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Topolinia, vapori e fantascienza

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Facciamoci del male

E’ giunto il tempo delle scelte: occorre non solo il testamento biologico circa la donazione degli organi come sul fine vita ma decidere sulla cosiddetta “libertà di cura” nata con le polemiche suscitata dal metodo terapeutico praticato dal medico modenese Di Bella e mai cessate anzi si sono espanse in ogni tipo di malattia – dal diabete ai tumori passando per l’HIV ed ora approdate sulle vaccinazioni che, come si dovrebbe sapere, sono uno dei pilastri della medicina moderna nella profilassi e prevenzione di importanti condizioni infettive ad ampio contagio.

A questo punto occorre porre ai cittadini una scelta irrevocabile tra medicina allopatica e medicina omeopatica o alternativa.

La questione è seria poiché in questa fase contrassegnata dal caos politico e sociale, caduta delle religioni monoteiste e ritorno ad un animismo rivisitato sotto forma di misticismo e idolatria multiforme, tutto ciò che è Stato, ufficiale viene contrastato e delegittimato nonostante l’evidenza e le prove scientifiche. Ha ragione Einstein: ci sono due cose infinite, l’universo e la stupidità umana.

Comunque questa disperata caduta tra le braccia dei vari imbonitori e ciarlatani sulla pelle di persone credulone o comunque deboli, mette l’accento su alcuni punti ben noti e altrettanto critici della sanità ufficiale: l’incapacità di ascoltare e farsi carico. L’ho visto io in prima persona con il fallimento dell’evento organizzato lo scorso 30 novembre sulla medicina narrativa e diabete. Vai dal medico di base anche per un banale certificato di malattia, e non ha tempo oppure tocca aspettare ore mentre non ti senti bene. Ed io sono mesi che rinuncio, vado in ufficio malato perché impossibilitato ad accedere al servizio. Poi hai i vari dirigenti delle USL che ti parlano in creolo english-bocconiano con qualche frase in italiano, tanto per farsi capire. E tra sette ci si capisce: la Scuola di Medicina dell’Università di Bologna è in mano alle logge massoniche, le quali non hanno interessi ad aprirsi verso l’esterno, tanto c’è internet.

Come diceva mio nonno: bisogna scendere dal pero, dal piedistallo dorato e riprendere il controllo della situazione, a cominciare dalla comunicazione, dalla parola.

Ho il diabete tipo 1 dal 1963 e nel 1969 mi venne la parotite epidemica, meglio conosciuta come orecchioni, fu una esperienza molto brutta e dolora sia per i sintomi che per la cura: tre iniezioni intramuscolari al giorno di cortisone per due settimane, con l’aggiunta di calcio carbonato. La parotite mi ha reso sterile.

Oggi per la parotite è disponibile un vaccino vivo attenuato, capace di indurre l’immunizzazione tramite infezione subclinica e non contagiosa, il quale induce anticorpi in oltre il 95% dei soggetti. In Italia esso è somministrato in combinazione con i vaccini per morbillo e rosolia (MPR), da praticare a partire dal secondo anno di vita.



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Terrorismo sanitario

L’importanza dei vaccini. Un vaccino è un farmaco che conferisce immunità, più o meno efficace nei confronti di un agente patogeno, in parole povere serve a proteggere un individuo da malattie mortali o potenzialmente pericolose di fronte a scarsi o nulli effetti collaterali. La vaccinazione inoltre protegge la comunità: più individui sono vaccinati, più bassa è la possibilità di diffondere la malattia, che anzi può anche essere eradicata completamente all’interno di quel gruppo (si chiama immunità di gregge). Chi non si vaccina, quindi, mette in pericolo non solo la propria salute ma anche quella della comunità che frequenta. I vaccini sono stati una delle invenzioni più geniali dell’umanità e sono in parte responsabili dell’aumento dell’età media dell’uomo, del benessere diffuso delle nazioni ricche e della riduzione delle malattie infantili. Attaccare tale rimedio, accusandolo di chissà quali tragedie o rischi, è strumentale, stupido e spesso è un segnale di ignoranza o malafede; basterebbe ascoltare i racconti dei nostri nonni per rendersi conto dell’importanza di questa pratica.

Messi da parte i deliri degli antivaccinisti, che come vedremo si fondano su basi inattendibili e non scientifiche, è bene discutere di quei farmaci la cui utilità è dubbia o poco chiara e tra questi, a mio avviso, rientra uno dei vaccini più recenti, di «ultima generazione». Alcuni vaccini non sono per tutti, ad esempio quello antinfluenzale è consigliato solo per certe categorie a rischio, perché l’influenza non è una malattia letale (anzi, è quasi sempre banale) ma può diventarlo per alcuni individui (le persone morte per le conseguenze di una «banale» influenza, quindi i decessi direttamente causati dalla malattia e dalle sue complicanze, come le polmoniti, sono circa ottomila ogni anno in Italia). A loro si consiglia una protezione che per altri sarebbe eccessiva.

Questo vale per tutti i farmaci: vanno presi quando servono. Ma i vaccini servono tutti? Alcuni potrebbero essere abbandonati presto, come quello per la poliomielite: esistono zone nelle quali la malattia è presente e miete vittime, però il suo uso comincia a essere messo in discussione proprio per l’eradicazione della malattia in molte parti del mondo. C’è un altro vaccino utile a difendersi da una patologia potenzialmente mortale. Si tratta di una delle ultime scoperte in campo immunologico. Sto parlando della vaccinazione anti-Hpv (Human Papilloma Virus, ovvero virus del papilloma umano), pubblicizzata come vaccinazione contro il cancro del collo dell’utero. Primo grosso errore: la terapia previene il virus Hpv, non il cancro del collo uterino. L’idea di annunciare un «vaccino contro il cancro» è stata una trovata pubblicitaria degli uffici marketing delle aziende farmaceutiche. Diffondere la notizia (reale) della scoperta del vaccino anti-Hpv non avrebbe avuto lo stesso impatto. Lo studio delle operazioni di marketing precedenti l’uscita di un farmaco è accurato e attento, da esso può dipendere il successo del prodotto. Così è stato per il vaccino anti-Hpv. La ricerca e lo sviluppo del medicinale hanno richiesto sforzi economici e di ricerca immani e non si poteva rischiare il fallimento.



Come difendersi dai pataccari?

ciarlatanoPiatto ricco mi ci ficco, portafoglio pieno te lo svuoto. D’altronde la regola del mercato degli affari, del commercio è molto semplice: più c’è giro più c’è grana. Avete mai visto un bar pieno di gente nel bel mezzo del deserto, miraggi a parte? Pertanto il diabete essendo una malattia universale e che tocca un numero sempre più crescente della popolazione mondiale (quasi mezzo miliardo), rappresenta un terreno fertile per qualsiasi personaggio di sorta. E sapere distinguere la cosa buona dalla patacca non è un’operazione facile da compiere.

Qualsiasi cosa può essere artefatta al giorno d’oggi: dal farmaco al dispositivo medico, così come venir venduta una scatola vuota spacciata per microinfusore con sensore al primo gonzo che passa in rete.

Proprio sulla tecnologia mi voglio soffermare: sono decine di migliaia i dispositivi per il rilevamento domestico della glicemia e altri importanti parametri ematici oggi disponibili in catalogo e quindi acquistabili da noi diabetici, con o senza prescrizione medica, un mercato sempre più rigoglioso, fiorente. E secondo gli indicatori rilasciati dal NASDAQ (la borsa dedita alle nuove tecnologie e new economy) la tendenza in atto sullo scenario degli investimenti e affari economici e finanziati in campo diabetico è costituita dai sensori glicemici e microinfusori come dall’ormai prossimo pancreas artificiale. Una ondata, un maremoto che devasterà l’ultima trincea costruita dagli operatori sanitari per arginare la valanga di prodotti immessi i quello che potremmo definire senza perifrasi: il gran bazar diabetologico.

Le aziende con una buona reputazione, le spin-off, come i venditori di fuffa (truffatori), lo sanno bene, ecco perché anziché andare a fare campagna di marketing dai medici in primo luogo fanno “azione seduttiva” verso i pazienti e loro rappresentanti logorati dalla noia della stessa roba ricorrente e frustrati da conti e compensi glicemici che non tornano mai. E quest’ultima strategia sembra dare buoni risultati (economici e di vendita).

E la sicurezza e affidabilità di questi dispostivi chi la assicura?

Siccome il fenomeno sta dilagando credo sia giunto il momento di mettere un fermo: come? Occorre sia online che in formato cartaceo mettere a disposizione dei pazienti diabetici presso i centri di riferimento di diabetologia e le strutture di cura della malattia un elenco dei dispositivi riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale, AIFA ed EMA per il controllo della glicemia, infusione d’insulina (sia per penna che microinfusore o altre vie), monitoraggio continuo del glucosio.

Siccome tale processo ora non è disponibile come blog lanceremo nei prossimi giorni una petizione al Parlamento nazionale ed europeo per mettere l’attenzione sul problema e risolverlo prima che l’inazione faccia dei danni.

I diabetici non sono merce nella merce alla mercé di mercanti senza scrupoli, sia in rete che sul territorio.

‘Cura del diabete’: l’impiego di erbe uccide quattro uomini in India

ciarlatano(AFP) 25/10/2016 – Nuova Dheli – Un sedicente medico e tre dei suoi pazienti sono morti in un villaggio nel sud dell’India dopo aver bevuto un composto di erbe velenose, che sosteneva facesse guarire dal diabete e ipertensione, i funzionari hanno detto oggi alla stampa.

Un altro paziente è in condizioni critiche in un ospedale gestito dal governo dopo che hanno bevuto l’intruglio preparato dal medico nella sua clinica di fortuna nel villaggio Alagappuram nel Tamil Nadu Domenica.

“Erano in stato di incoscienza, vomitavano e sono stati spostati in ospedale dove quattro di loro sono morti”, ha detto l’agente di polizia locale Muthiah.

Il medico, ha bevuto per primo il mix di erbe per dimostrare la sua efficacia prima di darlo a cinque dei suoi pazienti dal villaggio, l’ufficiale di polizia ha dichiarato alla AFP.

Il Muthupandi ha affermato di svolgere la professione in una clinica nella vicina città di Tenkasi e visitava i villaggi nella regione per curare i pazienti.

Migliaia di indiani per lo più nelle zone rurali cadono preda di persone che si presentano come i medici in un paese in cui il sistema sanitario pubblico rimane scadente.

Molti sostengono di essere praticanti dei sistemi medici tradizionali indiani come ayurvedica e Siddha che si basano pesantemente sulle erbe medicinali

Quando le “stronzate” fanno notizia

Roy---standardAvevo letto ieri per intero l’annuncio dato dall’Università do Newcastle circa la reversibilità del diabete tipo 2 in determinati casi e con una dieta rigida, nello studio in questione viene anche elencato il processo per arrivare a tale risultato. Siccome la scienza si fonda non sulla certezza ma trae linfa dal dubbio e messa in discussione di tesi e antitesi, ritengo che leggendo il risultato di tale ricerca la si possa definire senza dubbio una stronzata, per un semplice motivo: non è risolutiva del problema. Anni fa tali teorie avevano già avuto riscontro sull’opinione pubblica dal ricerche simili, ma i stessi soggetti si erano ben guardati dal rilevare che, dopo qualche lasso di tempo, i convertiti alla liberazione dal diabete tipo 2 avevano abiurato.

Ma questi ripropongono il tema: la diagnosi di diabete di tipo due non è necessariamente una ‘condanna a vita’. In molti casi la malattia è reversibile anche se dura da molti anni e i miglioramenti possono essere duraturi, a patto che ci si attenga a una stretta dieta in grado di tenere sotto controllo il peso.

Lo studio, pubblicato su Diabetes Care, è l’ultima ricerca di Roy Taylor, professore di fama mondiale che insegna Medicina e Metabolismo presso l’Università di Newcastle. Una precedente ricerca condotta dal professor Taylor ha mostrato che il diabete potrebbe essere invertito da una dieta a bassissimo contenuto calorico, ma lasciava aperta la questione su quanto a lungo potessero durare i risultati. In questo nuovo studio, 30 volontari con diabete hanno intrapreso la stessa dieta di 600 a 700 calorie al giorno. I partecipanti hanno perso in media 14 kg e nel corso dei successivi 6 mesi non hanno riguadagnato peso. Nel complesso, 12 pazienti che avevano avuto il diabete per meno di 10 anni hanno invertito la loro condizione e 6 mesi dopo erano ancora senza diabete. Anche se i volontari che hanno perso peso sono rimasti in sovrappeso, avevano comunque perso peso sufficiente per rimuovere il grasso dal pancreas e tornare così a una normale produzione di insulina. “Questo sostiene la nostra teoria che esiste una ‘personale’ soglia di grasso. Se una persona accumula più grasso di quello che può tollerare, il diabete viene attivato, ma se poi perde quella quantità di peso può tornare alla normalità”, ha detto Roy Taylor.

Infine altro elemento che rende incredibile tale studio riguarda la coorte praticamente infinitesimale di soggetti “testati”: che provi su ampi spazi di popolazione con tipo 2 e poi sì che c’è da ridere e piangere (funerali compresi). Comunque se non altro saranno contente le varie sette di affezionati alle tematiche del crudismo e paleolitico nel vedere un po’ di ossigeno per la loro sopravvivenza. Buona fortuna.

La FDA lancia iniziativa a protezione della salute e contro le frodi a danno dei consumatori

pillole

pillole

I consumatori sono costantemente bombardati da pubblicità per trattamenti medici fraudolenti e cure  che in realtà sono- truffe pericolose e spesso colpiscono le popolazioni più vulnerabili. La FDA le sta combattendo con una propria iniziativa tesa a migliorare l’educazione informazione tra la popolazione. E si stanno sollecitando gli operatori sanitari e capi delle comunità ad aiutarla in questa direzione.

Durante la Settimana Nazionale a tutela dei consumatori, dal 06-12 Marzo, la FDA sta lanciando una nuova iniziativa multimediale e multilingue, tra cui un video (vedi sotto) e un articolo di consumo , il tutto tradotto in inglese, spagnolo, cinese semplificato, coreano, vietnamita, e Tagalog. Lo scopo di questi materiali? Avvertire i consumatori dei pericoli presenti in prodotti importati e contaminati e falsamente commercializzati come integratori alimentari, e di fornire suggerimenti su come evitare truffe e frodi per la salute.

Vi invitiamo a condividere queste informazioni con i pazienti e le reti. Inoltre, si prega di visitare il sito www.FDA.gov/SupplementSafety per le informazioni in spagnolo e in alcune lingue asiatiche su come prevenire le frodi di salute. Troverete anche suggerimenti e consigli dalla FDA Salute sulle pagine fraudolente e di truffatori.

I venditori di prodotti medicali contaminati vengono per lo più dagli Stati Uniti, ma spesso vendono prodotti che hanno origine all’estero e colpiscono alcuni gruppi etnici. A volte le etichette sono in lingue diverse dall’inglese e tali prodotti possono essere venduti nei mercatini delle pulci, raduni di scambio, negozi etnici, o direttamente col porta a porta.

Le aziende inoltre reclutare amici, familiari e colleghi di lavoro per commercializzare i prodotti attraverso il passaparola. Li pubblicizzano in tv e radio, riviste e giornali, attraverso canali di comunicazione elettronica e nei social, come Facebook, Twitter, e Instagram e attraverso piattaforme di e-commerce.

I venditori colpiscono le popolazioni meno abbienti e le persone con limitata conoscenza della lingua inglese che sono inclini a cadere vittime di truffe e frodi sulla salute a causa di un accesso limitato o inadeguato ai servizi di assistenza sanitaria, le barriere linguistiche, scarsa cultura della salute, e le credenze culturali.

Le truffe frodi per la salute sono una industria multimilionaria che coinvolge la commercializzazione di farmaci, dispositivi medici, biologici e cosmetici. I prodotti falsi possono causare lesioni gravi o mortali, e danneggiare i consumatori ulteriormente ritardando la corretta diagnosi e il trattamento delle condizioni di salute.

I prodotti fraudolenti sono spesso offerti per prevenire, trattare o curare condizioni come l’obesità, il diabete, l’artrite, cancro e HIV. Alcuni truffatori incoraggiano i loro clienti a smettere di usare i farmaci prescritti e sostituirli con i loro prodotti senza consultare i medici prima.

FDA ha trovato che molti di questi prodotti sono fuori cancellati, e in alcuni casi contengono principi attivi che non dovrebbero essere disponibili senza autorizzazione del personale medico.

Immagine anteprima YouTube

Fuori di qui

greenMi ritorna in mente, ricordo i tempi dell’omeopatia applicata al diabete ovvero quando avevo l’iperglicemia ricorrente e la curavo con cibi ad elevato contenuto di carboidrati semplici e complessi e con gli effetti collaterali ai vari organi e funzioni del corpo: vista, circolazione e reni. Insomma per farla breve applicare una terapia alternativa al diabete 1 di qualsiasi natura, genere  è dannoso e delittuoso, criminale. Punto e basta. L’ho scritto, detto e ripeto ancora una volta oggi. I problemi non sono solo questi: prendendo punto dal titolo del post odierno nelle varie fasi del processo di accettazione/rifiuto del diabete l’ultimo aspetto: il rigetto della malattia, rappresenta la parte più grave e trascurata dalla società, da parte di chi deve, dovrebbe aiutare ad arginare un fenomeno molto diffuso.

Dalla lettura degli articoli di stampa e notizie presenti in rete vado a leggere che il 50% dei diabetici non si cura, la cifra è molto probabilmente stimata per difetto. Il motore scatenante nel dire: mi sono rotto le palle di dover stare lì a controllare cosa mangio, fare la glicemia, poi quanta insulina debbo iniettarmi, insomma una persona arriva con una certa facilità a sbottare e trasformare la reazione in uno stato d’abbandono più o meno permanente, e se a questo si aggiunge anche l’abdicazione degli altri che circondano il diabetico il fatto assume una condizione d’aggravamento elevata e difficile da recuperare.

Restare nel ghetto, isolarsi e un tratto di strada lungo che io ho provato sulla mia pelle per diversi anni. Tra i luoghi comuni detti quando si superano gli anta c’è spesso: se potessi tornare indietro…

Beh questa frase non m’appartiene ne ora, ne mai. Io non ho rimpianti, ne lezioni da impartire a nessuno faccio solo una considerazione: è normale e lecito sbagliare, fa parte della vita; ma per ogni cosa c’è un tempo e ogni persona ha il suo per fare tutte le esperienze, soltanto che alcuni sbagli se protratti negli anni non si rimediano e lasciano il segno nella mente, pelle e corpo.

Nel rifiuto della cura leggo un messaggio nella bottiglia lanciata dentro l’oceano della vita: aiuto sono qui, da solo non ce la faccio venitemi a prendere, solo l’uso dello strumento è sbagliato, non idoneo per dialogare, comunicare con gli altri.

Ecco io non ci sto a rifiutare di curarmi, a non accettare il diabete: perché? Voglio esserci domani per vivere la vita e nonostante tutto il diabete non mi fermerà in questo mia volontà forte come il vento di maestrale, splendente come il sole, unico come l’amore per me stesso e il prossimo mio.

Proprio dalla suoneria del cellulare echeggiante nell’aria per far sentire il grido di dolore della solitaria presenza nello spirito vacuo e assorto dalle quotidianità espresse in momenti di solerte disperazione, tutto questo viene a dipanarsi mediante un ruggente anelito di reazione e abbattimento dei muri dati da lingue diverse e incomprensioni.

Occorre abbattere muri, costruire ponti e strade per rendere circolanti i pensieri e le idee positive.

Senza insulina

insulina iniezioneLa fiducia è una cosa rara: quando qualcuno la ripone in te si crea un ponte dal suo cuore al tuo cuore. Abbi cura di quel cuore.

Certo che la vita e l’evoluzione umana sono particolari, viene da dire come la nostra esistenza si regge sul paradosso e contraddizione. Da un lato vogliamo stare bene poi agiamo per stare male. Abbandoniamo le idee e credenze secolarizzate per tornare ai culti animistici e pagani, una specie di giro millenario come lo fu in occidente il passaggio dal politeismo al monoteismo. Insomma per farla breve c’è una parte non marginale della società che non si fida più o ha addirittura abbandonato la scienza e medicina tradizionale, ufficiale. Il fai da te stile Leroy Merlin della medicina l’ho riscontrato da vicino con conoscenti che si sono affidati a terapie alternative per trattare tumori al pancreas e al fegato e sono morti nel giro di poco tempo. Ma anche malattie trattate con medicinali super conosciuti vengono sostituiti da vie alternative e la famiglia diabetica sia di tipo 1 che 2 è molto presa di mira a tale proposito. Mancano dati certi poiché la statistica sanitaria italiana fa acqua da molte parti e per il diabete manca un registro nazionale mentre quelli regionali sono qualcosa di indefinito e carente nella loro congruità. Così non possiamo avere un riscontro in cifre del partito dei senza insulina.

Anche la medicina legale non aiuta in questo senso poiché quando un tanatologo va a refertare il decesso in caso di morte per patologia dichiarerà sempre evento cardio cerebrovascolare e nulla più. Quindi se la morte è dovuta al diabete per omessa somministrazione della terapia lo sapremo col senno del poi (forse).

Ma come dicevo la compagnia dei morti viventi sta facendo proseliti: un fenomeno, è proprio il caso di dire virale, investe il partito dei contrari alle vaccinazioni. Nel nostro paese il fatto presente da molti lustri di una mancanza di cultura in generale e scientifica in particolare lo si capisce non solo da quanto detto ma anche dal preoccupante fenomenologia di arrampicatori sociali e politicanti versione – 0,1 presenti con personaggi una volta si sarebbe detto buffi, oggi invece pericolosi come, ad esempio, certi inquadrati nel Movimento 5 Stelle a cominciare dal Beppe con l’attacco sulla mammografia per non parlare di altri esempi.

Insomma non so quanto si potrà fare per arginare questi fenomeni da deriva umana oltreché sociale del nostro paese come dell’intera area europea, d’altronde sono significativi certi silenzi da parte di persone autorevoli.

Per quanto mi riguarda ancora una volta desidero ricordare da questo piccolo spazio, e finché avrò modo di campare continuerò a dirlo e scriverlo, che l’insulina la si deve fare per non morire, senza se e ma.

Sei un mito!

mitoZaborano il mago di Stornh aveva un problema con la lettura delle carte per la divinazione ovvero leggere il futuro: ogni volta che rompeva il mazzo e le mescolava cadeva una tegola dal tetto di casa e siccome il paese attraversava un periodo di profonda crisi i clienti bussavano alla sua porta ripetutamente portandolo a fare i tarocchi almeno una ventina di volte al giorno se non di più. Risultato: tetto scoperchiato e il guadagno ricavato dalle carte finiva speso per il rifacimento del stesso. Un bel guaio!

Zaborano per eccesso di successo dovette prendere una decisione importante per la su vita: cambiare mestiere. E così fece: con i risparmi messi da parte aprì una piccola impresa edile e da lì di strada, strade ne fece, chilometri su chilometri. Tutto sembrava andare per il meglio, ma un giorno il vecchio Re sovrano di Kazzar: Culio XXVII° aveva un grande problema da affrontare –  il figlio primogenito Duliddo ed erede prossimo al trono aveva il diabete tipo Boh e nessuno ne sapeva niente, anche il Grande Scienziato del reame, come ogni altro soggetto esperto in tutte le cose del caso sul coso.

Disperato Kazzar mandò il messo reale alla ricerca in tutta Europa, isole comprese, di un qualcuno che potesse fare qualcosa. E fu allora che navigando tra miliardi e miliardi di pagine su Google, Zuckator, il messo lento ma non fesso, venne a scoprire tra le pagine gialle online, alla voce rivestimenti e opere edili, la sorprendente biografia di Zaborano, e prese cavallo cavalli, Lamborghini per messi birichini alla ricerca dell’uomo che faceva per lui.

Partito da Granarolo alle prime luci dell’alba giunse sul fare del tramonto a Fiumalbo e con fare scaltro trovò la dimora del piccolo imprenditore divinatore, ma di lui non v’era traccia, bastò poco per recuperarlo: il paese è piccolo e la gente mormora. Stava al banco dell’osteria a trangugiare in allegria una bottiglia di brulè.

Il dialogo tra i due fu per nostra fortuna fu breve (la storia comincia ad annoiarci) e Zaborano aveva subito capito la natura del problema di Duliddo: il maturo erede al trono di Kazzar aveva il diabete di tipo 1 e mezzo. Un messaggio forte e chiaro al sovrano e con altrettanta chiarezza gli scrisse una lettera breve per dirgli di farlo vedere da uno bravo, e non seguire miti e leggende metropolitane, rurali, marine e montanare ed oggi digitali sulla malattia.

Tutto si puole fare basta solo non mortificare ed esagerare continuamente. Io Zaborano facitore di case piccole e palazzi, strade bitumate e asfaltate padre di generazioni di pargoli diabetici, lascio testamento come cemento e ferro a saldare il legame che unisce il corpo e mente del diabetico presente: tutto puoi fare: bere, mangiare ridere piangere cantare lavorare scopare e navigare ma presta attenzione a non abusare, a volerti bene voler bene alla vita, controllare il diabete. Tutto il resto viene da sé.

Ed ora torna da Culio XXVII° e narragli del mio racconto potrà morir giocondo e sereno per lasciar il Regno al degno figlio che in sana aderenza e coscienza ne sarà buon sovrano.

Non sono pochi

mayaRoberto ha ripreso diverse volte il tema dei trattamenti alternativi alla medicina regolare nel diabete. Ma ora ritengo giusto apporre un ulteriore passaggio sulle difficoltà onnipresenti nell’affrontare un impegno molto difficile per promuovere la salute e accettazione della malattia, del diabete.

A proposito la medicina di per sé fa fatica a prendere coscienza del problema e i pochi spunti presenti in letteratura li si ricavano da due studi di questo secolo e promossi dall’American Diabetes Association

Oltre agli interventi consolidati nella medicina normale, i diabetici sono al corrente di altre possibilità per migliorare la propria condizione in molti altri modi. Sono esposti a una molteplicità di soluzioni proposte al di fuori del campo della medicina regolare, ad esempio: nelle farmacie, nei supermercati, su internet, nella medicina complementare, ecc.

In uno studio pubblicato nel 2001, il 44% dei pazienti con diabete di tipo 2 utilizzava supplementi e integratori, il 31% utilizzava farmaci alternativi (1). Una revisione della letteratura nel 2007, ha riferito che la medicina complementare e alternativa veniva utilizzata tra le persone con diabete di vario tipo dal 17% al 73%.

Le terapie più utilizzate tra le popolazioni diabetiche sono supplementi nutrizionali, erbe medicinali, consigli nutrizionali, la guarigione spirituale e tecniche di rilassamento (2). Ciò significa che un sacco di pazienti cercano approcci alternativi in aggiunta al trattamento e la consulenza che ricevono dagli operatori sanitari della medicina regolare. Alcune, forse, dimostrano di essere utili, ma la maggior parte di queste terapie non sono positive. Dal momento che almeno un terzo dei pazienti con diabete di tipo 2 sta prendendo farmaci alternativi, queste terapie deve essere studiate e valutate per determinarne il loro valore.

Siccome le percentuali per quanto riguarda il diabete tipo 2 sono e restano drammaticamente rilevanti con effetti immaginabili sul lungo periodo, nel tipo 1 invece sappiamo poco o niente a parte di qualche decesso in qua e là in giro per il mondo.

Ecco al di là delle facili indignazioni e reazioni avverse e giuste verso coloro che sfruttano a proprio interesse (di lucro) le altrui debolezze, non possiamo più ignorare questo fenomeno e non basta prenderne coscienza, si deve capire le ragioni di questa deviazione verso l’ignoto e la morte.

In effetti la medicina da sola non basta senza una pratica dell’ascolto e una filosofia del senso di noi negli altri. Poiché vivere, la vita è il bene ma c’è chi, e non sono pochi, ha il male di vivere e per questi l’orizzonte è oscuro, le ferite aperte.

(1) – Ryan EA, Pick ME, Marceau C. Use of alternative medicines in diabetes mellitus. Diabet Med. 2001 Mar;18(3):242-5.
(2) – Chang HY, Wallis M, Tiralongo E. Use of complementary and alternative medicine among people living with literature review. J Adv Nurs. 2007 May;58(4):307-19.

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti! Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete - se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007)

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