Angela Merkel

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I giovani hanno scarsa conoscenza dell’igiene alimentare

I casi ogni anno di intossicazione alimentare sono stimati in oltre 500.000, con un costo sociale di oltre 1 miliardi di corone svedesi. La manipolazione corretta del cibo è un problema di conoscenza e in un nuovo studio dell’Università di Uppsala, Marie Lange, studente di dottorato in scienze alimentari, dimostra che i giovani hanno scarsa consapevolezza di giene alimentare. Ad esempio, uno su cinque non sapeva che il pollo deve sempre essere cotto.

L’intossicazione alimentare può portare a gravi conseguenze per l’individuo, come malattie secondarie e nel peggiore dei casi, anche la morte. I mezzi di comunicazione hanno recentemente riportato notizie di un gran numero di persone affette da malattie legate al Campylobacter. Attualmente c’è una sensibilizzazione accentuata verso il trasferimento di responsabilità dal produttore al consumatore per impedire l’intossicazione alimentare, che pone esigenze di conoscenza e comportamento dei consumatori.

Conoscenza inadeguata

Nella sua nuova tesi, Marie Lange dimostra l’inadeguata consapevolezza dell’igiene tra i giovani consumatori. In uno studio condotto tra gli studenti dell’ultimo anno scuola media superiore, uno studente su cinque non sapeva che il pollo deve sempre essere cotto. Quasi la metà degli studenti ha pensato che fosse giusto assaggiare carne macinata cruda, anche se dieci anni fa la l’Agenzia Nazionale Alimentare svedese aveva pubblicato informazioni circa il fatto che anche un assaggio di carne macinata contaminata potrebbe essere pericoloso alimentando il rischio di contrarre la EHEC. Quasi la metà degli studenti anche pensato che +8 gradi Celsius era una temperatura di refrigerazione sufficiente.

Gli studenti mancavano anche consapevolezza circa l’importanza di lavarsi le mani ed evitare la contaminazione incrociata (dove i batteri da un tipo di cibo vengono trasferiti ad un altro), entrambi sono tra i modi più comuni per evitare intossicazione alimentare. Lo studio dimostra che i ragazzi, soprattutto quelli che raramente o mai cucinano cibo a casa, corrono un rischio maggiore di contrarre una grave intossicazione alimentare.

Necessaria una migliore istruzione

“I risultati della tesi mostrano che i giovani consumatori hanno bisogno di una migliore educazione all’igiene, e che l’insegnamento va messo nella materia scolastica primaria sottolineando con maggiore chiarezza l’igiene alimentare

Ad esempio, molti studenti riscaldano il cibo quotidiano, spesso nel forno a microonde, ma il riscaldamento è una zona a rischio che spesso manca dalle lezioni scolastiche, perché il pasto preparato viene tradizionalmente consumato durante le lezioni.

L’insegnamento ha bisogno di essere meglio affrontato nelle questioni relative alla pratica quotidiane connesse al rischio, come ad esempio il lavaggio delle mani, la contaminazione incrociata, riscaldamento e refrigerazione, al fine di aumentare le opportunità degli studenti per l’apprendimento. Gli insegnanti hanno bisogno di essere più riflessivi e rimanere aggiornati sulle informazioni, mentre le agenzie responsabili devono essere più chiare nelle loro comunicazione e offrire alle scuole informazioni aggiornate e materiale didattico, secondo Marie Lange.



Diabetico: fai la puntura nel modo giusto

Advancing the world of health…and the education. Fai avanzare la salute con l’educazione. Un diabetico tipo 1 lo sa bene quanto è importante fare nel modo giusto le iniezioni d’insulina: non solo per rendere efficace il flusso del farmaco nell’organismo e cercare di mantenere in equilibrio lo zucchero nel sangue, ma per evitare la formazione di bozzi sulla pelle e lipodistrofie, infezioni e altro che potrebbero rendere inefficace l’azione dell’ormone inietta. Ma la piu grande azienda mondiale di aghi e siringhe: la BD, viene in nostro aiuto. Nasce BD and Me il nuovo servizio di educazione online sulle tecniche di iniezione dell’insulina. L’Italia è tra i primi paesi europei ad offrire questo servizio. Scopri di più su www.bd.com/bdandme .



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Androide TD1

Androide TD1

Un limite personale, ma veramente molto personale offerto su di un vassoio d’argento dal diabete tipo 1 esordito a poco meno di due anni d’età e proseguito con ricoveri continui in ospedale e esami su esami del sangue prelevati con aghi di spessore simile a chiodi dal braccio, mani e gambe e non solo ha portato in me la completa mancanza di volontà nel sfidare me stesso in molte imprese fisiche straordinarie e ordinarie, non per la paura del dolore fisico, del trauma ma molto più schiettamente per non tornare più ricoverato in ospedale. Ecco i tanti ricoveri mi hanno segnato come la mancanza di un supporto familiare causa genitori deboli, incapaci a gestire la complessità di una malattia qual era all’epoca (1963) il diabete infantile e con pediatri altrettanto incapaci sia sotto il profilo medico che psicologico – relazionale ad essere d’aiuto, malsana tradizione proseguita negli anni a venire con diabetologi cauterizzati fondamentalmente da due grandi specie: mister sorriso e basta oppure il dottor cazziatone e avanti il prossimo.

E proprio prendendo spunto da quanto descritto capisco anche se per mentalità non condivido, accetto, la voglia di molti adolescenti e giovani adulti anche con diabete di tipo 1 di stare male. Tale contesto e comportamento è legato alla voglia di provare, di sbattere la testa e il muso contro la realtà, la vita. Alcuni poi sono talmente infoiati sull’obiettivo di farsi male irrimediabilmente che addirittura mettono a repentaglio la vita stessa pur di mettersi alla prova.

E il perenne ciclo dei due volti della stessa medaglia, di ciò che è bene e ciò che è male, ciò che fa bene e ciò che fa male. Un questione che riprendo, sviluppata qualche articolo fa. Noi esseri umani siamo sempre in viaggio e in continua esplorazione. Portiamo appresso il nostro bagaglio di esperienze. Le tratteniamo con grande forza semplicemente per addentare la vita e tenercela amica.

Noi esseri umani dobbiamo comprendere bene quando è il momento di lasciare libero il corpo esprimere la libertà attraverso la conoscenza e riconoscenza. Trattenere i sogni vissuti, i percorsi vicini, e anche diversi se sono stati condivisi, sostenuti a vicenda e raggiunti per portarli ad essere raggi di Sole, idee e progetti che illuminano la vita. Noi essere umani tratteniamo le cadute, quelle personali e quelle in comune. Perché in quelle personali troviamo le persone pronte a farci rialzare e in quelle in comune ci hanno fatto stringere la mano di quelle persone per ritrovare il coraggio a riprendere il cammino.

Noi esseri umani incateniamo momenti ed emozioni che ci hanno lasciato qualcosa, parole che ci hanno indicato la strada, sconfitte che ci hanno umiliato e vittorie che ci hanno esaltato e ci hanno fatto abbracciare forte. Sappiamo che il nostro viaggio ci farà incontrare altri come noi. Fondersi e ritrovarsi significa dare vita e speranza di vita.

Tuttavia sappiamo che non esiste la parola “sempre”, non esiste la parola “mai”, non esiste la parola “spazio” e non esiste la parola “tempo”. Vediamo sempre un orizzonte e non ci fermano mai perché trasportano i riflessi dei battiti e pensieri, e la luce della speranza dei nostri occhi.

La differenza la facciamo noi. Tra vivere per crescere e appassire di cicatrici

Le infezioni nascoste dei denti possono predisporci alle malattie cardiache

dentistaSecondo uno studio condotto presso l’Università di Helsinki, un’infezione della punta della radice di un dente aumenta il rischio di malattia coronarica, anche se è asintomatica.

Le infezioni dentali nascoste nella punta della radice sono molto comuni: ben uno su quattro finlandesi ne soffre di almeno una. Tali infezioni sono generalmente rilevate per caso dai raggi-X.
“La sindrome coronarica acuta è 2,7 volte più comune tra i pazienti con i denti non trattati e che necessitano di terapia canalare rispetto ai pazienti senza questo problema,” dice il ricercatore John Liljestrand.
Lo studio è stato condotto presso il Dipartimento di Odontoiatria e Maxillofacciale dell’Università di Helsinki, in collaborazione con il Centro Cardipolmonare dell’Ospedale Universitario di Helsinki. I suoi risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero del Journal of Dental Research.
L’infezione nella punta della radice dentale, o parodontite apicale, è una reazione di difesa del corpo contro le infezioni microbiche nella polpa dentale. La carie è la causa più comune di tale infezione .
Oggi, l’informazione è sempre più disponibile circa la connessione tra le infezioni orali e molte malattie croniche più comuni. Ad esempio, la parodontite, una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti che circondano i denti, il cui già basso grado di infiammazione è considerato come un fattore di rischio indipendente sia per la malattia coronarica come per il diabete. Tali infezioni sono state studiate relativamente poco in questo contesto, anche se sembrano essere collegate pur con un basso grado di infiammazione.
Lo studio è stato effettuato su una coorte di 508 pazienti finlandesi, età media di 62 anni i quali avevano problematiche cardiache al momento dell’indagine. Le loro arterie coronarie sono state esaminate mediante angiografia, e il 36 per cento di loro erano affetti da stabile malattia coronarica, il 33 per cento con sindrome coronarica acuta , e 31 aveva sofferto di malattia coronarica in misura significativa. I loro denti sono stati esaminati utilizzando la tomografia panoramica dei denti e mascelle, e ben il 58 per cento è stato trovato affetto da una o più lesioni infiammatorie.
I ricercatori hanno anche scoperto che le infezioni alla punta della radice dentale erano collegate con un alto livello di anticorpi sierici a sua volta collegati ai batteri comuni causa di tali infezioni. Questo dimostra che le infezioni orali influenzano altre parti del corpo. Le analisi statistiche hanno tenuto conto di età, sesso, fumo, diabete di tipo 2, indice di massa corporea, la parodontite e il numero di denti come fattori confondenti.
Le malattie cardiovascolari causano oltre il 30 per cento dei decessi a livello generale. Possono essere prevenuti con una dieta sana, il controllo del peso, l’esercizio fisico e assenza di fumo. Per quanto riguarda la salute del cuore, dovrebbero essere prese misure per prevenire o trattare le infezioni orali, in quanto sono molto comuni e spesso asintomatiche. Il  trattamento dei canali radicolari di un dente infetto può ridurre il rischio di malattie cardiache, ma sono necessarie ulteriori ricerche.

E’ la vita con il diabete tipo 1 bellezza

morevariabilGuardoni del nostro tempo sempre, anche in movimento ora grazie alla tecnologia, ma sempre guardoni. Guardare, osservare è sì una funzione basilare di ogni essere vivente in questo pianeta, ma non basta per la specie umana. Guardare fa da premessa all’agire e non consente l’essere inattivo, passivo. Restiamo a guardare perché non abbiamo più la percezione del pericolo o semplicemente per la mancanza di stimoli?

Ieri riflettevo sul tempo, oggi lo scorro e domani? Beh domani molto probabilmente mi genufletterò sul tempo, anzi magari resterò sdraiato su di un’amaca con la pioggia che mi bagna, il sole che mi scalda e il vento a portarmi via il valore delle emozioni. Rispetto ai miliardi di anni del nostro universo, la nostra “finestra temporale” è infinitamente limitata. Una goccia nell’oceano non rende minimamente l’idea. Anni luce di spazio senza vita e noi qui a contemplarli. Tutto questo conferisce all’esistenza e alla coscienza un valore inestimabile. Eppure, è la nostra percezione a dare forma e senso a ogni cosa. Se le emozioni rappresentano il veicolo con cui “riflettiamo” l’universo, non sono forse esse importanti quanto la vita stessa?

Cosa sarebbe un’esistenza senza la sua percezione? Forse un elemento fine a se stesso. Per questo è incredibilmente importante dare spazio alle proprie emozioni: amare, sorprendersi, sfiorarsi, piangere, ridere, fantasticare, appassionarsi, esprimere i propri sentimenti anche andando contro tutto e tutti perché qualunque costruzione sociale non varrà mai quanto un’emozione. Cambiare, evolversi, scoprire, essere “folli”, sfidare il cosiddetto “senso comune”. Fare tutto questo consapevolmente demarca il confine tra esistere e vivere. Nel mezzo dell’infinito che ci precede, ci segue e circonda, sarà probabilmente l’unica cosa che abbia davvero avuto importanza. Naturalmente.

La percezione combinata all’azione e determinante nella vita e contesto con il diabete, sia per il diabetico medesimo che per quanti dividono il tempo con lui. Non sempre serve poiché nel perenne e imprevedibile gioco basato sulla prontezza di riflessi a volte freghiamo il sistema immunitario altre ci fotte lui. Ma essere preparati ad affrontarlo aiuta eccome.

Se le basi non te le indica e insegna nessuno e hai anni da campare lo imparerai da solo, lungo il tempo attraversato dai giorni e anni accumulati da visite e nozioni mutanti e no, ma sempre lì appese a un chiodo di cristallo a bordo del crinale.

In questo frangente dove tutto sembra essere un gioco: d’azzardo, al massacro, tra scommesse legali o clandestine, noi diabetici in fondo siamo dei giocatori incalliti no? Perché prima che scatti il fatidico “game over”, facciamo parte integrante del sistema SISAL: prova a indovinare come sarà la glicemia domattina, magari con preliminare spremitura delle meningi per ipotizzare il risultato.

E il diabetologo? Beh questa figura assomiglia sempre per più all’ottocentesco notaio di manzoniana memoria, anche perché essendo il diabetico di tipo 1 (adulto) solitamente o un esigente, o un che s’arrangia tanto sa che di questo tipo di malato al medico non gliene importa niente, dopo decenni di malattia resta l’apologia del caso a dare la via retta o errata che sia.

 

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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