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Stai ignorando le gengive?

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Il contatto con il dentista potrebbe non essere il preferito nel tuo elenco di cose da fare, ma questi controlli sono importanti non solo per i denti, ma anche per le gengive.

La malattia delle gengive o gengivite può essere difficile da catturare. E può portare al più grave problema della periodontite.
Le ragioni per cui preoccuparsi? La parodontite è associata a problemi di salute più gravi , come le malattie cardiache e diabete, che condividono una comune infiammazione nei collegamenti, spiegano esperti presso l’American Academy of Parodontology.
Alcune condizioni mediche e scelte di stile di vita ti fanno più sensibile alla malattia delle gengive . Se fumi, prendi farmaci che portano a rendere la bocca secca, una scarsa nutrizione o si verificano livelli elevati di stress, è più probabile che sviluppino gengiviti. Se le gengive malsane hanno precedenti nel tuo albero familiare o se avete già malattie cardiache, diabete o artrite, siete anche a rischio maggiore.
È importante conoscere il livello di rischio perché la maggior parte delle persone non presenta sintomi fino ai 30 o 40 anni, quando la malattia potrebbe già essere in una fase avanzata.
I segni di avvertimento della gengivite sono alito cattivo che non andrà via; gengive rosse, gonfie, sensibili o allentate o che sanguinano facilmente; E denti sensibili o allentati che rendono difficile la masticazione.
Per abbassare il rischio di malattie gengivali, spazzolare i denti e la lingua dopo ogni pasto. Usare il filo interdentale almeno una volta al giorno. E prendere l’abitudine di utilizzare collutorio per rimuovere i batteri.
Inoltre, assicuratevi di andare a regolari check-up dentali. Se il vostro dentista osserva i primi sintomi di disturbi delle gengive, potrebbe essere necessario una visita da uno specialista, il paradontologo.



Ciak, azione!

Ognuno è destinato a fare la sua stagione. Anche oggi giorno d’inizio estate (così diciamo per abitudine dato che siamo sempre in estate pure d’inverno, da qui a Villa Literno). E mentre aggiustiamo il congegno per prendere la giusta inquadratura e immortalarla nel museo delle immagine dimenticate e scomparse facciamo della nostra ignoranza un pediluvio per rinfrescare le estremità senza affondare del tutto nell’acqua: non si sa mai. Tra vaticini vaccini e sedicenti sciamani da un incerto domani. I saggi del facile distruggere per poi dopo accorgersi che forse il tempo per costruire, ricostruire non c’è più.

Vedo che si può fare…

A metà del guano, pardon, del guado faccio il punto sulle cose da fare tra qualche mese, con sano realismo, per fare dei dieci anni di questo insieme di byte un momento per affrontare argomenti lasciati in ammollo da noi diabetici come da chi ha in carico la nostra assistenza e cura: l’educazione terapeutica, la ricerca per la cura del diabete tipo 1.

Dovete però sapere una cosa di me prima: non ho mai amato le celebrazioni, a cominciare dal mio compleanno. Per Il Mio Diabete faccio una eccezione per due solide ragioni: è il primo progetto che dura cosi tanto, solitamente con le precedenti esperienze ho finito prima, molto prima, poi tale anniversario è un pretesto per trattare da “paziente” argomenti abitualmente posti sul proscenio da medici, aziende del settore e genitori di diabetici.

L’anno scorso ero partito con un calendario preciso di iniziative che poi è andato a naufragare causa la mancanza di interesse dei vari rappresentanti delle categorie diabetiche. Si doveva tenere un incontro sull’educazione terapeutica nel diabete a Genova, poi a Roma un evento per presentare i risultati dell’indagine condotta dal blog sul rapporto dei diabetici con la malattia e per finire una “festa finale”.

Di tutto ciò nel prossimo autunno si farà un evento esclusivo con Diabetes Research Institute dell’Ospedale San Raffaele di Milano a Bologna (per la prima) centrato sui diversi aspetti che riguardano la cura del diabete tipo 1, nei bambini come negli adulti: la ricerca scientifica e clinica, la cura, l’educazione, le problematiche varie con un rapporto diretto e relazionale con i diabetici e non. Poi dopo l’incontro la festa finale con chi vuole partecipare. Nelle prossime settimane fisseremo e comunicheremo la data.

Infine per quanto riguarda la pubblicizzazione dei risultati del questionario sul rapporto del diabetico con la malattia e chi la cura, svolgeremo quanto prima una conferenza stampa per rendere noti i dati emersi (molto interessanti).

Finite queste iniziative il personale contributo dal vivo, come ho già dichiarato in altri articoli, cessa di esistere per limitarsi alla solo presenza nel blog Il Mio Diabete.

Buona estate!



Per un diabete in pompa magna

Essere nella fossa dei leoni è un’espressione o modo di dire della lingua italiana che indica il trovarsi in una situazione o condizione fortemente sfavorevole, delicata, disagiata e rischiosa in cui si è costretti a difendersi e lottare per sopravvivere o far valere i propri diritti di fronte a minacce o vessazioni altrui.

Il motto è una reminiscenza vuoi delle vicende bibliche di Daniele, condannato ad essere divorato dalle fiere ma salvatosi per miracolo, vuoi di un supplizio in uso nell’antica Roma per eseguire alcune condanne a morte facendo sbranare il condannato da animali feroci (damnatio ad bestias).

Per noi diabetici si adatta meglio una variazione sul tema: fossa sì, ma anziché dei leoni dei lemuri.

Poiché a ben guardare c’è da tenere gli occhi spalanchi, tenendo una mano di dietro e una davanti.

A bestia.

Il microinfuso è poco diffuso: una sottospecie di diabetico che, rispetto ai primati tradizionali, ricostituisce e mantiene il cordone ombelicale in età adulta, seppur in forma artificiale, grazie alla cannula che fa da cavo di connessione tra il dispositivo d’infusione dell’insulina e il catetere infilato sottopelle.

Anche se poco diffuso il microinfuso è importante non sia confuso e abbia in sé la conoscenza non solo delle dinamiche insite con la patologia, ma motivazione invereconda nell’aver cura di sé ed essere dotato di una discreta dimestichezza con la matematica: quest’ultima fa e farà la differenza dal momento dell’acquisizione del microinfusore come strumento di elezione per la gestione e trattamento della malattia.

Le difficoltà fanno parte della vita di un diabetico e noi impariamo, in proprio o per derivazione neuronale, a superarle: è solo questione di tempo e tempi. Lo dice e scrive uno come me tardivo nell’evoluzione e scaltrezza del comprendonio ma che alla fine ci è arrivato a comprendere le dinamiche intrinseche al presente patologico. E sottolineo presente poiché chi leggerà tra qualche anno queste riflessione stenterà non a riconoscersi ma più semplicemente a capirci qualcosa.

Per gli amanti dei giochi enigmistici (io non sono tra questi) sarebbe interessante costruire una mappa delle terapie esistenti per la cura del diabete (sia tipo 1 che tipo 2), credo ne salterebbe fuori un mosaico. E il microinfusore rappresenta una opzione e certamente non a portata di mano per tutti i diabetici, non per una questione di soldi ma per un mix di condizioni. Occorre volerlo ed essere motivati sul lungo periodo e saperlo usare.

E prima ancora di saperlo usare il microinfusore occorre sapersi gestire la malattia stessa: come? Ad esempio avendo cura di tenere i dati della glicemia, iniezioni d’insulina effettuate, conta dei carboidrati e saperli interpretare e controllare.

Avere padronanza di queste informazioni consente al diabetico microinfuso di avere il timone del dispositivo e con il monitoraggio continuo del glucosio il cerchio si chiude.

Per un diabete in pompa magna!



Insalata alla nizzarda

Insalata alla nizzarda
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Tipo ricetta: Verdure
Tipo cucina: Italiana
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
L'insalata alla nizzarda è un contorno leggero, gustoso e perfetto per ogni occasione. Ideale per accompagnare secondi piatti a base di carne o pesce, questa deliziosa insalata è davvero semplice da preparare in casa. Seguite la nostra ricetta e offrite ai vostri ospiti una buonissima insalata alla nizzarda!
Ingredienti
  • •100 gr. di olive nere denocciolate
  • •250 gr. di tonno sott'olio
  • •2 uova
  • •2 pomodori
  • •100 gr. di insalata
  • •2 cetrioli
  • •Olio extravergine di oliva q.b.
  • •Sale q.b.
Preparazione
  1. Riempite un pentolino d’acqua e mettete all’interno le uova. Accendete il fornello e calcolate 8 minuti da quando l’acqua inizia a bollire. Nel frattempo lavate la lattuga, i cetrioli e i pomodori sotto l'acqua corrente.
  2. Tagliate la lattuga a listarelle, i cetrioli a rondelle e i pomodori a dadini, dopo averli privati del picciolo. Quando le uova sono pronte passatele velocemente sotto il getto d’acqua corrente per farle raffreddare e eliminare il guscio. Tagliatele a fettine sottili con l’aiuto di un coltello affilato.
  3. Riunite la lattuga, i pomodori e i cetrioli in un recipiente ampio. Aggiungete anche le fettine di uovo. Fate sgocciolare il tonno dall’olio in eccesso e mettetelo vicino alle uova. Eliminate il liquido di conservazione delle olive e unite anch’esse agli altri ingredienti. Aggiungete due cucchiai di olio, il sale e servite la vostra insalata in tavola.
  4. Accorgimenti
  5. Non mescolate l'insalata prima di servirla in tavola, in quanto la combinazione di tutti gli ingredienti così disposti è molto piacevole per la vista. Servite l'insalata ai vostri ospiti nei piatti e lasciate che siano poi direttamente loro a mescolare e, eventualmente, aggiungere sale o olio a seconda dei propri gusti personali.
  6. Idee e varianti
  7. Se desiderate potete aggiungere anche dei cubetti di prosciutto cotto alla vostra insalata, per un gusto ancora più saporito e invitante.
Dose per persone: 100 Calorie: 281 Grassi: 17 Carboidrati: 12 Fibre: 4 Proteine: 27

I colori di maggio

Con il mese di Maggio e la sua esplosione di colori e profumi, siamo nel pieno della stagione primaverile. Le giornate finalmente più calde si allungano e facendo la spesa al mercato i banchi della frutta e della verdura si riempiono di alimenti succosi, nutrienti ma allo stesso tempo freschi e strabordanti d’acqua, grazie ai quali possiamo disintossicarci dalle tossine accumulate durante l’inverno, combattere la ritenzione idrica e fare una bella scorpacciata di vitamina C.

E allora per gli amanti della dieta mediterranea molto ricca di frutta e verdura per questo mese potrete fare il pieno di fresche e nutrienti primizie, vediamo quali.

Verdure

Fave

Anche se per molti potrebbero essere mortali (favismo) le fave sono il legume tipico di Maggio e soprattutto dei pic-nic e delle scampagnate di questo mese. Ottime fresche con il pane, queste sono poco caloriche e molto ricche di vitamina B, di fibre (indispensabili nella regolazione delle funzioni intestinali), ferroe proteine. Gli effetti benefici che possiamo ricavare da questo verdissimo legume sono soprattutto in termini di depurazione dell’organismo e di apporti energetici di cui il nostro corpo ha continuamente bisogno.

Piselli

Con il tasso più alto in assoluto tra i legumi di proteine, i piselli verdi e freschi sono ricchi di vitamina B1 e vitamina A, ma anche di fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Usati come contorno o anche per condire i primi piatti oltre ad essere estremamente gustosi una volta cotti danno un buon senso di sazietà e ci aiutano a depurare il nostro organismo.

Frutta

Nespole

Protagoniste di sagre e feste in varie regioni italiane proprio in questo mese di Maggio, le nespole dal colorito giallo-arancio intenso sono ricchissime di vitamina C, calcio e carboidrati. Dalle proprietà astringenti per l’intestino soprattutto se mangiata ancora acerba, la nespola al contrario se mangiata molto matura acquista proprietà fortemente lassative. Ottime per preparare delle nutrienti confetture per la prima colazione.

Ciliegie

Dal colore rosso intenso con la sua polpa zuccherina, la ciliegia che inizia a maturare proprio verso la fine di Maggio (fino a Luglio) è uno tra i frutti più apprezzati di questa stagione. Oltre ad essere degli antidolorifici naturali per combattere le infiammazioni alle articolazioni le ciliegie contengono una discreta quantità di vitamina A e C. Questo frutto così dolce e particolare, visto che si raccoglie a grappolo, è particolarmente dissetante durante la stagione calda in quanto contiene molti sali minerali ma allo stesso tempo ha proprietà diuretiche, lassative e per finire depurative.



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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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