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Aloe vera

Composta di pompelmi con bresaola e rucola

Composta di pompelmi con bresaola e rucola
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Tipo ricetta: Antipasti
Tipo cucina: Italiana
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo totale:
Porzione: 4
Una sorta di insalata composita, rinfrescante, adatta all´alimentazione estiva, ma capace di fare la sua bella figura come antipasto non tradizionale.
Ingredienti
  • bresaola (100 g)
  • succo di limone (4 cucchiai)
  • pompelmi rosati (n. 2)
  • cuori di lattuga (n. 2)
  • rucola (50 g)
  • olio extravergine d´oliva (2 cucchiai)
  • senape (1 cucchiaino)
  • sale (q.b.)
  • pepe (q.b)
Preparazione
  1. - Dividere i pompelmi a metà orizzontalmente
  2. - Estrarre la polpa con un coltellino
  3. - Ricavare i mezzi spicchi e privarli della pellicina bianca
  4. - Tagliare a listerelle molto sottili la bresaola
  5. - Lavare e mondare la rucola e la lattuga
  6. - Tagliare a striscioline le verdure
  7. - Unire in un insalatiera la bresaola, le verdure e la polpa di pompelmo
  8. - Sbattere in una scodella il succo di limone con il sale e il pepe
  9. - Unire la senape e l´olio
  10. - Condire con la salsa l´insalata e mescolare
  11. - Riempire con la preparazione i 4 pompelmi svuotati e servire
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 149 Grassi: 9 Carboidrati: 8 Proteine: 10

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La prossima volta

canmindfulneProssimamente canicola. La canìcola rappresenta il periodo di caldo afoso e opprimente delle ore centrali della giornata, caratterizzato da alti valori di temperatura e umidità e assenza di vento. Anticamente tale periodo partiva dal 24 luglio e terminava al 25 agosto. Ecco un esempio esplicito di approssimazione. Oggi la canicola comincia già a giugno e arriva fino a metà settembre. La meteorologia è un esempio di approssimazione di calcolo.

In campo medico l’approssimazione per eccellenza è rappresentata proprio dal diabete. Tutti i valori espressi dalla patologia diabetica sono approssimativi: la glicemia rilevata a causa della malattia è soggetta a continue e spesso inaspettate variazioni, la dose d’insulina da iniettare è di sovente calcolata con approssimazione, gli obiettivi dell’HbA1c vengono fissati all’incirca.

Le strumentazioni per il controllo e autocontrollo domestico dei livelli dello zucchero nel sangue e nelle urine sono assoggettati all’approssimazione, per non parlare poi degli attuali sensori glicemici che ben rappresentano tale concetto nel divenire quotidiano con il diabete.

L’uso delle approssimazioni è giustificato dal fatto che spesso l’incompletezza delle informazioni disponibili non consente l’impiego di modelli e rappresentazioni esatte. Inoltre molti problemi e fenomeni del mondo fisico sono o troppo complessi per essere rappresentati con espressioni analitiche, o addirittura impossibili da modellare. Inoltre, anche quando una rappresentazione analitica è nota, a volte può essere conveniente ai fini pratici adottare rappresentazioni approssimate, allo scopo di ridurre la complessità del problema.

E’ la risposta lasciata dal mio medico curante circa il senso del dato nei riscontri sanitari e in specie per il diabete, una considerazione che vale la pena condividere per diverse ragioni: in primo luogo onde vivere meglio il quotidiano senza arrabattarsi sul dado dato e altre elucubrazioni alchimistiche inutili, oltreché dannose. Al secondo posto la natura della malattia e delle variabili molteplici che incidono sulla fluttuazione dei valori deve farci comprendere come dobbiamo compiere uno sforzo per meglio conoscere noi stessi e fare dei passi avanti nel migliorare la nostra salute e il nostro diabete.

Il nostro moto, se siete d’accordo, può essere: approssimazione dei valori per essere prossimi al benessere. D’altronde la glicemia è fatta a scale no? A volte scende a volte sale. L’importante è non precipitare.

Le informazioni sotto controllo

take control

take control

Il controllo e l’autocontrollo sono due sostantivi presenti e pesanti nel vocabolario di noi diabetici. Un normoglicemico, una persona senza diabete potrà non capire e sapere cosa comporta, d’altronde è naturale sia così: emozioni, traumi come abitudini e sensazioni ciascuno le vive a modo suo nel e col tempo pertanto rappresentarle fa solo da cronaca. Mentre un diabetico senza estremismi comportamentali e mentali sa che per tener d’occhio la malattia non basta farsi la puntura d’insulina quattro volte al dì e più (il riferimento è al diabete tipo 1), ma prim’ancora si deve, dovrebbe effettuare un buchetto sul polpastrello per estrarre una goccia di sangue, riporla su di una striscia reattiva inserita nel glucometro, apparecchio che legge i livelli del glucosio nel sangue. Tale semplice ma non indolore operazione serve a cercare di tenere al lazo lo zucchero nel sangue (glicemia) che altrimenti correrebbe libero e impazzito per i canali del sangue. Se uno non lo facesse finirebbe per andare incontro, prima o poi, nel tempo a seri problemi di salute ovvero ad altre malattie generate da una glicemia fuori target, a cominciare dai danni a retina dell’occhio, reni e circolazione, irrorazione sanguigna con danni pesanti se non letali a cuore e cervello.

Detta così sembra facile ma nei fatti e non per tutti lo è, d’altronde la definizione malattia diabete come per le altre patologie serve a catalogare una situazione ma poi le ricadute e manifestazioni sono un miliardo e variabili da persona a persona. Alcuni hanno un diabete e solo quello senza ulteriori difficoltà e problemi connessi, altri invece fanno fatica a tenere tranquilla la glicemia e magari vanno pure incontro a complicanze patologiche generate dal diabete stesso, oppure aggiungo patologie autoimmuni al novero di cui sopra.

La lettura dei valori della glicemia fatti a casa con l’autocontrollo mediante strisce reattive da utilizzare col glucometro, e ora anche intrecciato con il controllo continuo glicemico abbinato al microinfusore d’insulina, va intrecciato ogni tre mesi con un esame di laboratorio effettuato tramite il prelievo del sangue venoso denominato HbA1c o meglio emoglobina glicata o glicosilata. Tale diagnosi serve ad avere una media dei valori della glicemia espressi nell’arco dei precedenti due, tre mesi così da aiutare medico e paziente a capire meglio l’andamento della malattia e cercare di migliorare la terapia d’insulina alla bisogna così come allontanare il pericolo di veder comparire le famigerate complicanze patologiche a reni, vista e circolazione dovute al perdurare di una diabete con glicemia scompensata.

E’ una naturale conseguenza capire come le informazioni, i dati raccolti rivestano un ruolo strategico per il diabetico. Proprio vero: l’informazione è potere e non solo limitatamente all’affresco di dati e cifre raccolte e sviscerati circa i parametri biologici del paziente le loro correlazioni. Un altro passo importante di tutta la impostazione cronologica nel controllo della malattia ce l’ha quando andiamo a constatare i dati vengono poi valutati e letti dagli operatori sanitari. Oggi accade spesso e volentieri che ci si limita realmente a leggere solo il valore della HbA1C e tutto il resto? E’ noia.

La domanda finale che lascio ai lettori, semplice e diretta: serve la visita di controllo del diabete così come viene fatta oggi? Per intenderci: quel momento rituale messo in calendario ogni tre/sei mesi di media che dovrebbe verificare l’aderenza della terapia e il mantenimento del compenso glicemico? Io credo di no. Piuttosto a tale scopo credo sarebbero più utili brevi contatti a scadenze ravvicinate per avere il polso della situazione, perlomeno per quella fascia di diabetici proattivi e cogenti nel rapporto con la malattia.

Occhio! Adolescenti con diabete tipo 1: meglio in telemedicina

giovaniGli adolescenti con diabete di tipo 1 assegnati a sessioni di telemedicina mensili tramite videoconferenza con un infermiere un educatore del diabete e assistente sociale per 6 mesi hanno mostrato miglioramenti sugli aspetti della cura di sé, ma senza miglioramenti nel loro controllo glicemico rispetto a coloro che facevano terapia tradizionale, secondo i risultati dello studio presentati all’annuale edizione del Pediatric Academic Societies Meeting di Baltimora, conclusosi lo scorso 3 maggio.

“Sulla base di questo studio pilota, un intervento di telemedicina che incorpora visite via videoconferenza mensili con un educatore del diabete infermiere e un assistente sociale oltre 6 mesi è un metodo fattibile per aumentare l’interazione tra gli adolescenti con diabete di tipo 1 e il team di cura del diabete e può migliorare gli aspetti di autogestione della malatttia,” afferma Erinn T. Rhodes, MD, MPH, direttore della ricerca endocrinologica e qualità dell’assistenza sanitaria, divisione di Endocrinologia, Children Hospital of  Boston. ” Un intervento più lungo e/o più intenso può essere necessario per migliorare il controllo glicemico “.

In uno studio controllato randomizzato, Rhodes e colleghi hanno analizzato i dati di 32 bambini di età compresa tra i 13 ei 17 anni con diabete di tipo 1 e HbA1c di almeno l’8% (età media 14 anni; 56% delle ragazze; 81% caucasici). I ricercatori hanno assegnato 16 partecipanti al percorso in telemedicina, tra cui sessioni separate di videoconferenza mensili con un infermiere educatore del diabete e assistente sociale per 6 mesi, concentrandosi sull’autogestione del diabete e sostegno sociale (12 sessioni; HbA1c media sul 9%), oltre a sviluppare un piano d’azione del diabete combinato con cure tradizionali.

Nel gruppo di telemedicina, l’88% ha completato almeno una sessione di videoconferenza con un educatore del diabete, il 75% ha completato almeno cinque sessioni, 81% ha completato almeno una sessione di videoconferenza con un assistente sociale, e il 69% completato almeno cinque sedute.

A 6 mesi, i ricercatori hanno osservato differenze significative di HbA1c tra i gruppi (riduzione 0,35% per la telemedicina vs 0,08% per cure tradizionali).

Tuttavia, i ricercatori hanno osservato il miglioramento medio nella cura di sé tramite telemedicina rispetto al braccio di controllo. I ricercatori hanno notato la più grande differenza sul lato “insulina e regole alimentari cibo ” (0,19 per telemedicina vs -0.33 per i controlli; P = .06).

“I nostri risultati rafforzano il concetto che migliorare il controllo glicemico negli adolescenti con diabete di tipo 1 può essere impegnativo”, ha detto Rhodes. “Tuttavia, il miglioramento nell’autogestione del diabete è probabilmente un passo importante nel percorso per migliorare il controllo glicemico, e la telemedicina fornisce un supporto flessibile per fare centro con autogestione del diabete negli adolescenti ”

Per la cronaca: il test bostoniano ha preso spunto dagli avanzati percorsi di telemedicina condotti in Italia con i giovani adolescenti dalla SIEDP Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti! Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete - se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007)

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