Annunci

microinfusore

Pag 1 of 3712345...102030...Ultima »

Nell’era dei microinfusori, sensori i genitori continuano a segnalare il peso sostanziale del diabete tipo 1

Mother helping son test blood sugar

DIABETEASY per partecipare clicca qui

Nonostante la disponibilità di tecnologie avanzate per il diabete, i genitori di bambini piccoli con diabete di tipo 1 continuano a segnalare aggravi sostanziali e l’impatto familiare negativo derivante dalla malattia, secondo i risultati pubblicati nel Journal of Diabetes Science and Technology .

“Le tecnologie per il diabete sono migliorate sostanzialmente negli ultimi decenni, con strumenti come le pompe d’insulina intelligenti e i monitor continui di glucosio “, ha affermato Kara R. Harrington, PhD, ricercatore clinico presso il Joslin Diabetes Center di Boston e colleghi hanno scritto. “Insieme a questi sviluppi tecnici vengono nuove sfide e possibili oneri, specialmente per i bambini piccoli e le loro famiglie. … Quindi, è importante accertare i carichi e le sollecitazioni tipiche che i genitori di bambini con diabete nell’epoca della gestione contestuale del diabete hanno nel vivere quotidiano. È anche importante capire come gli oneri riportati dai genitori siano influenzati dall’uso o dal non utilizzo di diverse tecnologie per il diabete, nonché da altri fattori demografici, come lo stato socioeconomico “.

Harrington e colleghi hanno analizzato i dati dei genitori di 597 bambini con diabete di tipo 1 iscritti nel T1D Exchange Clinic Registry dal febbraio 2015 e di età inferiore ai 7 anni (età media dei bambini, 5 anni, durata media del diabete, 2,4 anni). La pompa di insulina e l’uso di CGM, nonché la più recente HbA1c del bambino, sono stati riportati dai genitori e confermati dalla relazione clinica. I genitori hanno completato due indagini – le aree problematiche della versione rassegna-revisione (PAID-PR) del diabete e l’indagine di impatto familiare (FIS). I punteggi sono stati classificati complessivamente e stratificati per età (4 anni o più giovani, dai 4 ai 6 anni e dai 6 ai 7 anni). I ricercatori hanno utilizzato modelli di regressione lineare per determinare l’associazione dei punteggi con HbA1c.

All’interno della coorte, l’HbA1c media era dell’8,2%; Il 31% dei bambini ha utilizzato CGM e il 58% aveva usato la terapia con pompa dell’insulina.

Tra i gruppi di età, i ricercatori non hanno osservato differenze significative nel tipo e nella frequenza degli oneri riportati. Nel complesso, essi hanno scritto, il più grande onere segnalato dai genitori era rappresentato dalla preoccupazione che il bambino avesse ipoglicemia (74%), seguita dall futuro e la possibilità di gravi complicazioni (70%) e quando la gestione del diabete è “ingovernabile” (61%).

Altre preoccupazioni, hanno scritto i ricercatori, comprendono la preoccupazione che il loro figlio non sarà curato quando lontano da casa (57%) e il sentirsi sconvolti quando la glicemia del loro bambino è fuori controllo (54%).

Nella valutazione dei punteggi FIS, l’onere familiare più diffuso dai genitori è stata la ridotto quantità del sonno per i membri della famiglia (59%), seguita dalla necessità di accordi flessibili sul posto di lavoro per aiutare nella cura del proprio figlio (55%).

I ricercatori hanno osservato che solo il 5% dei genitori ha riferito di sentirsi scoraggiato sul piano di trattamento del diabete, suggerendo un adeguato supporto dal team diabetologico di trattamento multidisciplinare.

“I componenti di intervento devono fornire strategie, competenze e supporto integrati nelle cure di routine per supportare la qualità della vita dei genitori legati alla gestione del diabete”, hanno scritto. “Questi interventi devono inoltre fornire orientamenti ai genitori che implementano trattamenti e tecnologie avanzate per il diabete. Tali interventi possono avere un impatto positivo sui genitori e, infine, sui risultati del diabete per i bambini con diabete di tipo 1. ”



Annunci

Sul bordo del vario

DIABETEASY per partecipare clicca qui

Siete persi tra ombrelloni ombrellai e cose da leggere guardare tra una abbronzatura sul bagnasciuga di questo agosto solo e solare? Siete persi nella ricerca di quel post, articolo che non riuscite a rintracciare nel blog vero? Ebbene sì lo riconosco: dopo 10 anni di pubblicazione e un totale di oltre 4000 pezzi venirne fuori è un bel casino. Io stesso non riesco a trovarne uno scritto e pubblicato sette anni fa circa e quindi non si può procrastinare la necessaria azione di riordino della materia.

Continuità nel variare del tempo e tempi, stuzzicando l’attenzione sulle diverse cose che prendono il cittadino convivente con la condizione denominata: assenza di produzione di cellule beta dagli isolotti contenuti nella ghiandola pancreatica, in sigla APCBISGP. Ecco una nuova modalità per far notare con discrezione che siamo diabetici tipo 1. Almeno così risolviamo il problema di coloro che vivono con imbarazzo tale patologia popolare su entrambi i fronti.

E mentre l’uomo medio italiano fa colazione a casa o al bar io vi sciorino l’ultimo dato della mia HbA1c: 46, precedente 47.

Un altro record storico! Il migliore di sempre!

A poca distanza dal compimento del mio 56esimo anno di vita un risultato, dei risultati impensabili alla luce di un passato diabetico sofferto e pieno di traumi, con molteplici episodi che misero a repentaglio la mia vita.

A cosa debbo tale importante fatto e risultato?

Certo alla continuità frutto della mia capacità di gestire e mantenere livellata monitorata la glicemia, conquista recente, degli ultimi 8/10 anni, in particolare con il passaggio dalle iniezioni multiple d’insulina al microinfusore d’insulina più sensore per il monitoraggio continuo della glicemia.

E ancora una volta il salto, il cambio di marcia, il volo nello spazio lo ha portato l’arrivo del Medtronic 640G: un mutamento epocale nella mia vita di diabetico.

Ma ci tengo a concludere la narrazione dell’argomento facendo una importante considerazione, o meglio ripetendola ancora una volta: tale tecnologia fatta per i diabetici tipo 1 non è adatta a tutti e non solo per questione di soldi ma per altre e molto solide ragioni.

Oltre a servire per chi è in età pediatrica e soffre di svarioni glicemici frutto della crescita e sviluppo, negli adulti che non avvertono le ipoglicemie ad esempio, ci deve essere una forza di volontà e capacità nel sapere gestire tali dispositivi, nel diabetico certo come nel medico diabetologo prescrittore. E tali passaggi non sono affatto scontati, poiché nel corso di questi ultimi anni ho visto diverse situazioni di compari di malattia dotati del congegno senza una adeguata preparazione e messi alla molla.

Ognuno è a suo modo un artista e non tutti siamo Raffaello o Michelangelo ma a volte dei semplici imbrattatori e capire, cogliere la differenza dovrebbe fare da punto di discrimine quando si fanno determinati tipi di scelta.



Per un diabete in pompa magna

Essere nella fossa dei leoni è un’espressione o modo di dire della lingua italiana che indica il trovarsi in una situazione o condizione fortemente sfavorevole, delicata, disagiata e rischiosa in cui si è costretti a difendersi e lottare per sopravvivere o far valere i propri diritti di fronte a minacce o vessazioni altrui.

Il motto è una reminiscenza vuoi delle vicende bibliche di Daniele, condannato ad essere divorato dalle fiere ma salvatosi per miracolo, vuoi di un supplizio in uso nell’antica Roma per eseguire alcune condanne a morte facendo sbranare il condannato da animali feroci (damnatio ad bestias).

Per noi diabetici si adatta meglio una variazione sul tema: fossa sì, ma anziché dei leoni dei lemuri.

Poiché a ben guardare c’è da tenere gli occhi spalanchi, tenendo una mano di dietro e una davanti.

A bestia.

Il microinfuso è poco diffuso: una sottospecie di diabetico che, rispetto ai primati tradizionali, ricostituisce e mantiene il cordone ombelicale in età adulta, seppur in forma artificiale, grazie alla cannula che fa da cavo di connessione tra il dispositivo d’infusione dell’insulina e il catetere infilato sottopelle.

Anche se poco diffuso il microinfuso è importante non sia confuso e abbia in sé la conoscenza non solo delle dinamiche insite con la patologia, ma motivazione invereconda nell’aver cura di sé ed essere dotato di una discreta dimestichezza con la matematica: quest’ultima fa e farà la differenza dal momento dell’acquisizione del microinfusore come strumento di elezione per la gestione e trattamento della malattia.

Le difficoltà fanno parte della vita di un diabetico e noi impariamo, in proprio o per derivazione neuronale, a superarle: è solo questione di tempo e tempi. Lo dice e scrive uno come me tardivo nell’evoluzione e scaltrezza del comprendonio ma che alla fine ci è arrivato a comprendere le dinamiche intrinseche al presente patologico. E sottolineo presente poiché chi leggerà tra qualche anno queste riflessione stenterà non a riconoscersi ma più semplicemente a capirci qualcosa.

Per gli amanti dei giochi enigmistici (io non sono tra questi) sarebbe interessante costruire una mappa delle terapie esistenti per la cura del diabete (sia tipo 1 che tipo 2), credo ne salterebbe fuori un mosaico. E il microinfusore rappresenta una opzione e certamente non a portata di mano per tutti i diabetici, non per una questione di soldi ma per un mix di condizioni. Occorre volerlo ed essere motivati sul lungo periodo e saperlo usare.

E prima ancora di saperlo usare il microinfusore occorre sapersi gestire la malattia stessa: come? Ad esempio avendo cura di tenere i dati della glicemia, iniezioni d’insulina effettuate, conta dei carboidrati e saperli interpretare e controllare.

Avere padronanza di queste informazioni consente al diabetico microinfuso di avere il timone del dispositivo e con il monitoraggio continuo del glucosio il cerchio si chiude.

Per un diabete in pompa magna!



MiniMed 670g ibrido da brivido, con sistema d’infusione insulina di Medtronic ora disponibile negli Stati Uniti

Come scritto ieri in questo blog e per primi in Italia, la Medtronic , ha ricevuto l’approvazione della FDA lo scorso anno, e sta introducendo il suo ibrido MiniMed 670g sistema a circuito chiuso per la somministrazione di insulina nel mercato statunitense. E’ primo sistema del genere a diventare disponibile, il MiniMed 670g utilizza l’algoritmo SmartGuard HCL di Medtronic che deduce quando e quanta insulina va infusa, ma permette ai pazienti stessi di apportare modifiche in caso di necessità.

L’impostazione più automatizzata del sistema gestisce la somministrazione di insulina tranne i boli ai pasti basati sul conteggio dei carboidrati, la conferma di tutte le modifiche del bolo, e periodicamente calibra il sensore con un convenzionale glucometro tramite puntura del dito, il Contour Advance link 2.4 da Ascensia Diabetes Care che viene dato con il sistema.

Il sensore The Guardian 3 all’interno del pacchetto misura i livelli di glucosio ogni cinque minuti è può essere portato in modo continuo per un massimo di una settimana, anche durante la doccia e le altre attività. Ha una caratteristica di auto-controllo che aiuta automaticamente a mantenere il sensore preciso misura per misura, contribuendo a garantire letture di qualità e la somministrazione di insulina quindi corretta.

In Europa e Italia la sua distribuzione è prevista tra ottobre e gennaio prossimi.



La lunga strada percorsa da un diabetico

Il mio diabete è sempre andato per i fatti suoi come una farfalla sbocciata tra i fiori e cespugli di rovo, per poi farsi zanzara e beccarmi in lungo e in largo per il corpo. Mai nessuno mai per molti lustri è riuscito a mettere in asse compensare lo zucchero nel sangue. Nessun medico. D’accordo a me la malattia è venuta fuori all’inizio degli anni sessanta quando l’unico controllo disponibile era la glicemia fatta a digiuno e l’HbA1c un roba ancora lungi a venire. Altroché calcolo dei carboidrati, educazione terapeutica, insulina umana basale e via dicendo.

Poi si aggiunge il carico combinato e disposto che contraddistingue il diabete tipo 1 a esordio in epoca infantile, contraddistinto nel mio caso da continui episodi di ipoglicemia, iperglicemia, chetoacidosi, convulsioni, coma e molto altro ancora. All’epoca l’ospedalizzazione restava l’unica via praticabile.

Restava con tutta questa tiritera una cosa semplicemente conseguente: la perdita completa di fiducia verso i medici, sì perché dal 1963 sino al 1981 nessuno che si sia mai ingegnato a trovare uno schema di gestione terapeutica con insulina in grado di mettere a regime la glicemia. E diventando adulto anche senza episodi estremi con il diabete nello sfondo la media era senz’altro alta con effetti che poi si sarebbero andati a pagare con gli interessi anni dopo (complicanze e comorbilità).

Oggi per fortuna i diabetologi usano a mani basse l’effetto formula e tra algoritmi e logaritmi equazioni e altre alchimie geotermica hanno qualche chance in più di riuscita, aggiungo: e per fortuna i casi disperati sono meno disparati.

Ma per sapere come va il mondo è sempre meglio arrangiarsi, almeno in alcuni casi e tra questi il mio.

E quando credi di non riuscire più a trovare l’equilibrio glicemico dopo più di 40 anni con il diabete tipo 1 ecco arrivare l’inaspettata svolta costituita dal microinfusore d’insulina con monitoraggio continuo della glicemia.

In verità la scelta di passare dalle iniezioni multiple alla pompa avvenne otto anni fa non tanto per raggiungere il compenso glicemico, bensì in quanto non avvertendo più l’ipoglicemia necessitavo di una soluzione e questa era rappresentata dal microinfusore Veo della Medtronic: il primo che segnalava l’ipoglicemia con un algoritmo predittivo e arrestava contestualmente l’infusione d’insulina.

Ma nonostante questa innovazione nella gestione della terapia ancora si presentavano momento di iperglicemia con valori superiori a 350/450 mg/dl.

La svolta arriva con il Medtronic 640G e il sistema Smart Guard, l’ultimo progresso nel campo dell’infusione d’insulina, che mi consente di ottenere una HbA1c di 6.5 con poche ipoglicemie ed eventi d’iperglicemia.

Ma arrivare a questo traguardo non è stato facile ed ogni diabetico ha una strada tutta sua da fare.



Pag 1 of 3712345...102030...Ultima »

Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

Newsletter



Informazione

Avete un evento, manifestazione (sportiva e non), convegno sul diabete o legato ad esso? Se la risposta è sì fatemelo sapere attraverso l'invio dei dati e iinformazioni scrivendole nel form presente all'interno della pagina Scrivimi del blog. Le iniziative predette saranno publicizzate all'interno di questo spazio gratuitamente e immediatamente. Grazie per il vostro interesse Roberto Lambertini

Eventi

Sommario post

Categorie post

Commenti recenti

IMD è mobile

Il Mio Diabete social

Il mio diabete

Promuovi anche tu la tua Pagina

Instagram

Google+





Visualizza il profilo LinkedIn di Roberto Lambertini Visualizza il profilo di Roberto Lambertini

Blogosfera

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog


2016 Image Banner 120 x 600