Annunci

Vivo col Diabete

Pag 1 of 26512345...102030...Ultima »

Sul bordo del vario

DIABETEASY per partecipare clicca qui

Siete persi tra ombrelloni ombrellai e cose da leggere guardare tra una abbronzatura sul bagnasciuga di questo agosto solo e solare? Siete persi nella ricerca di quel post, articolo che non riuscite a rintracciare nel blog vero? Ebbene sì lo riconosco: dopo 10 anni di pubblicazione e un totale di oltre 4000 pezzi venirne fuori è un bel casino. Io stesso non riesco a trovarne uno scritto e pubblicato sette anni fa circa e quindi non si può procrastinare la necessaria azione di riordino della materia.

Continuità nel variare del tempo e tempi, stuzzicando l’attenzione sulle diverse cose che prendono il cittadino convivente con la condizione denominata: assenza di produzione di cellule beta dagli isolotti contenuti nella ghiandola pancreatica, in sigla APCBISGP. Ecco una nuova modalità per far notare con discrezione che siamo diabetici tipo 1. Almeno così risolviamo il problema di coloro che vivono con imbarazzo tale patologia popolare su entrambi i fronti.

E mentre l’uomo medio italiano fa colazione a casa o al bar io vi sciorino l’ultimo dato della mia HbA1c: 46, precedente 47.

Un altro record storico! Il migliore di sempre!

A poca distanza dal compimento del mio 56esimo anno di vita un risultato, dei risultati impensabili alla luce di un passato diabetico sofferto e pieno di traumi, con molteplici episodi che misero a repentaglio la mia vita.

A cosa debbo tale importante fatto e risultato?

Certo alla continuità frutto della mia capacità di gestire e mantenere livellata monitorata la glicemia, conquista recente, degli ultimi 8/10 anni, in particolare con il passaggio dalle iniezioni multiple d’insulina al microinfusore d’insulina più sensore per il monitoraggio continuo della glicemia.

E ancora una volta il salto, il cambio di marcia, il volo nello spazio lo ha portato l’arrivo del Medtronic 640G: un mutamento epocale nella mia vita di diabetico.

Ma ci tengo a concludere la narrazione dell’argomento facendo una importante considerazione, o meglio ripetendola ancora una volta: tale tecnologia fatta per i diabetici tipo 1 non è adatta a tutti e non solo per questione di soldi ma per altre e molto solide ragioni.

Oltre a servire per chi è in età pediatrica e soffre di svarioni glicemici frutto della crescita e sviluppo, negli adulti che non avvertono le ipoglicemie ad esempio, ci deve essere una forza di volontà e capacità nel sapere gestire tali dispositivi, nel diabetico certo come nel medico diabetologo prescrittore. E tali passaggi non sono affatto scontati, poiché nel corso di questi ultimi anni ho visto diverse situazioni di compari di malattia dotati del congegno senza una adeguata preparazione e messi alla molla.

Ognuno è a suo modo un artista e non tutti siamo Raffaello o Michelangelo ma a volte dei semplici imbrattatori e capire, cogliere la differenza dovrebbe fare da punto di discrimine quando si fanno determinati tipi di scelta.



Annunci

Buon Ferragosto!

Cosa faccio qua?

Auguro a tutti voi un Ferragosto pieno di colori,

il cielo d’azzurro dalle Azzorre a Lampedusa che vi porti serenità,

il calore del sole che scalda il cuore,

il rosso dell’amore delle persone

a voi vicine e il verde speranza che teniamo viva in un angolino della nostra anima.

Tra fuochi d’artificio e stelle cadenti, è racchiusa tutta la magia della notte di Ferragosto,

e tutto questo vi porti tante ore liete di sorrisi e serenità.

E nello stesso momento auguriamo buon ferragosto

a tutte quelle persone sole che non possono andare in vacanza.

A quelle anime fragili come i vecchietti.

A quei piccoli e dolci cuori dei bambini che non hanno genitori,

che vivono in orfanotrofio, in famiglie disagiate.

A tutte le persone che soffrono per malattia e sono in ospedale.

Siete nei nostri pensieri, preghiere e cuore.

Ma il ferragosto, italica celebrazione dell’estate, è una festività di origine antichissima – nella Roma imperiale denominata Feriae Augusti – modernamente celebrata il 15 agosto in Italia, nella Repubblica di San Marino e nel Canton Ticino. Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta con lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, a rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio. E negli ultimi decenni è divenuto di fatto la festa del barbecue, alias grigliata e sinonimi varie. 

Il barbecue è un invito alla buona tavola casalinga, ma a una tavola particolare dove, al piacere di una cucina genuina, che esalta il sapore degli alimenti, si aggiunge la gioia di una giornata all’aria aperta.

Cucinare con il barbecue è di per sé un divertimento a cui può partecipare tutta la famiglia: vedrete che le vostre giornate di svago e i vostri pic-nic cambieranno sapore, rendendole dense di piccoli avvenimenti e di simpatici imprevisti che le renderanno movimentate e diverse. Le difficoltà nell’accendere la legna, il rischio di scottarsi le mani, il fumo negli occhi, tutto crea un clima particolare che contribuisce a dare un gusto unico al piatto che state preparando.

Il fatto stesso di non potere fare conti precisi sull’ora in cui si mangerà, di consumare il cibo man mano che viene pronto, un piatto alla volta (perché se aspettate di avere tutto cotto a puntino, i primi piatti si raffredderanno e diventeranno immangiabili), contribuisce a rendere vivace, allegra e spensierata l’atmosfera che si crea attorno al barbecue.

Non lasciatevi scoraggiare dalla legna un po’ riottosa o da un pezzo di came un po’ bruciacchiato. Si sa che le prime volte tutti trovano delle difficoltà. 

Storia e leggenda del barbecue cottura diretta sul fuoco o sulle braci è un metodo semplice e antico, che risale alle origini della civiltà ed è praticato in tutti i paesi e le culture del mondo.

Il termine “barbecue” sembra che abbia origine all’epoca della colonizzazione delle terre americane da parte degli spagnoli, quando probabilmente venne adottata una parola precolombiana. E un fatto che in alcuni paesi dell’America Latina la parola spagnola barbacoa ha tuttora il significato di intreccio di canne, graticcio, rete, mentre in altri, primo fra tutti il Messico, sta a indicare proprio la griglia su cui si cuociono gli animali interi.

Una versione più leggendaria, quella che viene tramandata in Francia, fa risalire l’origine del termine sempre ai viaggi compiuti dagli europei nel Nuovo Mondo. I primi esploratori dopo essersi meravigliati del fatto che gli indigeni cuocessero gli animali interi, li assaggiarono e ne rimasero talmente entusiasti che li gustarono de la barbe a la queue, descrivendo poi in patria la loro esperienza con questi termini.

Qualunque sia l’origine remota, il termine barbecue venne poi a far parte della lingua inglese, mantenendo sempre il significato di griglia su cui cuocere la came, ma acquistando anche quello di indicare il metodo di cottura alla brace, tanto è vero che ne è derivato anche il verbo to barbecue, che indica l’azione di cuocere il cibo su una griglia all’aperto.

Si può notare che il termine era sin dalle origini associato a due fattori: la cottura di animali interi e la preparazione all’aperto.

Oggi la cottura alla griglia, specie per verdure e frutta, ga recuperato la sua positività per quanto riguarda l’impatto sulla salute umana in quanto tale metodo preserva la conservazione dei nutrienti benefici che verranno poi assimilati con il metabolismo. Mentre occorre non esagerare con il consumo di carni rosse cotte al barbecue poiché possono incrementare tumori nel tratto gastrointestinale. 



Oh che tu fai?

L’ago della bilancia

C’è sempre lui a fare da terzo incomodo: l’ago, lo usi per bucarti il polpastrello, fare uscire il sangue e controllare la glicemia tot volte al giorno. Lo usi per iniettarti l’insulina tot volte al giorno. Lo fai anche se usi il microinfusore per inserire il catetere sottocute, e stessa cosa succede con il sensore glicemico. L’agognato ago è lì.

Poi?

Poi ci sono le correzioni le aggiunte di insulina e controlli della glicemia.

Cerchiamo di capire meglio l’andamento con un sondaggio rivolto ai diabetici tipo 1 e tipo 2 in trattamento con iniezioni multiple d’insulina. Invitiamo a partecipare, la cosa porta via pochi secondi e farlo è per noi importante.

Grazie per la collaborazione!



Pratiche pesanti

Cinque mesi di vita da diabetico tipo 1 con il microinfusore minimed Medtronic 640g e relativo sensore Enlite 2. Cinque mesi contrassegnati da un controllo glicemico perfetto, HbA1C forza 47, praticamente pochi eventi iperglicemici e ipoglicemici, insomma una situazione mai vista nella mia lunga, 54 anni e brutta storia da diabetico. Posso affermare che la parte finale restituisce un poco di serenità.

Certo il microinfusore non è la cura per il diabete tipo 1, anzi dobbiamo impegnarci, lottare per sostenere la ricerca nella direzione di trovare la terapia vera per curare la nostra malattia e, laddove sono riscontrate, le relative complicanze. Il prossimo 4 novembre avremo modo di parlarne a Bologna nel corso dell’incontro intitolato: “Diabeteasy”, con i ricercatori del Diabetes Research Insitute Ospedale San Raffaele di Milano, i clinici del Policlinico Universitario Sant’Orsola e Ospedale Maggiore di Bologna.

Ma, ma per intanto resta da affrontare sempre la vita di tutti i giorni con la malattia. E gli esami? Gli esami e controlli, visite non finiscono mai: una mantra, una litania a vita per una patologia cronica che segna il calendario con regolarità e sistematicità.

E gli esami, finche sono prelievi del sangue di routine o simili non ci sono particolari problemi. Ma la faccenda si fa diversa con altri, e personalmente ne so qualcosa.

Primo passaggio: il clisma opaco è una procedura medica utilizzata per esaminare e diagnosticare varie problematiche del colon umano (intestino crasso). Immagini a raggi X vengono effettuate mentre un mezzo di contrasto, generalmente solfato di bario, riempie il colon attraverso il retto.

La dieta per il clisma opaco

La preparazione del paziente al clisma opaco inizia alcuni giorni prima dell’esame, durante i quali si raccomanda di adottare una dieta povera di scorie per eliminare residui fecali solidi e liquidi che impedirebbero una corretta osservazione del colon. Andranno pertanto allontanati alimenti integrali, frutta, verdure, legumi, pane, pasta, zucchero, vino, liquori e cibi grassi. Sono invece consentiti e consigliati la carne alla griglia, il pesce bollito, il brodo, il riso e le uova sode. Il giorno precedente all’esame, l’alimentazione – particolarmente leggera e quasi esclusivamente liquida – verrà integrata con opportune preparazioni lassative secondo quanto prescritto dal medico.

Secondo passaggio: La colonscopia – un esame diagnostico volto ad esplorare le pareti interne del colon, per scoprire eventuali lesioni, ulcerazioni, occlusioni, masse tumorali. È un importante strumento di prevenzione, che permette di individuare e, se necessario, rimuovere all’istante, dei tumori anche molto piccoli e in fase iniziale, impedendone lo sviluppo e la degenerazione. La colonscopia è consigliata come corretta attività di screening per tutti i soggetti a rischio: ad esempio per coloro che hanno familiarità con i tumori del colon; o comunque dopo i 50 anni, quando dall’esame delle feci si rileva la presenza di sangue, anche in tracce minime.

Una corretta preparazione del paziente alla colonscopia ha lo scopo di svuotare completamente il colon, in modo da lasciarne le pareti lisce e prive di escrementi, così da permettere una corretta visione dell’interno; a questo scopo:

nei quattro giorni precedenti l’esame non bisogna mangiare frutta, verdura, crusca;

il giorno prima dell’esame ci si deve limitare ad un pranzo leggero, per poi sospendere completamente ogni dieta solida;

nel corso del giorno precedente l’esame bisogna bere molta acqua, ingerire dosi notevoli di lassativo ed effettuare un clistere di pulizia finale.

Le procedure riportate per questi esami invasi e pesanti per un diabetico le ho praticate qualche anno addietro tre volte, di cui due al di fuori della degenza ospedaliera e quando ancora non portavo il microinfusore con sensore glicemico.

In particolare ricordo bene la fase preparatoria all’ultima colonscopia per i seguenti motivi: non ebbi alcuna indicazione dai diabetologi su come regolarmi nella gestione della malattia (glicemia, insulina) nella predetta fase. Ricordo che il giorno prima dell’esame andai incontro ad una pesante ipoglicemia sul posto di lavoro con intervento del 118 per farmi riprendere con flebo di glucosata in ufficio. Poi la colonscopia andò in porto con esito negativo ma qualche ora dopo ritornai in ipo.

Ora ho il microinfusore e magari con simili esami le cose potrebbero avere un esito migliore. Resta il fatto che prima di tali test, che mettono a dura prova il paziente, ci devono essere delle chiare e personalizzate indicazioni terapeutiche da parte dello specialista in diabetologia.



Io l’insulina non ho per questo me la fo

Pensavate me lo fossi scordato eh? Invece no! anche se il 99% dei diabetici, dei diabetologi manco lo sa cosa è successo 96 anni fa!

96 anni fa precisamente il 27 luglio 1921 venne dato l’annuncio universale della realizzazione dell’insulina come farmaco da parte di un gruppo di ricercatori, scienziati canadesi

Frederick Banting, e uno studente in medicina suo assistente, Charles Best, isolarono una sostanze che, iniettata ai cani resi diabetici (ricordiamo le precedenti esperienze di Minkowski e Von Mering), li riportava alla normalità, eliminando lo zucchero in eccesso dal sangue e dalle urine. John MacLeod, nel cui laboratorio dell’Università di Toronto i due lavoravano, fu molto interessato ai loro studi e suggerì anche il nome della nuova molecola. Poiché era prodotta dalle isole pancreatiche, regioni ben definite del pancreas che producono ormoni, consigliò di battezzarla insulina. La sostanza ottenuta da Banting e Best nel cane fu estratta e purificata successivamente anche dal pancreas dei bovini. E proprio l’insulina bovina venne utilizzata per la prima volta nell’uomo. A fungere da cavia consenziente fu un amico di Banting, esasperato dal proprio diabete. Dopo le iniezioni di insulina la sua salute migliorò nettamente, dando il via a una nuova era nella terapia del diabete. Fino ad allora, infatti, l’unica cura possibile era la dieta, che doveva essere rigida e moderata. Gli accorgimenti di tipo restrittivo nell’alimentazione facevano migliorare il quadro clinico, ma non ottenevano grossi risultati, a lungo andare. L’avvento dell’insulina cambiò il destino di tanti malati, trasformando la loro vita. La scoperta dell’ormone era tanto importante da consentire a Banting e MacLeod, con il disappunto di Best, tagliato fuori dai due(ricordiamo che in seguito Banting decise di condividere il Premio con Best), di ricevere il premio Nobel per la medicina e la fisiologia due soli anni dopo la loro scoperta. Un record di rapidità rimasto ineguagliato, vista l’usuale lentezza degli accademici svedesi nel riconoscere il merito dei premiati.

Sono trascorsi 96 anni da quel giorno: e il tempo passa tra quattro anni saranno i 100, un secolo; e fu a partire da quella fatidica data che tutti i diabetici privi d’insulina, oggi denominati pazienti con diabete tipo 1, potevano contare sul farmaco che gli avrebbe consentito di continuare a vivere. Anche oggi come ogni anno, e sempre in questo piccolo angolo di rete, desidero ricordare testimoniare una data ai più dimenticata, omessa. Quante cose diamo per scontate, usiamo con spregio e sciatteria magari, senza sapere il tanto lavoro e impegno che c’è stato per la loro realizzazione. L’insulina questa scoperta dimenticata che fa parte della storia e realtà quotidiana dell’umanità, di noi diabetici tutti. Oggi tutti, chi più chi meno aneliamo alla guarigione ma dobbiamo ricordare come tutto fa parte di una catena e allora per un attimo riflettiamo e ricordiamo. A proposito: in Italia mai nulla è stato dedicato a Banting e soci in memoria di questa importante e vitale scoperta – l’insulina – né una strada un vicolo una rotonda un monumento dove far depositare gli escrementi ai piccioni e altri volatili. Sveglia che aspettiamo?

Grazie Banting, Best e tutti coloro che per primi fecero da pionieri in una delle tappe più importanti nella storia della medicina moderna.



Pag 1 of 26512345...102030...Ultima »

Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

Newsletter



Informazione

Avete un evento, manifestazione (sportiva e non), convegno sul diabete o legato ad esso? Se la risposta è sì fatemelo sapere attraverso l'invio dei dati e iinformazioni scrivendole nel form presente all'interno della pagina Scrivimi del blog. Le iniziative predette saranno publicizzate all'interno di questo spazio gratuitamente e immediatamente. Grazie per il vostro interesse Roberto Lambertini

Eventi

Sommario post

Categorie post

Commenti recenti

IMD è mobile

Il Mio Diabete social

Il mio diabete

Promuovi anche tu la tua Pagina

Instagram

Google+





Visualizza il profilo LinkedIn di Roberto Lambertini Visualizza il profilo di Roberto Lambertini

Blogosfera

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog


2016 Image Banner 120 x 600