Annunci

Apple Inc.

Pag 1 of 1412345...10...Ultima »

In camera c’è posto?

L’ossigenoterapia iperbarica migliora la sopravvivenza a lungo termine nei diabetici con ulcere croniche del piede diabetico rappresenta una modalità di trattamento sistemico con alta pressione di ossigeno. Questa forma terapeutica è data in camere iperbariche. Uno dei risultati positivi di tale trattamento è che si ha un incremento della concentrazione di ossigeno nel tessuto, e più tardi probabilmente porta ad avere qualche effetto benefico nella funzione microvascolare.”

La terapia con ossigeno iperbarico sembra migliorare la sopravvivenza di 6 anni in pazienti con diabete e ulcere del piede croniche”, ma l’applicazione nella gestione clinica di tale protocollo nella routine dei processi sanitari ha qualche difficoltà.

le patologie riconosciute come trattabili con terapie basate sull’ossigenoterapia iperbarica sono molteplici e investono una porta della popolazione assistita, ad esempio:

• Malattie da decompressione subacquea

• Embolia gassosa arteriosa

• Intossicazione da monossido di carbonio

• Gangrena gassosa e infezioni necrosanti progressive

• Ulcere a lenta guarigione nel paziente diabetico

• Ulcere a lenta guarigione nel paziente non diabetico

• Traumi complessi, esposti con ferite lacero-contuse e ischemia elo sindrome compartimentale

• Lembi peduncolati cutanei, fascio-cutanei e mio-cutanei compromessi

• Ostiomielite cronica rarefatta, otite esterna

• Osteonecrosi asettica o vascolare

• Osteonecrosi della mandibola, ulcera radionecrotica e proctite post-attinica

• Ipoacusia improvvisa

Le camere iperbariche presenti e accessibili sul territorio nazionale sono sulla carta in ampio numero, sia nelle strutture pubbliche che private convenzionate (per la quasi totalità), ma essendo la domanda elevata e i tempi della terapia lunghi (si resta chiusi in camera per novanta minuti) mettono i presidi sanitari su livelli di attenzione, in particolare proprio per via dell’incremento dei casi di piede diabetico.



Annunci

Sorrisi che cambiano la giornata

C’è di peggio. Chissà quante volte l’abbiamo sentito. E chissà quante volte ci siamo pure incazzati. Perché molte persone non riescono a vedere quello che c’è oltre la facciata della “normalità” del diabete. Però sai che dico in questo momento? Che davvero c’è di peggio. Vi racconto una storia. Ieri sera ero in cassa al lavoro. Vedo che entrano due persone. Di cui una ragazza rasata. Il primo pensiero è stato quello che stava facendo la chemio.

Però, qualche secondo dopo, vedendo la sua faccia sorridente, beh, nella mia testa ho pensato: non sarebbe così “tranquilla” se fosse così. Forse si è rasata per moda. Poi quando erano vicino a me in cassa, noto una fascia che aveva sul braccio. Come quelle che mettono molte persone diabetiche con l’omnipod o con libre. E li, senza neanche rendermi conto glielo chiedo se era quello. E lei tranquillamente mi risponde: è un macchinino per la chemio. E mi viene in modo spontaneo dirli: pure io ho un macchinino per l’insulina. Mi sorride e mi dice: tutti dipendiamo da qualche macchinino. Ed è vero. Li ho augurato buon pranzo e ho continuato a fare le mie cose. Poi dopo vado in pausa e insieme con i miei colleghi eravamo seduti vicino a loro. Stavo parlando del convegno che faremo a novembre per il diabete e mi sentivo osservata. Poi quando loro vanno via la ragazza mi saluta e il suo sorriso era come un incoraggiamento.

Come per dire: non mollare, dobbiamo andare avanti. La vita è dura ma noi lo siamo di più. Non so che dire. Tranne che il suo sorrido in quel momento mi è rimasto impresso. Perché raccontava della sua lotta per la vita, la sua voglia di continuare a vivere nonostante tutte. E per questo dico che c’è di peggio. E non perché la vita con il diabete è rose e fiori. Anzi. E lo dice la stessa persona che solo lunedì ricorreva un bel 465 che non voleva scendere.

O la stessa che ieri sera dopo un doppio bello pesante al lavoro invece di dormire, deve stare sveglia perché quel 80 non ne vuole sapere di alzarsi. Però lo stesso, per quanto la stanchezza ha il meglio su di me, sento che comunque poteva andarmi peggio. Sembra buffo, lo so. Però è così. Sembra che in un certo senso la ragazza con il suo sorriso ha creato come una leggerezza (emotiva) in me. E sai che dico? Che forse dobbiamo regalare più sorrisi, perché potrebbero davvero cambiare la giornata alle persona. O per lo meno la mia è cambiata di sicuro. Grazie a chi, anche senza che se ne rendesse conto, ha fatto tanto…



Apple Watch 3: tutto quello che sappiamo sulla data di lancio, le specifiche e il prezzo

Noi diabetici lo aspettiamo e  Il Mio Diabete già tre anni fa aveva riportato le prime indiscrezioni: il prossimo Apple Watch, nella versione n. 3, avrà il sensore glicemico continuo. Ma vediamo di entrare un pò più nei dettagli.

Ci stiamo avvicinando velocemente al primo anniversario dell’Apple Watch 2 , e le indiscrezioni riportano che Apple ha programmato l’uscita dei nuovi modelli della  prossima generazione – e quando potremmo vederli. Apple ha illustrato l’anteprima della prossima versione del suo sistema operativo indossabile, WatchOS 4, alla Conferenza mondiale degli sviluppatori tenutasi lo scorso giugno, nel corso della quale la società ha fatto emergere alcuni indizi intriganti su quello che sarà il prossimo Apple Watch.

 

Ecco le più significative indiscrezioni relative al Apple Watch 3.

Specifiche Apple Watch 3 che potremmo vedere

Connettività LTE standalone tramite scheda SIM
Fotocamera FaceTime
Display micro-LED
Tecnologia touchscreen 
Design più snello e leggero
Resistenza all’acqua
Confermato: Sistema operativo WatchOS 4 ( vedere l’anteprima )
Monitoraggio del sonno
Monitoraggio del glucosio
Sensori di respirazione
Misuratore di potenza integrato
Smart bande
Migliore e/o più veloce carica “wireless” (aka induttivo)
Prezzo di partenza intorno a $ 349, £ 349 o AU $ 499

Possibile uscita? Natale 2017

Nuove caratteristiche per la salute e fitness

Sappiamo che la prossima versione di watchOS offrirà una serie di nuove funzionalità , ma ci sono anche alcuni potenziali aggiornamenti basati sull’hardware che si dice siano in arrivo. CNBC ha riferito che il CEO Tim Cook sta testando un sensore dello zucchero nel sangue accoppiato alla suo Apple Watch e che l’azienda ha dedicato una squadra per sviluppare il monitoraggio del glucosio non invasivo e continuo in joint venture con Medtronic .

La Apple sta esplorando le funzionalità del monitoraggio del glucosio per la versione successiva del Watch – e che prevede di introdurre “smart watch bands”intercambiabili. Queste bande potrebbero supportare la funzionalità di monitoraggio del glucosio e altre funzionalità quali una telecamera FaceTime o forse una capacità extra della batteria.

BikeRadar: Apple ha presentato un brevetto per un dispositivo per utilizzare la resistenza al vento per misurarne la potenza. Il dispositivo descritto nell’applicazione calcola l’uscita di potenza stimata, vale a dire quanto stai pedalando, utilizzando la velocità, la velocità del vento e il gradiente della strada oltre alla frequenza cardiaca.



Ciro una volta

C’era una voglia e adesso non c’è più: quella di impegnarsi per un obiettivo, un qualcosa da raggiungere nella vita per migliorarsi e migliorare gli altri, anche quanto ci circonda. Forse le vogli cambiano oppure semplicemente svaniscono grazie al venire meno delle aspettative rimaste schiacciate tra illusioni e delusioni.

Le favole, semplici lezioni di morale comune, quelle sono svanite da un po’, tra la merceologia del moderno, innovativo che poi così nuovo non mi sembra.

La neuropatia autonomica pone dei problemi fisiologici non più rinviabili, tra qui

alterazioni cardiovascolari

ipotensione ortostatica, quindi un calo pressorio passando dal clinostatismo all’ortostatismo

tachicardia a riposo

allungamento del tratto QT all’ECG che predispone all’insorgenza di aritmie o alla morte improvvisa

alterazioni gastrointestinali

ritardato svuotamento dello stomaco

difficoltà a defecare

gastroparesi

alterazioni urologiche/genitali

disfunzioni vescicali, difficoltà a orinare

vescica neurogena

Oltre ad essere questioni molto critiche per l’organismo sono, senza tante finezze letterarie, una gran bella rottura di coglioni. Ma state sereni: non sono per tutti ma per pochi eletti diabetici tipo 1 e comunque ai giovani adulti non interessano.

Ma occorre avere consapevolezza in quanto, tranne il solito mantra del buon compenso glicemico, rimedi terapeutici non esistono.

E così, indipendentemente da come andranno le cose da qui al prossimo novembre 2017, per l’iniziativa finale in occasione dei 10 anni del blog, dopo comincerò col prendermi un periodo sabbatico da buona parte degli impegni presi con la realtà diabetica, tranne che per la gestione del blog medesimo.



La cosiddetta normalità…


Normalità. Tutto quello che più vorrebbe un diabetico. Sentirsi normale. E a volte si “illude” ad averlo con dei valori “normali” della glicemia. Ma quando questi valori sono davvero normali? Perché diciamolo, ci sono dei valori che possono essere normali per le persone non diabetiche, ma che per una persona diabetica possono risultare pericolose. Cosa voglio dire? Prima racconto una piccola storia successa poco tempo fa. Una conoscente, diabetica anche lei, comincia a non stare bene, sembrava sul punto di svenire. Ancora prima di capire bene la situazione, vado a prendere il mio glucometro e misuro la glicemia. Ritrovo un 40. E lei che continua a ripetere che sta bene. Bene? Con 40? E mi ritrovo a preparare un bicchiere con acqua e zucchero. E lei continua a dire che l’ipo non è grave. Cosa? Ma stiamo scherzando? E dopo 15 min glielo misuro di nuovo la glicemia. 45. Sta salendo troppo lentamente. E lei che continua a dire? Che sta bene. Che non è una ipo grave. Anche se la sua faccia dice proprio l’incontrario. E da quello che stava raccontando nell’ultimo periodo aveva avuto abbastanza ipo, di cui un 19. Cosaaaaaaaa? E lei era tranquilla. E la cosa mi ha fatto pensare. Ma com’è possibile? Cioè, io, già con un 65/70, a volte anche 80, e mi sento come se fossi a 30. Com’è possibile che lei non lo sente prima? Come riesce a non considerare un 40 ipo grave? E li la risposta. Perché forse nella sua testa non lo è. Forse, lei, ma anche molte altre persone, per sentirsi “normali” tendono a tenere le glicemie sui 70/80. Così che è “normale” che non sente l’ipo prima, che lo sente a 40 o peggio ancora anche a 19. E niente. Sinceramente io preferisco avere il mio anche 150/180 al posto di un 70/80 per sentirmi normale. Perché vivo meglio. Sento meglio. Già a 90 comincio a sentire addosso quella sensazione che la glicemia scende, così io posso prevenire, così posso reagire…



Pag 1 of 1412345...10...Ultima »

Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

Newsletter



Informazione

Avete un evento, manifestazione (sportiva e non), convegno sul diabete o legato ad esso? Se la risposta è sì fatemelo sapere attraverso l'invio dei dati e iinformazioni scrivendole nel form presente all'interno della pagina Scrivimi del blog. Le iniziative predette saranno publicizzate all'interno di questo spazio gratuitamente e immediatamente. Grazie per il vostro interesse Roberto Lambertini

Eventi

Sommario post

Categorie post

Commenti recenti

IMD è mobile

Il Mio Diabete social

Il mio diabete

Promuovi anche tu la tua Pagina

Instagram

Google+





Visualizza il profilo LinkedIn di Roberto Lambertini Visualizza il profilo di Roberto Lambertini

Blogosfera

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog


2016 Image Banner 120 x 600