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Elogio della lenticchia

«Le lenticchie sono la vita.»

Proverbio indiano

tradizionalmente una zuppiera di lenticchie troneggia sulla tavola di Capodanno affinché l’anno sia prospero. Un’abitudine radicata nell’antica consuetudine di offrire una borsina piena di questi legumi, con l’augurio che ognuno di essi si trasformi in una moneta.

Il denaro non fa la felicità (o quasi), e perché mai allora includere le lenticchie tra i nostri «alimenti che rendono felici»? Innanzitutto perché racchiudono qualità nutritive eccezionali per la salute.

E poi perché, come tutti i legumi, le lenticchie sono un’ottima alternativa ai prodotti di origine animale per l’apporto di proteine, a patto di consumarle insieme a cereali.

E diventa necessario per la salute, ma anche per l’ambiente, ridurre il consumo di carne. Inoltre mangiare lenticchie fa bene all’agricoltura, in quanto sono un vero e proprio «concime verde», in grado di fertilizzare in modo naturale il terreno, e sono molto utilizzate per la rotazione delle colture.

Questo legume «vivo» (dato che lo si può far germogliare) racchiude un cocktail di nutrienti importanti. È infatti tra i legumi più ricchi di proteine, quindi l’alimento perfetto per i vegetariani.

Ma se la presenza di proteine è elevata, esattamente come per carne e pesce, gli amminoacidi essenziali sono rari. Per questo motivo i legumi vengono spesso associati a cereali ricchi di queste sostanze: il couscous con i ceci in Africa settentrionale, i fagioli rossi e il mais (o la quinoa) in America del Sud, le lenticchie e il riso in India.

Solo la soia contiene naturalmente le proteine e gli amminoacidi essenziali. Per bilanciarne l’apporto, alle lenticchie potete aggiungere noci o semi. Le lenticchie sono ricche di ferro, diventando così una validissima scelta per i vegetariani, ma anche per chi soffre di affaticamento dovuto all’anemia, sebbene il ferro dei vegetali venga assorbito dall’organismo in misura minore rispetto a quello di origine animale.

Che siano verdi, corallo, bionde o brune, le lenticchie sono sempre un tesoro di minerali: ferro (3,5 milligrammi per 100 grammi), magnesio (30-50 milligrammi per 100 grammi), potassio, rame, manganese, selenio, vitamine A, C (che scompaiono in cottura) e soprattutto vitamine B (B1, B3, B5, B6 e B9), eccellenti per il cervello. Tra l’altro, le lenticchie hanno un tasso record di fibre, che regolano il transito intestinale.

Sono inoltre eccellenti spezzafame, in quanto si imbevono di acqua nello stomaco, donando una sensazione di sazietà e riducendo l’appetito. Con un IG molto basso –circa 25 per le lenticchie e 80 per le patate –questo legume è l’alleato dei diabetici e delle persone in sovrappeso.



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Scopri le differenze

Riprendo a tre anni di distanza dall’ultima volta una consuetudine dei primi tempi del blog: il bilancio mensile circa la conduzione complessiva del mio diabete. Lo faccio quando è trascorso un mese dal cambio di microinfusore d’insulina della Medtronic: da Veo a 640G. Credo di essere uno degli ultimi a “indossarlo” stante la dimensione di commenti e post presenti in rete, su Facebook e simili. E vengo al dunque: la HbA1c è passata da 7.5 a 6.7 di percentuale, una riduzione degli episodi d’ipoglicemia del 50%, una riduzione dell’apporto d’insulina totale giornaliero del 20%. La capacità predittiva del sensore Enlite è spaventosamente migliorata, anzi ad essere sincero le ha azzeccate tutte e livello di corrispondenza tra test da capillare del sangue e valore espresso dal CGM è praticamente simile.

Una scoperta notevole del nuovo congegno è data dal centro messaggi, è ancora la prima versione ma ti ricorda ad esempio che è il giorno di cambiare il set e di farlo entro una certa ora, come con margine di anticipo di calibrare il sensore controllare la glicemia e altro. Senz’altro la Medtronic nelle prossime versioni migliorerà l’interazione con la tecnologia mobile e i livelli di supporto a schermo della pompa, che ha un display con un livello di leggibilità eccelso. Ora mi fermo con la recensione poiché avrò modo di riprenderla nel corso delle prossime settimane essendo la struttura del dispositivo dotate di tante funzioni e la documentazione a corredo vasta, come la competenza e professionalità, simpatia dei rappresentanti locali della multinazionale biomedicale.

Siccome però non nasco o sono in seguito diventato venditore e manco imbonitore, ci tengo ribadire e sottolineare alcuni concetti chiave e fondamentali per quanti convivono con il diabete giovanile: la gestione della terapia insulinica con il microinfusore oggi rappresenta il top nella categoria di tale patologia, in Europa il 5% dei T1D viene trattato con questo sistema, negli USA il 40%. Dati a parte l’impiego di tale dispositivo necessita di accettazione e motivazione da parte del diabetico, nonché adeguata preparazione e follow-up medico. Le persone adulte con diabete che hanno la priorità e sono adeguati per condizioni di complessità nella patologia sono: coloro che non riescono a conseguire un buon compenso glicemico con iniezioni multiple d’insulina, chi deve gestire una gravidanza, chi fa attività sportiva agonistica o comunque frequente e intensa, coloro che non avvertono più l’ipoglicemia.

Gli elevati costi di acquisto e manutenzione dei dispositivi rendono tale tecnologia non ancora alla portata di tutti i diabetici, e tale discorso vale per l’oramai prossimo pancreas artificiale e sensori continui glicemici.

E dobbiamo tenere presente una fatto fondamentale: nonostante dichiarazioni, costituzioni e altri comandamenti legislativi e trattati internazionali il diritto alla salute non è uguale per tutti. La differenza di censo, di istruzione e accesso alle conoscenze e informazioni pesa e tanto tantissimo nel diabete, e in particolar modo per quello giovanile (tipo 1).

Se sei un plebeo stai pur certo che avrai, causa diabete, più lunghi periodi di ospedalizzazione, maggiori difficoltà a comprendere i fondamentali nella gestione della malattia, nonché le informazioni per accedere a strutture di riferimento competenti e in grado di seguirti al meglio.

L’ignoranza con il diabete fa la differenza e chi vuol capire, capisca.



Strano tu

Klau Kostaj

Un strano rapporto quello che hai con il diabete ultimamente. Che in un certo senso non riesci neanche a darli un nome. Ma sembra che si è arrivato in un punto in comune. Un equilibrio. Ecco, forse questo è il termine giusto. Equilibrio. Lui c’è. Ma ci sei anche tu. Due parti opposte che ormai non si fanno più la guerra. Eh si. A quanto pare è così. O in linea di massima per lo meno. E come mai direbbe qualcuno? Perché tu l’hai voluto. Facile dirlo direbbe qualcuno. Lo so. Lo sai. Facile non è mai. Forse ci sono voluti 19 anni di convivenza. Forse hai avuto bisogno di farti male prima. Forse perché questo è il suo/tuo/vostro percorso. Ma allo stesso tempo sai che sei arrivata a questo punto con tanto lavoro. Eh si.

Perché il diabete è un lavoro. É un ragazzo, marito, figlio. Come in ogni rapporto anche qui ci vuole tanto impegno. Tanta pazienza. A volte anche tante lacrime. Eh si. E sotto certi punti di vista, il rapporto con il diabete è dei peggiori, perché se non te ne va più bene, non puoi dire “non ti voglio più”. Eh no. Con lui quel “finché la morte ci separi” è davvero per sempre. E con questo non pensate che non crede alla scienza e al fatto che si lavora per trovare una cura. A quella ci sperano tutti, anche chi pensa di averci rinunciato. Però non sarà domani. Così che finché non ci sarà, il diabete sarà per sempre. Così che ti tocca lavorarci su a questo rapporto. A cercare di salvare qualcosa, a salvare te stessa da quella sensazione logorante che ogni tanto hai. Eh lo so. Ci passano un po tutti. Solo che a volte qualcuno ci rimane li incastrato. Ma tu no. Hai trovato il modo di uscirne. Come neanche tu lo sai. Forse perché hai capito che a farli la guerra perdevi solo tu. Forse perché ormai c’è, è parte di te. E piano piano si cerca un compromesso, come in una coppia.

Perché siete una coppia. Siete due cose che formate una persona sola. Quella che adesso sei. Quella persona che a volte non vorrebbe tutto questo, quella che vorrebbe essere libera di vivere ma che ha intorno a sé le catene del diabete. Ma la stessa che ha imparato a volare così. Eh si. C’è l’hai fatto lo stesso. E hai imparato a parlare di lui senza vergognarti. Senza sentirti in colpa per qualcosa che neanche avevi cercato. Piano piano hai cominciato a vivere davvero. Ad avere una vita. Perché si, il diabete è parte di te, ma non è la tua vita… (Ps. Questa foto rappresenta davvero l’equilibrio che c’è in questo momento. Giornata allegra in compagnia di amiche a fare un set fotografico. E visto che sul reggiseno il micro mi stava danno fastidio sdraiata in quel modo, me la sono messa sui pantaloni, senza cercare di nasconderlo o cosa. Era un gesto normale che neanche ci ho pensato. Ed è finita lì. Prima ho preso le foto e mi sono innamorata di questa. E solo guardando con attenzione mi sono resa conto della presenza del micro nella foto. Vicino a me. Come se fosse la cosa più normale del mondo. Come deve essere. 🙂



C’è posto per te


Nell’amena aria del fine settimana cerco di dare una idea su come evolverà questo spazio di opinioni e informazioni dedicate al diabete, riprendo e definisco meglio i passaggi: a partire da aprile razionalizzo la mia presenza reale e digitale. Ho cominciato con l’uscita da tutti i focus group a tema diabete presenti su Facebook e in tale social resta la pagina omonima del blog oltre al mio profilo personale. Contestualmente vado ad estinguere l’apporto fisico, la presenza e partecipazione ai vari eventi previsti sul territorio nazionale, per concludere il tutto a novembre, dopo la giornata mondiale del diabete, con il limitarmi al sola attività di redazione, e pubblicazione di contributi in questo spazio.

Debbo razionalizzare e fare cose per cui ho un riscontro, poco o tanto è così. Le ragioni di tale conclusione le ho scritte diverse volte, basta fare mente locale anche l’opera non è facile, con oltre 4000 articoli pubblicati viene più semplice fermarsi al titolo e fare altro.

P.S.: la condivisione degli articoli pubblicati su Il Mio Diabete da oggi è circoscritta hai profili ufficiali associati al medesimo.



Succo di frutta per i bambini: una porzione al giorno va bene

I pediatri hanno a lungo suggerito che il succo di frutta potrebbe far aumentare di peso i bambini, ma una nuova revisione lo trova innocuo se consumato con moderazione.

“Sulla base delle prove in corso, non abbiamo trovato che il consumo di una porzione [composta al 100 per cento di succo di frutta] una volta al giorno contribuisce a un aumento di peso nei bambini “, ha detto l’autore dello studio il dottor Brandon Auerbach.

Per venire a tale conclusione, i ricercatori hanno analizzato i risultati di otto studi pubblicati e condotti su oltre 34.000 bambini che hanno consultato l’ assunzione di succo di frutta e l’effetto sul peso.

I bambini di età inferiore ai 6 anni che hanno bevuto una porzione al giorno guadagnavano sì un po’ di peso, ma non abbastanza da essere clinicamente significativo, i risultati hanno mostrato.

Inoltre, i bambini dai 7 ai 18 anni che bevevano una porzione al giorno non riportavano effetti clinici sul peso, i ricercatori hanno detto.

I bambini più piccoli hanno gradito il succo di mela , mentre i più grandi sono stati maggiormente propensi a bere il succo d’arancia . Gli autori dello studio hanno spiegato che il succo d’arancia, il quale ha un indice glicemico più basso, può essere collegato ad un minore aumento di peso. Cibi e bevande con un indice glicemico più basso sono legati con aumenti inferiori e più lenti dei livelli di zucchero nel sangue .

I ricercatori hanno sottolineato che il loro rapporto è specificamente focalizzato sul succo di frutta al 100 per cento, non su bevande aromatizzate alla frutta o bevande di frutta gassate.

Il dottor James Krieger, ha detto: “Le prove su aumento di peso, rischio diabete rischio e le altre condizioni di salute riguardano il bere bevande zuccherate come la soda e il dato è ??molto solido.”

Ciò che è stato dibattuto, secondo Krieger, è se lo zucchero nel succo di frutta al 100 per cento è collegato con gli stessi effetti sulla salute.

Per ora, Krieger e Auerbach ha detto, che consigliano ai genitori di seguire le raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics’ per il consumo di succo di frutta al 100 per cento: da 100 a 170 grammi al giorno per i bambini di età compresa inferiore ai 6 anni, e da 200 a 350 grammi al giorno per i bambini/adolescenti di età compresa tra 7-18.

“Le preoccupazioni sull’obesità infantile hanno indotto molti a cercare di trovare ‘il cibo’ che è la causa”, ha spiegato Krieger.

“Questo studio ha fatto un bel lavoro nel valutare l’impatto del succo di frutta 100 per cento sul peso , un alimento spesso accusato per la crescente incidenza di obesità infantile “, ha detto.

“Questo studio rafforza i messaggi che: il succo di frutta 100 per cento può essere inserito in un piano di sana alimentazione. Ma è importante, come per tutti gli alimenti, imparare a usare le dimensioni delle porzioni “, ha sottolineato Krieger.

Lo studio è stato pubblicato online il 23 marzo sulla rivista Pediatrics.



Glucome: il sistema innovativo integrato di gestione del diabete

Per i pazienti con una patologia cronica come il diabete, vedere semplicemente un medico una volta ogni tre mesi per una decina di minuti per visita non è sufficiente a fornire le cure e il sostegno necessari per una corretta gestione della malattia. All’interno di questo arco di tempo, le condizioni di un paziente hanno bisogno di essere rivalutate e il piano di assistenza aggiornato per riflettere il cambiamento dell’assistito, essendo lo stato della malattia dinamico. Un’azienda biomedicale con sede in Israele digitale: la  GlucoMe sta cercando di affrontare queste sfide sia sotto il profilo del paziente che nelle prospettive professionali sanitarie. La combinazione di strumenti hardware e software dal lato paziente con diabete e sul versante clinico digitale per gli operatori, GlucoMe mira all’obiettivo di garantire ai pazienti di ricevere la cura giusta al momento giusto. Ma vediamo di saperne di più circa il funzionamento del sistema.

la piattaforma GlucoMe risponde ad una reale necessità di rendere più semplice la gestione del diabete per i pazienti, gli operatori sanitari e medici. Il diabete è una parte della vita quotidiana per milioni di persone in tutto il mondo. Per i pazienti, c’è sempre così tanto a cui pensare e ricordarsi di fare per gestire la patologia. GlucoMe contribuisce a ridurre l’onere del controllo del diabete e migliorare la conformità con i piani di trattamento a portata di mano e il progresso dei report.

Con il volume di pazienti diabetici sempre crescenti, si è deciso di sviluppare una piattaforma che consente ai medici e professionisti sanitari di fornire cure più efficienti, e rafforzare il comportamento nell’auto-cura – con meno spese generali e maggiori approfondimenti.

Molti pazienti con diabete vedono il loro medico una volta ogni due o tre mesi – a volte anche meno o più – per una consultazione di 10 minuti, e in quel lasso di tempo il medico deve rivedere la storia recente dei pazienti e aggiornare il piano di trattamento. Nello sviluppo della soluzione GlucoMe, abbiamo si è sviluppato una piattaforma basata su algoritmi che cambiano il modo in il team di medici e pazienti lavorano insieme.

La piattaforma GlucoMe è una soluzione digitale completa per il diabete che include:

un misuratore di glicemia senza fili;
Penna per insulina (compatibile con tutti i tipi di farmaco distribuiti) con monitor incluso collegato via wireless;
Unn app mobile per Android o iOS  con la quale si collegano il glucometro e penna per il transfer-dialogo dati (da scaricare gratuitamente da Google Play o Apple Store);
E un cloud-based Cartella Clinica Digitale del Diabete per gli operatori sanitari che forniscono entrambi i piani di trattamento personalizzati e strumenti di gestione.

GlucoMe ricevuto il marchio CE. Attualmente è in corso di commercializzazione e passata dai servizi sanitari di Spagna, Germania, Francia.



Diamo un senso ad Ascensia: quasi perfetto

Ascensia Diabetes Care ha presentato i dati principali alla 10 ° Conferenza Internazionale sulle tecnologie e trattamenti avanzati per il diabete (ATTD) in quattro poster scientifici. Tre di loro hanno fornito elementi di prova circa gli alti livelli di precisione dei sistemi per il test della glicemia Contour Next One e Contour Plus One . Il quarto manifesto ha presentato una nuova metodologia per dimostrare le differenze tra il sistema di monitoraggio della glicemia governato in base ai criteri di accuratezza norma ISO 15197: 2015.

Nello studio clinico in 52 soggetti che hanno utilizzato il sistema di monitoraggio del glucosio nel sangue, Contour Next One, è stato dimostrato che 100 su 100 test sdiu campioni di sangue capillare dal polpastrello erano all’interno di un margine di ± 15 mg / dL o ± 15% dal valore di riferimento di laboratorio (YSI) e il 92,9% dei risultati sono stati entro ± 10 mg / dL o ± 10% rispetto al riferimento (YSI ). Nello studio clinico del Contour sistema di monitoraggio Plus One, anch’esso fatto con 52 soggetti, il 95 per cento dei risultati erano entro un margine di ± 15 mg / dL o ± 15% del valore di riferimento (YSI) e il 90,7% dei risultati erano entro ± 10 mg / dL o ± 10% del valore di riferimento YSI.

Il terzo manifesto ha valutato l’accuratezza della Contour in soggetti con e senza diabete, secondo i criteri di accuratezza FDA 2016. Questi criteri richiedono che il 95% dei risultati siano a ± 15% e che il 99 per cento entro di ± 20 per cento dal metodo di riferimento. In questo studio, i risultati delle prove effettuate con campioni di sangue capillare dal sangue dal dito hanno mostrato che il 99,5 per cento si trovavano nell’intervallo ± 15 per cento e 99,7 per cento erano entro di ± 20 per cento, mostrando che il sistema Contour Next One soddisfa questi criteri.

Nell’ultimo manifesto è stato presentato un nuovo metodo per analizzare le differenze tra i sistemi per il test del glucosio nel sangue che soddisfano gli standard ISO. Questa nuova metodologia utilizza curve di probabilità per esaminare la precisione in tutte le gamme di glucosio nel sangue e ha dimostrato che non vi possono essere differenze tra i sistemi che soddisfano i criteri di accuratezza ISO. Questa informazione può essere importante particolarmente utile nei casi in cui la glicemia è bassa e dove i piccoli errori di misurazione del glucosio nel sangue dai sistemi di monitoraggio possono avere conseguenze per i pazienti, soprattutto per quelli a rischio di ipoglicemia .

Michael Kloss, CEO di Ascensia Diabetes Care, ha aggiunto che “questi risultati dimostrano l’impegno per la ricerca scientifica acquisita da Ascensia Diabetes Care. La precisione dei dati mostra l’impegno a garantire l’eccellenza dei nostri prodotti e questa nuova metodologia dimostra il nostro contributo per l’innovazione e la scoperta scientifica “.



Innesto a baionetta

#ATTD2017 Buone notizie per i diabetici amanti del piercing o body piercing (dall’inglese to pierce, “perforare”) pratica che indica la pratica di forare alcune parti superficiali del corpo allo scopo di introdurre oggetti in metallo (talvolta ornati con pietre preziose), osso, pietra o altro materiale, quale ornamento o pratica rituale. Grazie all’accordo siglato l’anno scorso con Roche il sensore impiantabile sottocute con intaglio chirurgico e che dura, per ora, 3 mesi, viene messo in circolazione anche in Italia. E’ evidente che il congegno non è per tutti sia per la pratica di applicazione che per il target: ovvero soggetti diabetici con elevata criticità del compenso glicemico i quali richiedono un monitoraggio intensivo e puntuale.



#DRItti al pancreas per la cura del diabete tipo 1


Solitamente dopo la prima la seconda rappresenta una sorta di prova verità: quanti artisti si sono trovati a scomparire di scena dopo un exploit di successo? Molti. Certo paragonare un incontro di divulgazione e condivisione medico-scientifica con spettacoli di varietà, arte e affini e improprio, ma dopo la prima edizione anno 2016 dell’evento #DRIttiaVoi promosso dal Diabetes Research Institute (l’unico presente in Italia dedicato al diabete) all’interno dell’Ospedale San Raffaele di Milano e dedicato al diabete tipo 1 , con il quale medici clinici e ricercatori avevano affrontato tutte le tematiche della malattia rispondendo alle domande di pazienti e parenti innanzi a una platea di oltre 500 persone convenute da tutta Italia, si è passati al banco di prova rappresentato dalla seconda edizione.

#DRIttiaVoi 2017 ha bissato il successo della prima edizione! Praticamente l’Aula Magna del San Raffaele ha raccolto 700 partecipanti che, per quattro ore, hanno trattato tutti gli argomenti riguardanti la mia, nostra malattia, in modo chiaro, esaustivo e coinciso: dalla terapia, alle complicanze, alla gestione della glicemia, alla ricerca, con un ritmo incalzante, un botta e risposta con le domande poste dal pubblico in sala come dalla rete social (Twitter e Facebook. Il tutto animato con efficacia, simpatia, umanità e con grande professionalità dalla giornalista e diabetica tipo 1 Francesca Ulivi.

Inoltre l’evento è stato trasmesso in diretta video dalla pagina Facebook dell’Ospedale San Raffaele dando così una visibilità planetaria: una scelta senza precedenti a livello mondiale così da collocare questa struttura ai primi posti a livello mondiale per la ricerca e cura del diabete tipo 1, come ha avuto modo di ricordare il professore Emerito Guido Pozza, fondatore della scuola diabetologica di Milano, che ha ispirato la nascita e lo sviluppo del Diabetes Research Institute dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Non mi addentro sugli specifici argomenti trattati: se volete potete rivedere il video dell’intera conferenza nel sito del DRI, oppure dalla pagina Facebook del HRS. 

Invece voglio evidenziare un dato: si parla tanto di fuga dei cervelli dall’Italia, sarà anche vero, ma cui al San Raffaele le menti ci sono e stanno lavorando sodo nel trovare una cura per il diabete tipo 1. A tutti loro desideriamo dire GRAZIE e in specie ai professori: Manuela Battaglia, che tra le altre cose è l’ideatrice dell’evento, Lorenzo Piemonti e Andrea Bolla.

Non so come sarà la medicina del futuro ma sono certo che ha già casa qui nell’Ospedale San Raffaele.

Cosa posso fare io e voi intanto? Aiutare la ricerca: inviando un SMS di 2 euro al 45541 per la campagna di raccolta 2017 della Fondazione Italiana Diabete. Il denaro raccolto andrà, tra le altre cose a fare crescere gli studi del Progetto MITO diretto dal Prof. Lorenzo Piemonti all’Ospedale San Raffaele di Milano che procede positivamente.



I conti in tasca

Il Mio Diabete ha il piacere di rendere noto e pubblicare il “bilancio” delle spese sostenute e i denari ricevuti nel corso dell’anno 2016. Questo spazio non riceve alcun contributo da soggetti esterni (aziende, enti e simili).

Entrate Uscite
Pubblicità Google € 150 Spese affitto server Webhosting € 225
Donazioni per progetti AGD e DIABO Bologna € 200 Spese dominio ilmiodiabete.com € 70
Donazioni di singoli cittadini a sostegno de Il Mio Diabete € 50 Spese organizzazione evento medicina narrativa “Mamma ho sete” € 750
  Donazione per progetti AGD e DIABO Bologna € 200
  Spese pubblicità su rete e social € 1000
  Spese sviluppo e pubblicazione app mobile € 540
Totale € 450 Totale € 2.785

 




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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti! Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete - se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007)

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