anche un migliorato  contenuto del messaggio, che potrebbe essere usato per informare interventi i qualli alla fine potrebbero migliorare la frequenza generale di screening e garantire che le persone con la condizione ottengano il trattamento e il supporto il prima possibile sono basilari passaggi da intraprendere.”