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Pomodoro a sorpresa

Pomodoro a sorpresa
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Tipo ricetta: Verdure
Tipo cucina: Italiana
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo totale:
Porzione: 4
Un piatto freddo, ove il pomodoro da "contorno" si autopromuove a piatto di portata, diventando "contenitore" di una composta aromatica e gustosa.
Ingredienti
  • pomodori (500 g)
  • uova (n. 2)
  • acciuga sotto sale (n. 2 filetti)
  • funghi sott´olio (n. 1 cucchiaio)
  • capperi sotto aceto (n. 1 cucchiaio)
  • maionese (n. 4 cucchiai)
  • senape (n. 1 cucchiaino)
  • lattuga (n. 4 foglie)
  • sale (q.b.)
Preparazione
  1. - Lavare, asciugare i pomodori
  2. - Tagliare la calotta e asportare la polpa con un cucchiaino
  3. - Salare l´interno dei pomodori e sistemarli capovolti su un tagliere e lasciare riposare per 30 minuti (per eliminare l´acqua di vegetazione)
  4. - Rassodare le uova
  5. - Sciacquare i capperi e scolarli
  6. - Scolare i funghi e dividerli a metà
  7. - Dissalare le acciughe e tritarle finemente
  8. - Mescolare la senape, la maionese, le uova schiacciate con una forchetta i funghi, i filetti di acciuga e i capperi
  9. - Asciugare l´interno dei pomodori con della carta da cucina
  10. - Riempirli con il composto preparato
  11. - Foderare una coppetta di cristallo con una foglia di lattuga lavata e asciugata (una coppetta per ogni pomodoro)
  12. - Adagiare in ogni coppa un pomodoro e servire
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 182 Grassi: 14 Carboidrati: 6 Proteine: 7

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Farro con zucca e carote


Farro con zucca e carote
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Tipo ricetta: Antipasti
Tipo cucina: Italiana
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Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Farro, zucca e carote sono 3 ingredienti molto salutari, ricchi di nutrienti indispensabili per il benessere dell'organismo: mettendoli insieme si ottiene quindi un piatto unico molto sano, saporito e sostanzioso, ma anche leggero. Un piatto ideale per chi tiene sia al gusto che alla linea e al benessere!
Ingredienti
  • •350 g di farro
  • •250 g di polpa di zucca
  • •4 carote• •1 scalogno
  • •Olio extravergine d'oliva q.b.
  • •Sale q.b.
  • •Pepe q.b.
Preparazione
  1. Sciacquate il farro sotto un getto d'acqua corrente, poi mettetelo in una pentola con abbondante acqua e fatelo andare per circa 25-30 minuti dal momento in cui l'acqua raggiungerà l’ebollizione. Il farro va cotto a fiamma dolce e con la pentola coperta con il coperchio (seguite comunque le indicazioni riportate sulla confezione). Poco prima che la cottura sia ultimata, salatelo, poi scolatelo.
  2. Mentre il farro è sul fuoco, preparate zucca e carote. Tagliate la polpa di zucca a quadretti, raschiate e lavate le carote e tagliatele prima a metà nel senso della lunghezza e poi ancora a metà (oppure potete anche tagliarle a rondelle, come preferite).
  3. Tritate finemente lo scalogno e mettetelo a soffriggere in un'ampia padella con dell’olio extravergine, dopodiché unite i tocchetti di verdura. Fate andare il tutto per circa 20-25 minuti o fino a quando le verdure non saranno diventate tenere. A fine cottura regolate di sale e pepe a piacere.
  4. Quando il farro sarà cotto, scolatelo e saltatelo per qualche minuto insieme alle verdure, mescolando con cura il tutto.
  5. Servite il piatto ben caldo!
  6. Accorgimenti
  7. Durante la cottura delle verdure, se necessario, aggiungete un po' d'acqua. Inoltre non cuocetele troppo, in modo che non perdano del tutto la loro croccantezza (devono risultare tenere, ma non mollicce).
  8. Se acquistate il farro decorticato, mettetelo in ammollo 12 ore e poi lessatelo per 1 ora circa.
  9. Idee e varianti
  10. Per un piatto ancora più nutriente e sostanzioso unite anche delle patate o altre verdure a piacere come peperoni o zucchine.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 450 Grassi: 10 Carboidrati: 50 Fibre: 5 Proteine: 10


Medtronic avanti con IBM: il lancio del sistema Sugar.IQ

Medtronic

Medtronic

Medtronic il leader mondiale e globale nella tecnologia medica, ha annunciato ieri che Sugar.IQ con  Watson, la prima nel suo genere app cognitiva che aiuta a individuare modelli e tendenze importanti della curva glicemica per le persone con diabete, è ora in uso dal vivo per la prima volta. Terminata la fase di sviluppo delle applicazioni, i primi utenti stanno partecipando a livello mondiale alla fase di test per il rilascio della versione finale che sarà poi distribuita entro il 2018. Sviluppato con IBM Watson Health, l’applicazione Sugar.IQ sarà presentata alla 10 ° Annual Health 2.0 a Santa Clara, California.

L’applicazione Sugar.IQ utilizza in tempo reale il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) e le informazioni provenienti dal microinfusore d’insulina Medtronic e sensore del glucosio. Sfrutta la potenza di calcolo cognitivo processata dall’IBM, in combinazione con l’esperienza di Medtronic nel diabete, per trovare modelli nascosti nei dati diabete e offrirà in tempo reale gli approfondimenti personalizzati in modo che i diabetici possano trascorrere meno tempo a preoccuparsi ide loro dati e avere più libertà di godersi semplicemente vita. L’applicazione fornirà una guida individualizzata nella comprensione e aiuto per gestire gli elementi facenti parte delle decisioni quotidiane da prendere col diabete attraverso la creazione di una singola piattaforma che riunisce i dati rilevanti e fornisce il contesto e approfondimenti.

“Abbiamo fatto grandi progressi nello sviluppo delle app Sugar.IQ così da svelare i primi concetti di ricerca al CES 2016,” ha dichiarato Annette Brüls, presidente, della divisione diabete e soluzioni alla Medtronic. “Grazie alla nostra collaborazione con IBM Watson Health, Medtronic armerà le persone con diabete con una soluzione unica in grado di scoprire i modelli precedentemente sconosciuti mentre contestualmente presta servizio come un assistente personale che offre informazioni significative quando conta per contribuire a trasformare la cura del diabete così da avere una maggiore libertà e una salute migliore. ”

Nei prossimi giorni, Medtronic e IBM offriranno un lancio limitato di applicazione a 100 utenti utilizzatori del sistema MiniMed® Connect mobile, così avranno l’opportunità di esplorare il design e usabilità dell’app Sugar.IQ, e di fornire un prezioso feedback sulla loro esperienza in vista delle applicazioni che verranno rilasciate entro la fine dell’anno.

“La partnership Medtronic-IBM è cresciuta rapidamente e il debutto odierno del candidato finale della versione dell’app Medtronic Sugar.IQ con Watson è la prova del progresso”, ha detto Deborah DiSanzo, general manager per IBM Watson Health. “Non vediamo l’ora di imparare dall’esperienza pilota come le intuizioni derivate da Watson possono potenzialmente aiutare le persone che vivono con il diabete a gestire meglio la loro condizione”.

L’applicazione Sugar.IQ contribuirà a rispondere a domande chiave che le persone con diabete hanno circa il loro stato di salute, sui trend e le azioni che possono adottare per gestire al meglio il loro diabete in futuro come parte del piano di gestione della malattia con gli operato sanitari.

Insights – Come l’applicazione Sugar.IQ scopre i comportamenti associati con i modelli di glucosio, invia messaggi personalizzati in tempo reale per aiutare le persone con diabete a capire come le azioni e le abitudini specifiche influenzano i livelli di glucosio.

Glicemic Assist – Le persone con diabete possono chiedere all’applicazione Sugar.IQ di seguire un cibo specifico o azioni ed eventi di terapia legate. Sugar.IQ aiuterà a scoprire l’impatto che questi elementi hanno sui livelli glicemici personali.

Logging food – L’applicazione Sugar.IQ rapidamente e facilmente terrà traccia del cibo mangiato in un diario per fornire intuizioni associata ai pasti che illustrano come alimenti specifici impattano sui livelli di glucosio di un individuo.

Una volta disponibile in commercio, l’applicazione Sugar.IQ sarà offerto a persone con diabete che fanno uso di sensori di monitoraggio continuo del glucosio di Medtronic e rispettive pompe di insulina e sarà collegata all’app specifica per coloro che utilizzano l’accessorio smartphone MiniMed Connect.

Vai in vacanza con il diabete ma non ti scordar di lui

Man Using Lancelet On Finger In BathroomAttenzione al rischio disidratazione, non esagerare a tavola ma anche nell’esercizio fisico, conservare al fresco i farmaci ed evitare di camminare scalzi.

Queste le regole da seguire da parte di chi soffre di diabete per una vacanza senza rischi evidenziati da Francesco Giorgino, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all’Università di Bari Aldo Moro.

“Non basta solo attenersi a queste cinque raccomandazioni – sottolinea Giorgino – ma occorre soprattutto non dimenticarsi delle terapie che vanno seguite con attenzione e regolarità anche in estate, e la cui aderenza è spesso messa a repentaglio proprio dalla vacanza. Oggi, per le persone con diabete di tipo 2, sono disponibili farmaci, come alcuni analoghi del GLP-1, che possono favorire l’aderenza alla terapia, perché si somministrano soltanto una volta alla settimana e facilmente.

Tuttavia la raccomandazione che rivolgo a tutte le persone con diabete, indipendentemente dalla terapia seguita, è di non lasciare la ‘cura’ in valigia, a garanzia di una vacanza rilassante e in salute”.

Anche un comportamento apparentemente innocuo come camminare scalzi può essere pericoloso, spiega Giorgino. “Il diabete, specie in persone che ne sono affette da molti anni, può comportare problemi di neuropatia, con perdita della sensibilità tattile, dolorifica e termica. Camminare a piedi nudi non è una buona pratica perché può esporre il diabetico a traumi, microferite, contusioni, ustioni senza avvertire dolore; queste lesioni, a lungo andare, possono innescare una serie di complicanze fino al piede diabetico”.

Omelette ai broccoli

Omelette ai broccoli

Omelette ai broccoli

Omelette ai broccoli
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Tipo ricetta: Carni e Uova
Tipo cucina: Francese
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Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Variante tutta verdure dell’omelette, semplice ricetta a base di uova che viene dalla Francia, è un secondo veloce da preparare, per mettere in tavola qualcosa di buono anche se si ha poco tempo.
Ingredienti
  • • 6 uova
  • • 1 broccolo
  • • 3 cucchiai di Parmigiano Reggiano
  • • 20 g di burro
  • • Noce moscata q.b.
  • • Sale q.b.
  • • Pepe q.b.
Preparazione
  1. Eliminate il torsolo e ricavate solo le cimette del broccolo. Sciacquatele bene e fatele ammorbidire al vapore. Trasferitele infine in una insalatiera e salate.
  2. Prendete le uova, rompetele in una ciotola dai bordi alti, unite un pizzico di sale, uno di pepe e un cucchiaio di Parmigiano grattugiato. Sbattetele con la forchetta per circa 30 secondi, in modo da ottenere una crema non del tutto omogenea.
  3. Sciogliete il burro in una pentola antiaderente, versate il composto e fate cuocere da entrambe le parti. Una volta pronta l’omelette, farcitela con i broccoli, spolverate con un po’ di noce moscata, un paio di cucchiai di Parmigiano grattugiato, un pizzico di pepe e piegatela a metà.
  4. Servitela calda.
  5. Per girare l’omelette utilizzate un piatto, con cui coprire la padella e capovolgerla.
  6. Per dare più gusto ai broccoli, prima di usarli per farcire l’omelette, passateli in padella con uno spicchio di aglio e un pizzico di peperoncino.
  7. Potete anche aggiungere qualche dadino di formaggio filante un minuto prima di servire, in modo che si sciolga.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 145 Grassi: 30 Carboidrati: 10 Fibre: 2 Proteine: 20

#ATTD2016 #fullcoverage (5) Solo insulina per il #T1D?

Pillole

Pillole

Suonano gli ultimi scampoli di presenza di un ATTD che sta per terminare e cercando di concludere in “bellezza” vi riporto una relazione nella sessione scientifica antimeridiana su di un tema riguarda il diabete tipo 1 di cui poco o niente sappiamo: il ruolo della terapia aggiuntiva all’insulina.
L’argomento è stato trattato da Satish K. Garg MD: Professore di Medicina e Pediatria, University of Colorado Denver

La maggior parte dei pazienti con diabete di tipo 1 non soddisfano gli obiettivi di A1C stabiliti dalle principali organizzazioni per il diabete. I rischi di ipoglicemia, in particolare quella di grave e di una crescente incidenza dell’obesità con morbilità associata nel limite la quale si sta intensificando in diversi casi nella popolazione T1D mediante terapia insulinica. Agenti ipoglicemizzanti possono consentire ai pazienti T1D di raggiungere i livelli obiettivo di A1C durante il loro utilizzo con l’impiego di dosaggi di insulina più bassi, che possono ridurre il rischio di ipoglicemia. Diverse classi di ipoglicemizzanti di recente introduzione rappresentano promettenti opzioni aggiuntive come terapia integrativa che possono aiutare i pazienti a superare gli ostacoli al controllo ottimale del glucosio.
Nel recente studio sui partecipanti al programma Exchange con diabete di tipo 1, solo il 2% degli adulti ha riferito di prendere pramlintide, il solo agente approvato dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) per questo scopo. Gli studi hanno riportato un miglioramento significativo in A1c e perdita di peso con l’uso aggiuntivo di pramlintide. Tuttavia la maggior parte dei pazienti riferisce effetti significativi nel tratto gastrointestinale superiore laterali e aumento di episodi di ipoglicemia e quindi si limita il suo uso nella pratica clinica. Aumentando gradualmente la dose di pramlintide si può facilitare l’uso di questo farmaco nel diabete di tipo 1.
Studi sulla metformina hanno mostrato significative riduzioni di peso, dose di insulina, e A1C, anche se in una meta-analisi, la riduzione di A1C non erano statisticamente significativa.
Nel frattempo, altri agenti più anziani, come gli inibitori colesevelam, a-glucosidasi, e tiazolidinedioni (TZDs), hanno mostrato poca o nessuna promessa in termini di controllo glicemico in pazienti con diabete di tipo 1.
Negli studi pilota, il dapagliflozin inibitore SGLT2 e il GLP-1 agonista del recettore liraglutide riduce la glicemia, il peso, e la dose di insulina nei pazienti con diabete di tipo 1. La fase 2 degli studi con l’empagliflozin inibitore SGLT2 e il doppio SGLT1 e inibitori SGLT2 sotagliflozin, che agisce a livello intestinale e sul rene, hanno dimostrato riduzioni di HbA1c, peso, e la variabilità del glucosio, senza un aumento dell’incidenza dell’ipoglicemia.
Il cotransporter di sodio-glucosio inibitori (SGLT)  e le glucagone-like peptide 1 (GLP-1) agonisti del recettore possono fornire un approccio efficace a ridurre alcuni dei rischi associati alla terapia insulinica intensiva per diabete di tipo 1. Dati recenti sulla liraglutide nel diabete di tipo 1 hanno mostrato solo un modesto effetto e Novo Nordisk, ha deciso di non presentare alla FDA la sua indicazione per il diabete di tipo 1. Recenti rapporti su DKA con SGLT 2 inibitori e l’avvertimento della FDA hanno messo in guardia l’uso di tali farmaci nel diabete di tipo 1. I farmaci che hanno combinato gli effetti inibitori di SGLT 1 & 2  possono eliminare il rischio chetoacidosi, ma sono attualmente in fase di valutazione.

ATTD 2017: arrivederci, noi non ci saremo.

Lottare per sopravvivere…

Chissà quanti di noi si sono lamentati della sanità e della burocrazia italiana. Molti. Tanti. Pure io l’ho fatto mille volte. Tutte quelle volte che dovevo fare i documenti del medico perché mi scadeva il permesso, o le volte che anche se avevo il permesso finiva l’anno e con questo anche la tessera sanitaria. O di quelle volte che dovevo fare i documenti sia a Bologna quand’ero solo domiciliata e sia a Imola dov’ero residente fino a un anno fa. Eccetera eccetera. Però sapete che vi dico? Che chi è italiano e chi per un motivo o altro vive in Italia, ed è seguito dalla sanità italiana, è fortunato. E non è una presa in giro. Lo dico con tutto il cuore. E lo dico adesso che mi trovo in Albania. Che sono dovuta presentarmi per una commissione per il diabete. Una commissione che per avere una data quando dovevo presentarmi mio padre ha dovuto andare per lo meno per 2/3 mesi minimo una volta a settimana. Perché nessuno diceva mai niente. E alla fine hanno detto che dovevo andare oggi, avendo la conferma finale pure questo lunedì. E che succede oggi? Un bel tubo. Nessuno di quelli della commissione si è presentato. Tanto chi se ne frega di tutte le persone malate che venivano li da tutte le province intorno, e alcuni come me anche dall’estero. E visto che lunedì mattina ritorno a Bologna, dovevamo trovare qualcuno che ci diceva qualcosa. Niente. Giri da un ufficio all’altro e nessuno che sapeva niente. O di quelli che alle 11 erano già andati via. Alla fine alle 13 si va via. Con me incazzata perché tutto questo non ne vale la pena, ma soprattutto con i miei genitori sconfitti in un certo senso. Mi spiego meglio così chi non è dentro a questa storia possa capire. Qualcuno per prima cosa si chiederà perché faccio questa commissione se vivo e sono assicurata dalla sanità italiana. Lo faccio per molti motivi. Di base sarebbe che ti danno dei soldi (che se li convertiamo in euro sarebbero 50/60€ al mese), soldi che non servono a comprare neanche la metà delle strisce che servono per misurare la glicemia. Eh si, avete letto bene, qui le strisce li devi comprare se devi controllare la glicemia. Ma se vivi qui in Albania dove la povertà la trovi ovunque, trovare tutti i soldi che servono per le strisce, beh, diventa una cosa impossibile. Io da quando sono in Italia in un certo senso questa cosa è come se l’avessi rimossa dalla mia memoria (come ho cercato di cancellare anche molti altri episodi della mia vita da diabetica qui). Solo che mia sorella è ritornata a vivere in Albania. È tornata alla realtà qui. E li, vuoi non vuoi non puoi fare finta di niente. Non puoi fare finta di niente quando lei ti dice che ha una glicata alta. Non puoi fare finta di niente quando lei ti dice che la situazione del diabete non va bene perché lei è da mesi che non misura la glicemia. Eh si, anche mesi. Così che quando ci lamentiamo che 120 strisce al mese sono poche, beh, pensiamo che siamo fortunati, perché ci sono persone che neanche quelle non hanno. O come non hanno le aghi per farsi l’insulina. E se non vuoi avere delle lipodistrofie, li dovresti comprare per forza. O come se devi fare la glicata e altri controlli per prevenire le complicanze, devi pagare tutto. E quei 50/60€ non ti fanno niente. Che poi, chi lavora (e poco conta che prende solo 300/400€ al mese) non ha il diritto dei soldi della commissione, tanto lavora. Si certo. Se si deve comprare tutto, quei soldi non bastano. E non bastano per vivere. Ma la cosa peggiore di tutto, e quello che poi mi ha spinto a fare davvero la commissione in questi anni, è che, se tu non fai la commissione, non puoi avere il libretto che ti da il diritto di prendere l’insulina (la mia insulina la usa mia sorella visto che molte volte non li basta la sua). Eh si. Non puoi prendere neanche il farmaco salvavita se non fai quel cavolo di commissione. Una commissione che dura mesi per darti una data e i medici ti prendono in giro. E che poi, se  lavori(come mia sorella) non hai diritto alla commissione, e in automatico neanche all’insulina (che poi ti danno un numero fisso di penne, che se hai bisogno di più sono cavoli tuoi). Così che come deve fare mia sorella e tutte quelle persone diabetiche? Così che se io mi presento a quel cavolo di commissione, non l’ho faccio per me. Tanto la mia vita è in Italia. Ma lo faccio per i miei, per mia sorella, per tutti quelli che alla fine non chiedono altro che il diritto di curarsi meglio. Però qui è quasi impossibile. E parliamo dell’Albania che è solo due passi dall’Italia e da altri stati europei. E siamo nel 2016. Lottare per sopravvive (neanche a vivere decentemente) in questo tempo, beh, è quasi ridicolo. Però qui la realtà è questa. E mi scuso con chi, senza volere ha dovuto leggere una storia che in un certo senso non li appartiene. Però in questo momento sentivo il bisogno di parlare di questa realtà. Dove ci ho vissuto i miei primi 11 anni di diabete, e dove continua a vivere mia sorella e molti altri come lei…In questo momento mi sento davvero stanca, delusa e boh, non so dare un nome. Perché non è giusto. Non è giusto che è così. Non si può lottare per sopravvivere…

Polenta al forno con champignon e gorgonzola

Polenta al forno con champignon e gorgonzola

Polenta al forno con champignon e gorgonzola

Polenta al forno con champignon e gorgonzola
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Tipo ricetta: Primi asciutti
Tipo cucina: Italiana
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
La polenta è un’ottima base per realizzare i piatti più golosi; questa ricetta rispecchia il trionfo dell’autunno assemblando degli ingredienti irresistibili!
Ingredienti
  • • 500 g di farina di mais
  • • 200 g di funghi champignon
  • • 250 g di gorgonzola
  • • 150 ml di latte
  • • 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • • 1 spicchio di aglio
  • • 150 ml di vino bianco
  • • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • • Sale q.b.
Preparazione
  1. Versate la farina di mais in una pentola colma d’acqua bollente e salata, quindi preparate la polenta facendola addensare per 50 minuti continuando a mescolare.
  2. Una volta pronta, quando inizierà a staccarsi dai bordi della pentola, rovesciate la polenta sul piano di lavoro, livellandola a un’altezza di circa 2 cm, dopodiché lasciatela raffreddare.
  3. Nel frattempo preparate il sugo facendo scaldare l’olio in una padella antiaderente con l’aglio schiacciato; non appena l'aglio inizia a dorare, versate gli champignon, che avrete lavato e tagliato a fette sottili, facendoli ammorbidire per 5 minuti e aggiustando di sale. Sfumate con il vino bianco, quindi aggiungete il gorgonzola a tocchetti assieme al latte. Quando avrete ottenuto una cremina filante, spegnete il fuoco e tenetela da parte.
  4. Tagliate la polenta con un coppapasta a forma quadrata, ricavando 8 quadrati; spostatene 4 su una teglia foderata con la carta da forno e versate sopra a ognuno la crema di funghi e formaggio.
  5. Ricoprite la crema con gli altri quadrati di polenta, per poi spolverare la superficie con il Parmigiano grattugiato.
  6. Infornate a 180°C per 15 minuti, per poi servirla in tavola nelle singole porzioni.
  7. Per la cottura ottimale della crema al gorgonzola, mantenete delicata la fiamma del fornello, così da non far addensare il formaggio in grumi.
  8. Se volete rendere ancora più completa questa ricetta, disponete 1 fetta di prosciutto cotto tra la polenta e la crema.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 400 Grassi: 15 Carboidrati: 67 Fibre: 3 Proteine: 14

Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti! Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete - se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007)

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