Dai media e web

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Informazione ai lettori

Dal 1 settembre 2017 sono privo di connessione internet causata da un guasto rimasto irrisolto da parte del mio provider Wind, inoltre da tre giorni sono pure senza linea telefonica fissa (TIM) anche in questo caso senza soluzioni di ripristino. A questo punto non riesco a garantire gli aggiornamenti e le nuove notizie in ingresso pertanto sino a data da destinarsi potrò pubblicare solo gli articoli pianificati. Grazie per la comprensione.

53 volte EASD

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Settembre: come ogni anno che si rispetti nella seconda settimana del mese si svolge il meeting scientifico dell’EASD, che quest’anno si svolgerà a Lisbona, la seconda capitale più antica dell’Europa, una volta Sede dei più grandi esploratori del mondo, offre un’ampia varietà di opzioni da esplorare: un’architettura meravigliosa, monumenti magnifici, una ricca storia, una vita culturale vibrante e grandi opportunità di visite turistiche.

Circondato da spiagge, montagne e campagne, è una capitale storica, un pot-pourri di carattere e fascino insolito, un amalgama di 800 anni di influenze culturali mescolate a tendenze e stile di vita moderni, creando contrasti intricati e spettacolari. È il luogo di nascita della prima associazione diabetica al mondo – l’Associazione Portoghese del Diabete. Fondata nel 1926 da Ernesto Roma, oggi è un modello nazionale e internazionale per la cura del diabete.

L’incontro annuale dell’EASD avrà luogo nel Parque das Nações, presso la Fiera Internazionale di Lisbona (FIL), ex zona industriale, completamente ricostruita per Expo 98 con ottimo accesso al centro e all’aeroporto. Le sessioni si svolgeranno presso la FIL e nell’adiacente MEO Arena. Il meeting inizierà con n il Simposio l’11 settembre e la sessione di apertura della mattina del martedì 12 settembre. Un appuntamento gratificante, una opportunità per creare nuovi contatti, incontrare vecchi amici e stimolare lo scambio creativo, per quella che sarà la 53° edizione dell’evento.

L’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) è una organizzazione scientifica senza scopo di lucro fondata nel 1965. Gli scopi dell’Associazione sono quello di incoraggiare e sostenere la ricerca nel campo del diabete, la diffusione rapida delle conoscenze acquisite.

Quindi la prossima settimana occhi puntati su Lisbona per carpire le novità provenienti dalla ricerca in campo scientifico, biomedicale e terapeutico. Stavolta non saremo presenti poiché siamo impegnati, con tutte le risorse disponibili, a organizzare la conferenza Diabeteasy del prossimo 4 novembre a Bologna.

Nonostante tutto cercheremo di seguire con attenzione questo importante appuntamento per tutti: ricercatori, medici e pazienti.

Certo questo genere di eventi con l’avvento dell’informazione digitale, della rete e del costante scambio di messaggi tramite i social, ha finito per perdere il suo appeal, perlomeno per quanto riguarda il focus scientifico.

Resta invece una kermesse interessante per il lancio di nuove terapie e farmaci come capire il loro impatto sui malati, nonché per cogliere le novità provenienti dalle terapie avanzate nella cura del diabete, un esempio per tutti: l’ansa chiusa alias il pancreas artificiale.

A tale proposito da questo meeting scientifico dovremo imparare qualcosa di nuovo circa la tempistica di rilascio. Inoltre verrà data notizia dello sbarco nel vecchio continente del nuovo e innovativo microinfusore della Medtronic, il 670G, ovvero il sistema ibrido di controllo glicemico basale, con intervento in automatico.



Insight

Affrontare la vita con leggerezza

Il diabete tipo 1 nella media è un qualcosa che pesa oppure cosa? Domandona vero! E sorge per un semplice fatto: venendo a mancare dati strutturati e affidabili sulla condizione diabetica di tipo 1 in Italia si naviga a vista, con livelli approssimativi circa l’effettivo impatto della patologia sulle persone e sistema sanitario.

Sui numeri si gioca spesso e volentieri, un dato secco: in Italia come per buona parte dei paesi europei manca il registro per la patologia diabetica, strumento che, se ci fosse, servirebbe non solo per il censimento sanitario della popolazione con questa malattia, ma anche per condurre analisi e ricerche per la cura, le criticità e problematiche che tale fenomeno porta nella salute della popolazione.

E allora si ha solo una percezione del problema, di quanto siamo e come stiamo.

I social network, e Facebook in particolare, sembrano fornire uno riscontro sullo stato d’animo dei diabetici, seppur preso con le pinze e guardato con attenzione,

Da “ Insight” il tool di amministrazione della pagina di questo blog sul predetto social network dai cui si estraggono i dati sull’interazione dei profili con Il Mio Diabete si ha una campionatura piuttosto chiara di come si approcciano e vivono la malattia i diabetici tipo 1 e una quota parte dei tipo 2

Quanto emerge è un scenario variabile tendente al bello dalle circa 35000 interazioni quotidiane sulla pagina.

Praticamente il 90% dei diabetici non ha problemi con la malattia, o non li avverte, tra i due tipi il 2 è quello più preoccupato circa il proprio stato e l’evoluzione della condizione.

Il 10% di coloro che avvertono difficoltà o stanno male a causa del diabete sono ripartiti al loro interno tra origine mentale del malessere, la preponderante, e carnale in ultimo grado.

Certo la scientificità di queste rilevazioni non attendibile ma rappresenta comunque sempre un indicatore da non trascurare se comparato con i risultati prodotti da studi e analisi comprovate e testate a livello transnazionale.

In conclusione il “popolo diabetico” dei social vive bene la malattia e siccome la buona parte di questa popolazione ha meno di 40 anni d’età il valore del risultato è ancora più incoraggiante e pesante per la sua portata complessiva.

È evidente che i livelli di autarchia gestionale della malattia coniugati con un quadro patologico buono rendono bene in termini di condizione di salute.



Il Mio Diabete su Telegram

Il Mio Diabete ha il suo canale di conversazione (chat) su Telegram, ecco qui il collegamento per arrivarci 

https://t.me/ilmiodiabete

Oltre ad essere uno strumento versatile di comunicazione a tutto tondo consentirà di inviare immediatamente agli iscritti le news appena pubblicate sul blog. Poi in corso d’opera vedremo come implementare il servizio.

Telegram è disponibile in versione app per tutti i tipi si sistema operativo in uso per Smartphone e tablet, oltreché in versione desktop.



Il diabete tipo 2 può essere monitorato con le nostre ricerche su Google

L’emergere del diabete di tipo 2 potrebbe essere monitorato in modo più efficace usando le nostre ricerche di Google, aiutando i funzionari della sanità pubblica a tenere traccia della malattia e fermare la sua diffusione – secondo la ricerca dell’Università di Warwick e pubblicata in Nature’s Scientific Reports.

Guidato da Nataliya Tkachenko nel Dipartimento di Scienze Informatiche, un nuovo studio propone che parole chiave immesse nei motori di ricerca – o pubblicate su social media – che sono correlate a sintomi e fattori di rischio del diabete, forniscono informazioni accurate in tempo reale su come è probabile che la malattia si propaghi in aree specifiche e quali sono le condizioni sottostanti.

I ricercatori hanno esaminato i fattori di rischio del diabete da due principali modelli di sorveglianza del Regno Unito che controllano la malattia in coloro che sono in pericolo di svilupparlo o ne soffrono già – tra cui il sesso, l’età, il peso, l’indice di massa corporea , le abitudini di vita e storia familiare del diabete.

Hanno quindi analizzato i dati di Google Trends da parte delle persone della zona centrale di Londra e hanno confrontato i tassi di fluttuazione settimanali delle parole chiave ricercate correlate a questi fattori di rischio, tipo: “come perdere peso”, “come smettere di fumare” e le ricerche sullo stesso” Diabete”.

“I comportamenti di auto-diagnosi online possono essere efficacemente finanziati come strumenti di monitoraggio sanitario in tempo reale, con tutto il potenziale utile a prevedere le malattie croniche e non trasmissibili.

“A differenza della diffusione di malattie (ad es., influenza), tali condizioni hanno uno sviluppo lento e sono in gran parte dipendenti dagli stili di vita personali e comunitari, fattori attualmente scomparsi nei modelli di screening. I comportamenti on-line umani potrebbero contribuire a colmare il divario tra” Il paesaggio mondiale della sanità umana e gli strumenti di monitoraggio sintetici, prevalentemente biocentrici “.

Il diabete di tipo 2 è una crescente preoccupazione per la salute pubblica nel Regno Unito e richiede numerosi test medici diagnostici complessi per identificare la patologia (inclusi test fisici, campioni di urina, test di glucosio nel sangue e test per misurare il livello di insulina nel sangue).

Le persone si rivolgono sempre più a Internet per auto-diagnosi di malattie. Nel 2015, il 21,8% delle persone in Gran Bretagna ha scelto di autocertificare le malattie utilizzando Internet, invece di consultare la famiglia o i medici – secondo Google UK. Le tracce del motore di ricerca costituiscono pertanto un pool di dati crescente, che può essere sfruttato dai professionisti della salute e dai decisori per progettare programmi di screening di nuova generazione.

I dati in linea dei motori di ricerca e dei social media sono in gran parte inutilizzati dai professionisti medici, ma potrebbero rivoluzionare il modo in cui i diabetici di tipo 2 e altre gravi condizioni croniche vengono presentati in tempi e in aree geografiche specifiche.

Essere in grado di tenere traccia delle malattie così come emergono e individuare i rischi che potrebbero causare dalla loro ulteriore diffusione, diverrebbe utile per informare i funzionari della sanità pubblica sul modo migliore per affrontarle.



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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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