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Pomodoro a sorpresa

Pomodoro a sorpresa
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Tipo ricetta: Verdure
Tipo cucina: Italiana
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Tempo preparazione:
Tempo totale:
Porzione: 4
Un piatto freddo, ove il pomodoro da "contorno" si autopromuove a piatto di portata, diventando "contenitore" di una composta aromatica e gustosa.
Ingredienti
  • pomodori (500 g)
  • uova (n. 2)
  • acciuga sotto sale (n. 2 filetti)
  • funghi sott´olio (n. 1 cucchiaio)
  • capperi sotto aceto (n. 1 cucchiaio)
  • maionese (n. 4 cucchiai)
  • senape (n. 1 cucchiaino)
  • lattuga (n. 4 foglie)
  • sale (q.b.)
Preparazione
  1. - Lavare, asciugare i pomodori
  2. - Tagliare la calotta e asportare la polpa con un cucchiaino
  3. - Salare l´interno dei pomodori e sistemarli capovolti su un tagliere e lasciare riposare per 30 minuti (per eliminare l´acqua di vegetazione)
  4. - Rassodare le uova
  5. - Sciacquare i capperi e scolarli
  6. - Scolare i funghi e dividerli a metà
  7. - Dissalare le acciughe e tritarle finemente
  8. - Mescolare la senape, la maionese, le uova schiacciate con una forchetta i funghi, i filetti di acciuga e i capperi
  9. - Asciugare l´interno dei pomodori con della carta da cucina
  10. - Riempirli con il composto preparato
  11. - Foderare una coppetta di cristallo con una foglia di lattuga lavata e asciugata (una coppetta per ogni pomodoro)
  12. - Adagiare in ogni coppa un pomodoro e servire
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 182 Grassi: 14 Carboidrati: 6 Proteine: 7

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Diabete tipo 2: come ti arrostisco le cellule beta

Il diabete di tipo 2 provoca alterazioni patologiche nelle cellule beta. Gli scienziati hanno rappresentato con successo i processi sulla base del metaboloma e proteoma per la prima volta. Il loro lavoro è stato pubblicato in Cell Metabolism .

Mentre il diabete di tipo 1 è provocato dalla distruzione delle beta cellule delle isole di Langerhans del pancreas e sviluppa una assoluta carenza d’insulina, il diabete di tipo 2 è caratterizzato da insulino-resistenza e disfunzione delle cellule beta. Prima d’ora, i ricercatori sapevano molto poco sui processi fisiopatologici concreti nelle isole di Langerhans durante lo sviluppo del diabete di tipo 2. Questo è in primo luogo perché la posizione delle isole di Langerhans nel pancreas è facilmente accessibile.

L’esame delle isole di Langerhans nel loro ambiente naturale

“Il nostro approccio è stato quello di esaminare le isole di Langerhans nel loro ambiente naturale nel pancreas, il che significa che senza il processo di isolamento e gli artefatti che forse le accompagnano”, spiega il Dr. Michaela Aichler. Vice capo della Unità di Ricerca di Patologia Analitica (AAP) presso l’Helmholtz Zentrum München. Ha usato l’imaging a spettrometria di massa con alta risoluzione (MALDI Imaging) per gli esperimenti. La tecnologia permette di esaminare la distribuzione dei prodotti metabolici (metaboliti cellulari) e le proteine ??direttamente in sezioni di tessuto.

Gli acidi grassi influenzano la sintesi e la secrezione di insulina

“Un equilibrio perturbato nella sintesi e rilascio di insulina è stato visto nel modello di topo”, aggiunge il Prof. Dr. Axel Karl Walch, a capo del AAP. “Questo nuovo meccanismo precedentemente sconosciuto porta ad una disfunzione delle cellule beta e alla progressione del diabete di tipo 2.”

Acidi grassi esterni già cominciano ad accumularsi in una fase precoce del diabete di tipo 2 e prevengono la sintesi di insulina. Allo stesso tempo, v’è anche un accumulo di altri acidi grassi che promuovono il rilascio di insulina. Le cellule beta di conseguenza non hanno più insulina sufficiente e la loro funzione non può più essere mantenuta.

I dati sono stati tradotti in reti funzionali e percorsi metabolici con un metodo statistico speciale. Indagini in esperimenti di coltura cellulare hanno portato ad una comprensione funzionale dei cambiamenti. Ulteriori esperimenti con isole umane di Langerhans sono stati in grado di confermare la pertinenza del meccanismo recentemente scoperto per la medicina umana.



Cicoria con purea di fave

Cicoria con purea di fave
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Tipo ricetta: Verdure
Tipo cucina: Italiana
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Porzione: 4
Piatto che con diverse declinazioni troviamo in tutto l’areale meridionale, ma soprattutto è un tratto distintivo del Materano, di Gravina di Puglia e della Sicilia centrale. Non è affatto difficile da prepararsi anche se la purea di fave richiede attenzione nella mondatura del baccello. Potete optare per una versione più o meno piccante. Si presta ad essere un ottimo antipasto vegetale di sorprendente consistenza (per la verità con una buona scamorza diventa un secondo gustosissimo). In questo caso servitelo con dei crostoni di pane fritto. Ne guadagnerà.
Ingredienti
  • 1 kg di cicorie
  • olio extravergine di oliva
  • 250 g di fave sbucciate
  • aglio
  • 6 pomodori perini
  • sale
Preparazione
  1. Mettere in acqua le fave 12 ore prima; intanto pulire e lavare la cicoria, cuocerla in abbondante acqua salata, scolarla e metterla da parte. Far bollire quindi anche le fave riempiendo la pentola di tanta acqua quante sono le fave. Salarle e cuocerle per 4 ore, fino a farle diventare una purea. Mettere l’olio extravergine di oliva nella padella, fare imbiondire l’aglio, poi unire i pomodorini e salare. Dopo 5 minuti unire le cicorie e insaporirle. Servirle con la purea a parte. Il vino consigliato in abbinamento è un Aglianico del Vulture 2002 Synthesis dell’Azienda Vinicola Paternoster.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 355 Grassi: 10 Carboidrati: 28 Fibre: 5 Proteine: 8

Farinata di ceci

Farinata di ceci
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Tipo ricetta: Verdure
Tipo cucina: Italiana
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Tempo preparazione:
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Tempo totale:
Porzione: 4
Il Mio Diabete solitamente propone piatti per pranzo, cena o come snack, invece a colazione sono poche le proposte pubblicate, oggi recuperiamo il buco per uno dei momenti centrali nella ripartizione dell’alimentazione umana con la farinata di ceci, conosciuta anche come fainè, fainà o cecìna, è una torta salata molto bassa, preparata con farina di ceci, acqua, sale e olio extravergine di oliva. Si tratta di un piatto italiano tipico della Liguria, regione in cui assume il nome di fainâ.
Ingredienti
  • 300 g di farina di ceci
  • 4-5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe
Preparazione
  1. Mettete la farina in una ciotola e unite gradualmente 900 ml di acqua fredda, sbattendo con una frusta fino a eliminare tutti i grumi. Salate e coprite la ciotola. Lasciate riposare la pastella per non meno di 4-5 ore, schiumandola ogni tanto.
  2. Accendete il forno a 220 °C. Foderate con la carta da forno una teglia rotonda larga e bassa (la farinata deve avere uno spessore di 5 mm circa).
  3. Unite l’olio alla pastella e mescolate bene. Rovesciate tutto nella teglia. Pepate e infornate per 20-30 minuti, finché la superficie non sarà bella dorata. Servite la farinata caldissima.
  4. Nota: per usarla a colazione potete preparare la pastella la sera prima.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 326 Grassi: 4.4 Carboidrati: 46 Fibre: 5 Proteine: 19.8

Topinambur, cavolfiore e arancia

Topinambur, cavolfiore e arancia
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Tipo ricetta: Antipasti
Tipo cucina: Italiana
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Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Mangiar sano? Ecco la risposta con questa ricetta che esprime alla perfezione il concetto della proposta culinaria offerta da Il Mio Diabete il venerdì. Una idea da provare per allietare tavola e commensali e magari metterla in calendario prima degli esami di laboratorio...
Ingredienti
  • topinambur 500 gr
  • cavolfiore 120 gr
  • olio extravergine d'oliva 50 gr
  • cespo di radicchio rosso 1 pz
  • arancia 1 pz
  • latte
  • prezzemolo tritato
  • erba cipollina
  • senape
  • aglio
  • aceto
  • sale
Preparazione
  1. Dividete il cavolfiore in piccoli ciuffetti e tuffateli in acqua bollente non salata e leggermente acidulata con uno spruzzo di aceto. Scolateli dopo circa 1’ dalla ripresa del bollore: i ciuffetti saranno praticamente crudi e croccanti.
  2. Mondate i topinambur e raccoglieteli, a freddo, in una pentola di acqua e latte al 50% con uno spicchio di aglio con la buccia. Cuoceteli per circa 12’ dal levarsi del bollore, infine scolateli eliminando l’aglio. Sfogliate il radicchio e accoppiate le foglie più belle, infilandone una nell’altra in modo da ottenere 4 barchette.
  3. Tagliate a tocchetti i topinambur, mescolateli in una ciotola con i ciuffetti di cavolfiore e insaporiteli con fili di erba cipollina tagliata a rondelline.
  4. Mescolate l’olio con un cucchiaino di prezzemolo tritato, un pizzico di scorza di arancia tritata, il succo di mezza arancia, un pizzico di sale e la punta di un cucchiaino di senape. Emulsionate tutto in modo da ottenere una vinaigrette.
  5. Distribuite l’insalata di topinambur e cavolfiore nelle barchette, completate con pezzetti dell’arancia rimasta e condite tutto con la vinaigrette alla senape.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 128 Grassi: 6 Carboidrati: 20 Fibre: 4 Proteine: 4


Per ben cominciare occorre andare

All’attività fisica è sempre stato attribuito uno spazio importante nella vita del singolo e della collettività: fin dalle epoche più antiche, in ogni area della Terra gli uomini hanno dedicato molto del loro tempo a forme di attività motorie nelle quali, pur con finalità diverse, corpo e movimento giocavano un ruolo fondamentale.

Oggi l’attività fisica è vista come una cosa che, se praticata tutti i giorni, può essere una delle cose essenziali per irrobustire il proprio corpo.

Per attività fisica non si deve intendere necessariamente la pratica di uno sport o l’effettuazione di faticosi allenamenti, ma anche, più semplicemente ed alla portata di tutti, un’attività moderata, purché costantemente ripetuta.

L’azione del camminare può corrispondere a questa esigenza di attività fisica minima giornaliera in quanto conciliabile con le esigenze quotidiane in particolare quelle della persona adulta, e praticabile in ogni spazio e ambiente, senza alcun onere di carattere economico. Quindi un’attività per tutti.

È sufficiente camminare per almeno 30 minuti al giorno per “bruciare” le calorie in eccesso. A seconda delle età e delle opportunità possono essere considerati attività fisica anche il gioco, la possibilità di svolgere, in alcuni momenti della giornata, semplici esercizi di mobilizzazione o di allungamento (stretching), salire le scale e spostarsi a piedi quando non sia assolutamente necessario l’uso dell’auto o dei mezzi pubblici. Anche le attività classicamente svolte per i lavori di casa fanno bruciare calorie… così come il ballo. I 30 minuti consigliati di attività moderata al giorno consentono un consumo di almeno 150 calorie.

Lo sport è l’insieme di attività fisiche effettuate per fini salutistici, formativi e competitivi, e con il termine «sport» si indicano tutte le discipline fisiche in tutte le loro forme e fini.

Lo sport ci abitua alla competizione con risultati incerti. Nella vita siamo costretti a competere ed il successo dipende da molti fattori indipendenti dalla nostra volontà ed abilità.

I campioni danno esempio di sacrificio e continuità, ma accettano le sconfitte onorando l’avversario; nella vita dobbiamo essere pronti a ricominciare.

Una cultura dello sport intesa come fatto sociale in cui fin da bambino ci si abitui ad un’attività fisica non necessariamente professionistica è auspicabile per formare una società ispirata a valori di competizione, sacrificio e continuità nel rispetto dell’altro.

Il desiderio di partecipazione ad attività sportive deve superare l’unico obiettivo della vittoria per lasciare spazio alla competizione pura ed al piacere di fare sport.

Ispirandoci a questi principi staremo lontani da doping che purtroppo si annida fra gli sportivi professionisti e dilettanti dando l’illusione di risultati che si rileveranno effimeri.

Dobbiamo praticare lo sport per il nostro benessere fisico e mentale, questo ci aiuterà ad affrontare con maggiore serenità le problematiche che la vita quotidianamente ci presenta.

Lo sport ci insegna a partecipare e competere con lealtà, a gioire della vittoria ed accettare la sconfitta. Questo ci chiede in nostro vivere quotidiano.




Shakshuka

Shakshuka
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Tipo ricetta: Verdure
Tipo cucina: Middle Eastern
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Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 1
È un piatto algerino e tunisino, che pare poi sia stato introdotto nella cucina israeliana dagli ebrei tunisini immigrati in Israele durante l'Impero Ottomano. Il vocabolo Shakshuka deriva dal berbero e significa "mistura". In Israele è un piatto consumato a colazione, specialmente in inverno. Solitamente viene cucinato in padelle monoporzione, da cui ciascun commensale mangia direttamente.
Ingredienti
  • •1 uovo
  • •200 gr. di polpa di pomodoro
  • •1 spicchio d’aglio
  • •1 peperoncino piccante secco
  • •10 peperone verdi
  • •1 punta di paprika
  • •5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
  • •Sale q.b.
Preparazione
  1. Iniziate con il lavare i peperoni, eliminate i semi e tagliateli a metà.
  2. In una padella riscaldate l’olio e fate rosolate l'aglio , unendo il peperoncino. Procedete versando il pomodoro e lasciate cuocere regolando di sale, aggiungendo la paprika e i peperoni.
  3. Una volta che il sugo è cotto e si è leggermente ristretto, versatevi le uova intere, facendo attenzione che non si rompano. Procedete con la cottura a fiamma bassa.
  4. Il momento di servire il piatto in tavola è quando il bianco d’uovo è cotto, ma il rosso ancora morbido.
  5. Una volta rotte le uova in padella, non mescolate.
  6. Potete aggiungere della cipolla e del basilico nella preparazione del sugo.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 178 Grassi: 15 Carboidrati: 21 Fibre: 5 Proteine: 7

shakshuka

Pesce spada alla ghiotta

Pesce spada alla ghiotta
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Tipo ricetta: Pesci
Tipo cucina: Italiana
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Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Ecco un piatto calabrese a base di pesce: il pesce spada alla ghiotta è l’incontro perfetto tra tutti gli ingredienti tipici della dieta mediterranea.
Ingredienti
  • •500 g di pesce spada in tranci
  • •4 pomodori
  • •1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • •10 olive nere denocciolate
  • •Olio extravergine d'oliva q.b.
  • •Sale q.b.
  • •Pepe q.b.
Preparazione
  1. Scaldate un filo d’olio in una padella e fatevi soffriggere per 3-4 minuti la cipolla tritata finemente aggiungendo ½ tazzina di acqua calda in modo che appassisca.
  2. Aggiungete in padella i capperi dissalati e le olive denocciolate tagliate a pezzetti, poi lasciate cuocere per 2-3 minuti.
  3. Nel frattempo lavate i pomodori e tagliateli a pezzetti, dopodiché uniteli in padella e cuocete a fiamma moderata per 5-6 minuti.
  4. A questo punto unite in cottura il pesce spada tagliato precedentemente a bocconcini: la cottura deve essere rapida e a fiamma moderata. Aggiustate di sale e pepe e, non appena il pesce risulterà ben colorito, impiattate e servite il secondo caldo.
  5. Se volete ottenere una salsina cremosa, potete infarinare i bocconcini di pesce spada prima di unirli in padella per la cottura.
  6. Questo tipo di condimento a base di ingredienti tipici della dieta mediterranea, può essere proposto anche in accompagnamento di altri pesci: provate, ad esempio, con del branzino o della sogliola!
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 400 Grassi: 20 Carboidrati: 10 Fibre: 2 Proteine: 21

pesce-spada-alla-ghiotta

Fuori di te?

studyfindsob Pranzare fuori casa con il diabete tipo 1, e ripeto tipo 1, non è un problema se sai cosa scegliere. Spesso, per chi vuole perdere peso o per chi ha particolari problemi di salute il momento del pranzo può diventare uno scoglio insormontabile, perché difficilmente si riesce a conciliare il regime alimentare assegnato con ciò che si trova nei bar o nelle mense. Come fare allora? In realtà non è proprio così: bar, ristoranti, mense aziendali offrono menu vari e, volendo, anche dietetici, perfettamente compatibili con un programma ipocalorico o salutistico. Basta imparare a scegliere piatti nutrienti e leggeri e fare un po’ di attenzione ai condimenti e alla qualità. E, in ogni caso, eventuali eccessi o carenze alimentari possono poi essere correttamente compensate con gli altri pasti della giornata.

Le regole fondamentali del mangiar sano

1) Fai una buona colazione. Programma la tua giornata alimentare partendo con una buona colazione. Dopo il risveglio il metabolismo ha una vera e propria accelerazione e le calorie introdotte vengono bruciate molto più velocemente. Ideali yogurt, frutta, pane integrale o fette biscottate e miele.

2) Bevi molta acqua naturale. Non assumere alcolici durante le ore di lavoro, preferisci acqua naturale: almeno otto bicchieri al giorno, consigliati soprattutto a chi vive molte ore in uffici, fabbriche, ospedali ecc.; adatti anche succhi di frutta fresca. Evita invece le bevande gassate e/o zuccherate.

3) Fai 2 spuntini al giorno. Lo spuntino di metà mattina e pomeriggio è una pausa di benessere purché limitato ad alcuni alimenti e nelle calorie (latte, succhi di frutta e frutta fresca, caffè, cappuccino, tè, orzo, yogurt, cracker) evitando con decisione di “mangiucchiare” continuamente durante il lavoro.

Piatti “sicuri” dall’antipasto al dessert

Ricorda sempre che in qualunque situazione è possibile individuare e gustare un pasto sano ed equilibrato, anche senza essere troppo rigidi con se stessi.

Indicazioni pratiche per scegliere

Al ristorante, al self-service o in mensa, consigliamo di preferire piatti semplici e poco conditi (una porzione di pasta con semplici verdure conterrà sicuramente meno calorie di una porzione di tortellini alla panna o di tagliatelle con il ragù) scegliendo tra:

-pasta con il pomodoro;

-pasta con le verdure;

-pasta condita con olio e parmigiano;

-riso condito con olio e parmigiano;

-carne bianca alla griglia;

-formaggi magri;

-verdura cotta (come contorno, al vapore, in padella, alla griglia, lessata) o cruda (da consumare all’inizio del pasto). I colori delle verdure crude assicurano l’assunzione di un’ampia gamma di nutrienti. Occorre però fare attenzione ai condimenti, che possono apportare anche oltre 200 kcal (calorie): chiedete quindi che l’olio venga servito a parte;

-se non si riesce a rinunciare al dolce, meglio orientarsi sui gelati semplici (artigianali se possibile, mai preconfezionati) o, meglio ancora, sui sorbetti. Cercare comunque di evitare dolci ricchi di crema o panna e imbevuti di liquore, orientandosi su quelli a base di frutta, poco manipolati. Indicata anche una macedonia o la frutta fresca. Evitare inoltre gli antipasti con pane, burro e salse, pasticci di carne, stufati, fritti. Inoltre, più è elaborata la cottura e più è possibile che abbia subito manipolazioni con ingredienti particolarmente calorici (burro, panna ecc.).

Panini, piadine, insalatone.

Individuare gli ingredienti “a rischio” è facile! Prime tra tutte le salsine, dalla maionese alla salsa rosa, tutte ipercaloriche e ricche di grassi e colesterolo.

Nei fast-food

-Nei fast-food il pericolo è rappresentato dall’eccesso di sale (possibile causa di ipertensione e ritenzione, nonché cellulite) e di grassi di tipo saturo, i peggiori per la salute e la linea. Secondo un’indagine condotta in Gran Bretagna dalla rivista dell’Associazione dei Consumatori “Which?”, alcune insalate in vendita nelle maggiori catene di fast-food contengono addirittura più sale e più grassi (in massima parte saturi) dei panini. Inoltre, i cibi dei fast-food esaminati contenevano 240 kcal per 100 g, ovvero un apporto calorico doppio rispetto a quello di un pasto cucinato in casa. Senza voler demonizzare il fast-food, bisognerebbe tuttavia non dimenticare che si tratta di una trasgressione che ci si può concedere saltuariamente, una o due volte al mese. Cosa preferire? Le insalate con il condimento servito a parte (in genere in bustine preconfezionate), i panini con le farciture più semplici e in cui sia sempre presente della verdura, le porzioni piccole di patate fritte, evitando in ogni caso le bibite zuccherate e il dolce a fine pasto. Meglio terminare con un caffè, anche d’orzo.

OK a focacce, pizze, purché gli ingredienti usati siano freschi, ben lavorati e, per ciò che riguarda i fritti (con moderazione!), venga usato olio di buona qualità cambiato spesso

In pizzeria

In pizzeria, meglio scegliere tra:

-pizza margherita;

-pizza con olive, acciughe e capperi, senza mozzarella;

-pizza con le verdure;

-pizza con affettati magri o gamberetti lessati e rucola.

Evitando di mangiare il bordo della pizza, in genere bruciacchiato, si risparmiano circa 100 kcal! Inoltre, vale la pena chiedere di non condire la superficie con olio, magari aggiungendo una presa più abbondante di origano o di rucola.

Anche in pizzeria potete mangiare come antipasto un’insalata condita con poco olio e succo di limone a volontà. Sono sconsigliate le pizze troppo farcite, le focacce (più ricche d’olio) e le patatine fritte.

La divulgazione scientifica e le linee guida

Ricerca

Ricerca

Quando si tratta di salute, molte notizie e pratiche che esulano dalla medicina ortodossa possono essere considerate dannose nel breve e nel lungo termine. Per far fronte alla loro diffusione crescente ed incontrollata, le organizzazioni nazionali ed internazionali che si occupano di salute e le società scientifiche diffondono linee guida specifiche per i diversi campi medici. Esse rappresentano un valido strumento per la programmazione sanitaria ed un supporto decisionale per i professionisti.

Così come stabilito dal Piano Sanitario Nazionale italiano, le linee guida sono “l’elaborazione sistematica di indicazioni basate sulle evidenze disponibili, secondo standard raccomandati, nel rispetto del principio di appropriatezza”.

Oltre ad essere utile per i professionisti, la loro pubblicazione periodica può giovare anche alla popolazione, educandola ed indirizzandola verso abitudini e scelte che migliorino lo stato di salute.

Perché siano valide, le linee guida devono essere caratterizzate da requisiti caratteristici dell’ambito scientifico, tra i quali vanno ricordati:

La validità di quanto affermato;

La rappresentatività;

L’univocità;

Il supporto di evidenze scientifiche.

Da quanto scritto, è evidente che anche per quanto riguarda l’alimentazione non tutto ciò che viene detto può essere considerato attendibile. Occorre quindi saper distinguere con occhio critico quanto viene basato sulla verità medica e quanto, al contrario, viene affermato in base ad esperienze limitate o ad un’interpretazione parziale dei dati scientifici.

La formulazione delle linee guida, infatti, è caratterizzata dalla revisione sistematica delle evidenze scientifiche, delle quali viene valutata non solo la veridicità e l’applicabilità ma anche il suo reale impatto su un gruppo ampio ed eterogeneo di individui.

Un aspetto fondamentale delle linee guida ufficiali è inoltre l’interdisciplinarietà. Perché esse riflettano la globalità della popolazione a cui si rivolgono, le indicazioni raccolte nelle linee guida per l’alimentazione non possono essere redatte unicamente da esperti nel campo della nutrizione ma devono coinvolgere anche professionisti di altri ambiti della salute pubblica, nonché quelli competenti in tema di agricoltura, di economia e di comunicazione. La caratteristica dell’interdisciplinarietà del comitato per l’elaborazione delle linee guida è una peculiarità che la stessa FAO ha auspicato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, mediante il Dipartimento di Nutrizione per la Salute e lo Sviluppo (NHD), in collaborazione con la FAO, fornisce periodicamente indicazioni aggiornate sui fabbisogni e sulle assunzioni raccomandate dei nutrienti. Ciascun paese può decidere se adottare tali e quali queste indicazioni nelle proprie linee guida oppure considerarle un punto di partenza per definire i propri standard.

In Italia i livelli di assunzione raccomandati di energie e nutrienti sono stati recentemente forniti dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), al termine di un’attenta revisione e valutazione delle edizioni precedenti. Esse rappresentano il punto di partenza per tutti i piani alimentari bilanciati e completi dal punto di vista nutrizionale.

Per quanto riguarda invece la pubblicazione di linee guida fruibili dalla popolazione italiana, l’ultima revisione risale al 2003 ed è stata curata dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), oggi Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (CRA-NUT).

In maniera simile, ogni paese ha delle proprie linee guida nazionali, formulate da un comitato scientifico appositamente incaricato dal Ministero della Salute e da quello dell’Agricoltura.

In Europa…

In Danimarca è la Danish Veterinary and Food Administration a promuovere la pubblicazione delle raccomandazioni per l’alimentazione sotto forma del “Diet compass”.

L’Istituto Nazionale Francese per la Prevenzione e la Promozione della Salute ha rilasciato ben 25 linee guida, ciascuna adatta a diversi stili di vita ed attitudini verso l’alimentazione.

Anche la Spagna promuove l’importanza della Dieta Mediterranea, rendendola il fulcro della Piramide NAOS, dove la corretta alimentazione è associata alla promozione dell’attività fisica.

La German Society of Nutrition si è occupata dell’elaborazione del Food Plate per la popolazione tedesca, in cui la frequenza di consumo ideale viene suggerita da quanto spazio occupa ogni gruppo alimentare.

In Gran Bretagna, il National Health Service rende le raccomandazioni per l’alimentazione facilmente fruibili dalla popolazione tramite la pubblicazione dell’Eatwell Plate. I fabbisogni nutrizionali auspicabili, di cui l’EatWell Plate è la rappresentazione grafica, sono invece a cura del Department of Health inglese.

Fuori dall’Europa…

Le Dietary Guidelines per la popolazione statunitense sono pubblicate dal Dipartimento americano di Salute e Servizi Umani (HHS) e da quello dell’Agricoltura (USDA).

In Australia le raccomandazioni relative all’alimentazione sono a cura del Department of Health and Ageing.

La Canada’s Food Guide viene redatta periodicamente dall’Health Canada, l’agenzia governativa che si occupa di salute pubblica. L’obiettivo di questo documento, come auspicato dall’Health Canada, è quello di “identificare e promuovere un modello alimentare che soddisfi i fabbisogni dei nutrienti e riduca il rischio di patologie croniche correlate alla dieta”.

In Giappone, la promozione di una corretta alimentazione è gestita dal Ministero della Salute, Lavoro e Welfare in collaborazione con quello dell’Agricoltura, delle Autorità Forestali e della Pesca. Da questo lavoro combinato nasce la “trottola delle linee guida giapponesi”, dove viene incoraggiata l’attività fisica e viene indicato il numero di porzioni giornaliere raccomandate dei diversi gruppi di alimenti.

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti! Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete - se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007)

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