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Ieri stimolato dalla giornalista e T1D Francesca Ulivi che sul gruppo Portale Diabete in Facebook aveva avvertito con un post sul lancio imminente di una notizia dalla ricerca circa la “guarigione dal diabete tipo 1 (nei topi). E così è stato. Bene a tale proposito nella serata il blog è stato il primo, in ordine di tempo, a lanciare il report della ricerca condotta tra Boston e Milano dal prof. Fiorina. Il titolo dell’articolo doveva essere in originale: Gli scienziati invertono il diabete tipo 1 nei topi usando cellule staminali del sangue modificate.

DAMMI RETTA ADOTTA UNA PROVETTA: SOSTIENI LA RICERCA PER LA CURA DEL DIABETE TIPO 1

Poi? Poi mi sono detto: faccio un esperimento e cambio il titolo con – Il nodo delle scelte e il coraggio di prenderle.

Ed ho colto nel segno: l’articolo è stato visualizzato molto meno che se avessi messo l’originale, ma soprattutto non ci sono stati commenti del piffero, complottistici e altro. Siccome a fare informazione e approfondimento responsabile in Italia non “paga”, sia sotto il profilo materiale che morale, almeno si evita di finire sotto il tiro incrociato di frustrati, provocatori o altro. E ancora di più quando non si va oltre la lettura degli 80 caratteri per la maggior parte delle persone.

Pertanto da ieri la titolazione degli articoli verrà curata parecchio e se invece del titolo: nuovo sensore fa tutto lui, troverete – il tempo delle castagne sta per finire, così non potrete far altro che leggervi l’intero articolo…



Diabete Tipo 1: chiedilo al pediatra

Dottor Stefano Zucchini

Dottor Zucchini quando ero bambino mi si diceva che “trovarla pari” con il diabete (glicemia) era impossibile, ed oggi per un fanciullo con il diabete tipo 1 le cose sono cambiate?

Si sono in effetti modificate di molto. La gestione delle fluttuazioni glicemiche nel bambino con diabete di tipo 1 è profondamente cambiata negli ultimi 5-10 anni, di pari passo con la progressione dello sviluppo tecnologico. Il paragone che si può fare è quello di un’auto che viaggia nella nebbia basandosi principalmente sull’acuità visiva e sull’esperienza (gestione anni ’80) confrontata con un’auto che si muove in una giornata di ottima visibilità, con il navigatore satellitare e con sistemi automatici di frenata in caso di pericolo (gestione attuale). Sappiamo dagli anni ’90 (studio DCCT) che il mantenere una media glicemica al di sotto dei 150-180 mg/dl allontana di molto il rischio di complicanze ed i mezzi attuali a disposizione del giovane con diabete e cioè glucometri mini invasivi, sensori glicemici, microinfusori semi-intelligenti e nuove insuline stanno portando ad un miglior controllo dei picchi glicemici, minimizzando il rischio di ipoglicemie. Nella fascia pediatrica stiamo assistendo ad una quasi scomparsa delle complicanze precocissime a carico di occhio e rene ed i dati attualmente pubblicati sull’aspettativa di vita della persona con diabete, che riportano ancora una sua diminuzione rispetto alla persona senza diabete, non saranno verosimilmente validi per i giovani attuali.

Voi pediatri fate molta educazione terapeutica verso le famiglie e bambini, ragazzi diabetici, bisogno sempre più crescente con la presenza sempre più massiva di tecnologie applicata alla vita quotidiana con la malattia: Microinfusore per insulina, sensori per il monitoraggio continuo del glucosio nel sangue. Le risorse a disposizione sono sufficienti o manca qualcosa?

Ti ringrazio per la domanda che mi permette di esprimere la mia opinione su un argomento a volte discusso. Come sai bene la tecnologia ha subito una rapida accelerazione negli ultimi anni e l’utilizzo del microinfusore associato o meno al sensore è ormai una realtà in oltre la metà dei pazienti. Gli ambulatori di diabetologia si trovano di fronte alla gestione di migliaia di dati scaricati dai pazienti, alcuni dei quali direttamente sul proprio cellulare. E’ inoltre necessaria un’educazione continua delle famiglie dei più piccoli ed anche degli adolescenti che gestiscono la tecnologia da parte di medici, infermieri e dietista (il cosiddetto team diabetologico). E’ evidente che solo alcuni centri per regione riusciranno ad avere personale formato e duraturo nel tempo in grado di star dietro all’innovazione. L’avvento poi dell’ansa chiusa, previsto per il 2019, richiederà un ulteriore passo avanti in questa direzione. In questo momento nella nostra regione, purtroppo, nessun centro è inserito negli studi sull’ansa chiusa, ne’ ha partecipato alle iniziative residenziali su questo argomento. Credo sia necessario ridisegnare la mappa dei centri regionali in grado di gestire la tecnologia avanzata, pena la perdita di pazienti verso altre regioni. Sono convinto che i dirigenti regionali, con l’auspicabile aiuto da parte delle associazioni, saranno sensibili sull’argomento.

Il Piano nazionale della malattia diabetica del 2013 riconosce il team diabetologico (medico diabetologo, infermiere, dietista, psicologo) al centro del modello italiano di assistenza e cura del diabete: a livello pediatrico il team esiste e funziona?

Come membro della nostra società scientifica, la SIEDP, ti posso dire che è in corso un censimento sui centri di diabetologia nella nostra nazione ed i dati ultimissimi saranno presto disponibili. Sappiamo tutti però che solo in alcune regioni sono presenti veri team strutturati e destinati alla stabilità nel tempo: parliamo di Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania e Sicilia. In questo momento sono solo 3 centri che aderiscono al progetto europeo Sweet (Firenze, Ancona, Verona), la cui partecipazione richiede necessariamente una validazione effettuata da una commissione europea. In molte altre regioni e relative provincie (molte nella nostra regione!) l’attività diabetologica pediatrica si basa spesso sull’operato di singoli professionisti che si dedicano con passione, ma a volte non possono garantire la continuità del centro nel tempo: ad es. la reperibilità 24/24 ore richiesta per i pazienti con microinfusore viene spesso svolta grazie al cellulare personale del medico dell’ambulatorio diabetologico. Anche l’attività psicologica è spesso svolta da giovani borsiste-contrattiste e diversi centri non dispongono di un’attività psicologica legata al diabete formalizzata. Credo che l’attività diabetologica pediatrica vada ristabilita a livello nazionale, applicando semplicemente il piano nazionale relativo al diabete (piano Pisanti), alla cui stesura la nostra società scientifica ha collaborato.
Fortunatamente esiste la nostra società scientifica, che pubblica raccomandazioni e linee guida sulla gestione del bambino con diabete (ho partecipato a tutte le ultime pubblicate) e questo ha uniformato il comportamento dei cosiddetti pediatri diabetologi: quando si confrontano i dati delle glicate medie dei centri italiani i valori sono fortunatamente migliori di quelli ottenuti in molti paesi europei.


Il dottor Stefano Zucchini –  1986/1990 Dottorato di Ricerca in Malattie-Endocrino-metaboliche dell’Età Evolutiva presso L’Università di Pavia
– dal 2008 Responsabile del Centro Regionale per la Diabetologia Pediatrica del Policlinico S.Orsola-Malpighi

Pediatra endocrinologo con impegno clinico rivolto a: bambino con diabete tipo 1, diabete tipo 2, diabete monogenico. Sindromi ipoglicemiche. Patologia della ghiandola ipofisaria, tiroidea, surrenalica. Disturbi dell’accrescimento. Obesità.

Nel campo della ricerca scientifica: disturbi dell’asse ipotalamo-ipofisi-IGF-1. Diabete tipo 1, diabete monogenico.



Avviso

Stante l’impossibilità dì avere una connessione a internet adeguata per poter gestire il blog Il Mio Diabete e affini, causa il perdurare del guasto all’ADSL di Wind dal 1 settembre c.a, sono costretto a interrompere momentaneamente le attività. (Gli altri autori potranno svolgere la loro attività editoriale regolarmente). Roberto Lambertini

Informazione ai lettori

Dal 1 settembre 2017 sono privo di connessione internet causata da un guasto rimasto irrisolto da parte del mio provider Wind, inoltre da tre giorni sono pure senza linea telefonica fissa (TIM) anche in questo caso senza soluzioni di ripristino. A questo punto non riesco a garantire gli aggiornamenti e le nuove notizie in ingresso pertanto sino a data da destinarsi potrò pubblicare solo gli articoli pianificati. Grazie per la comprensione.

53 volte EASD

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Settembre: come ogni anno che si rispetti nella seconda settimana del mese si svolge il meeting scientifico dell’EASD, che quest’anno si svolgerà a Lisbona, la seconda capitale più antica dell’Europa, una volta Sede dei più grandi esploratori del mondo, offre un’ampia varietà di opzioni da esplorare: un’architettura meravigliosa, monumenti magnifici, una ricca storia, una vita culturale vibrante e grandi opportunità di visite turistiche.

Circondato da spiagge, montagne e campagne, è una capitale storica, un pot-pourri di carattere e fascino insolito, un amalgama di 800 anni di influenze culturali mescolate a tendenze e stile di vita moderni, creando contrasti intricati e spettacolari. È il luogo di nascita della prima associazione diabetica al mondo – l’Associazione Portoghese del Diabete. Fondata nel 1926 da Ernesto Roma, oggi è un modello nazionale e internazionale per la cura del diabete.

L’incontro annuale dell’EASD avrà luogo nel Parque das Nações, presso la Fiera Internazionale di Lisbona (FIL), ex zona industriale, completamente ricostruita per Expo 98 con ottimo accesso al centro e all’aeroporto. Le sessioni si svolgeranno presso la FIL e nell’adiacente MEO Arena. Il meeting inizierà con n il Simposio l’11 settembre e la sessione di apertura della mattina del martedì 12 settembre. Un appuntamento gratificante, una opportunità per creare nuovi contatti, incontrare vecchi amici e stimolare lo scambio creativo, per quella che sarà la 53° edizione dell’evento.

L’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) è una organizzazione scientifica senza scopo di lucro fondata nel 1965. Gli scopi dell’Associazione sono quello di incoraggiare e sostenere la ricerca nel campo del diabete, la diffusione rapida delle conoscenze acquisite.

Quindi la prossima settimana occhi puntati su Lisbona per carpire le novità provenienti dalla ricerca in campo scientifico, biomedicale e terapeutico. Stavolta non saremo presenti poiché siamo impegnati, con tutte le risorse disponibili, a organizzare la conferenza Diabeteasy del prossimo 4 novembre a Bologna.

Nonostante tutto cercheremo di seguire con attenzione questo importante appuntamento per tutti: ricercatori, medici e pazienti.

Certo questo genere di eventi con l’avvento dell’informazione digitale, della rete e del costante scambio di messaggi tramite i social, ha finito per perdere il suo appeal, perlomeno per quanto riguarda il focus scientifico.

Resta invece una kermesse interessante per il lancio di nuove terapie e farmaci come capire il loro impatto sui malati, nonché per cogliere le novità provenienti dalle terapie avanzate nella cura del diabete, un esempio per tutti: l’ansa chiusa alias il pancreas artificiale.

A tale proposito da questo meeting scientifico dovremo imparare qualcosa di nuovo circa la tempistica di rilascio. Inoltre verrà data notizia dello sbarco nel vecchio continente del nuovo e innovativo microinfusore della Medtronic, il 670G, ovvero il sistema ibrido di controllo glicemico basale, con intervento in automatico.



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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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