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Pope Francis

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Il pancreas artificiale di prima generazione porta speranza nelle persone con diabete di tipo 1

Un nuovo “pancreas artificiale” studiato dall’Università di Melbourne potrebbe trasformare radicalmente la vita delle persone con diabete di tipo 1.

Leanne Foster, che ha il diabete di tipo 1, è il primo adulto australiano in questo studio ad utilizzare un sistema ibrido a ciclo chiuso per monitorare continuamente i livelli di glucosio nel sangue e adattare automaticamente la consegna dell’insulina per mantenere stabili i livelli di glucosio all’interno di una gamma sana.
La signora Foster fa parte di uno studio condotto dal professor David O’Neal dell’Università di Melbourne nel St. Vincent’s Hospital di Melbourne.
I pazienti di sette ospedali australiani passeranno la loro vita per 6 mesi collegati ad una piccola pompa di insulina di dimensioni di un cellulare connesso ad un sensore di glucosio inserito  sotto la pelle nell’addome.
Il sensore invia informazioni sui valori del glucosio alla propria pompa ogni cinque minuti. La pompa quindi calcola quanta insulina deve infondere.
Lo studio, finanziato dal Consiglio di Ricerca Australiano e amministrato dalla Fondazione per la Ricerca sul Diabete Giovanile, valuterà l’impatto del pancreas artificiale per sei mesi sui livelli di glucosio dei pazienti, qualità del sonno e benessere psicologico.
Il professor David O’Neal ha affermato che il nuovo dispositivo “cambia le regole” perché misura i livelli di glucosio così frequentemente e adegua la quantità d’insulina di conseguenza.
Precedenti studi focalizzati sui risultati a breve termine hanno mostrato come la consegna automatizzata di insulina computerizzata porta a un migliore controllo del glucosio rispetto ai trattamenti convenzionali.
Mentre il nuovo dispositivo non rappresenta una cura per il diabete, ha il potenziale per migliorare notevolmente il controllo dei livelli di glucosio, riducendo così i danni al corpo derivanti da livelli di glucosio fuori da una gamma sana e migliorando anche la qualità della vita delle persone con il diabete di tipo 1,” ha affermato il professor O’Neal.
La signora Foster, 47 anni, che ha il diabete di tipo 1 da 36 anni, ha iniziato ad utilizzare il nuovo sistema all’inizio di luglio e subito notato i risultati.
“E’ molto eccitante: è una tecnologia incredibile: i livelli di zucchero nel sangue sono i più vicini alla normalità”, ha detto.
La sig.ra Foster afferma che il sistema evita di mandarla in ipoglicemia e sperimentare: una  “nebbia cerebrale” rispetto a quando ha usato una pompa di insulina senza la funzione a ciclo chiuso.
“Mi sento meglio e molto più attenta” disse la signora Foster. Spera che lo studio porti a un sistema a circuito chiuso approvato per un uso sovvenzionato in Australia.



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Esercitarsi in sicurezza con il diabete

L’esercizio fisico, lo sport sono un potente strumento per la gestione del diabete.

Farlo in modo sicuro può essere una sfida, ma lo sforzo extra vale la pena. L’esercizio fisico regolare è dimostrato che fa abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Essere attivo fa utilizzare lo zucchero dal tuo sangue per alimentare i muscoli. Aiuta anche l’insulina nel tuo corpo a lavorare meglio, secondo l’American Diabetes Association.
Parlane con il tuo medico quali attività sono sicure per te, quali le letture della glicemia dovrebbero essere fatte prima di fare esercizio e pratica sportiva, e cosa valutare quando si esegue il test dello zucchero nel sangue durante e dopo l’esercizio fisico.
Probabilmente ti verrà detto di provare sempre la glicemia prima di cominciare l’azione fisica. Se è troppo alta per esercitarsi in sicurezza, attendere che sia sotto controllo. Se è troppo bassa, consumare un piccolo spuntino per prevenire l’ipoglicemia – un livello pericolosamente basso di zucchero nel sangue , suggeriscono i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie.
Durante il tuo allenamento, dovresti essere pronto a provare nuovamente lo zucchero nel sangue (glucosio), soprattutto se si verificano sintomi di ipoglicemia, come tremore, confusione o affaticamento. Portare con se caramelle dure, una busta di uva passa o bustine di zucchero nel caso in cui sia necessario attingere con carboidrati ad azione rapida per contrastare l’abbassamento  del livello di zucchero nel sangue. Questo è assai più probabile accada per i diabetici che fanno insulina.
Se hai bisogno dello spuntino, smetti di esercitarti, aspetta 15-20 minuti e poi controlla nuovamente lo zucchero nel sangue prima di riprendere l’esercizio, suggerisce l’ADA. Separatamente, ricordati di bere acqua mentre si fa attività fisica, poiché la disidratazione può influenzare il livello di zucchero nel sangue .
Controllati dopo i tuoi allenamenti per vedere quale impatto hanno avuto sull’accensione del tuo zucchero nel sangue . Comprendere il tuo modello può aiutare a evitare abbassamenti pericolosi dello zucchero nel sangue.



Scritturiamo la vita

Passiamo i nostri giorni credendo a volte che ciò che ci succede possa essere frutto del caos o di un disegno superiore, come se le nostre azioni non fossero frutto della nostra libertà di scegliere. Questo concetto semplice permette a molte coscienze di sollevarsi dalle colpe quotidiane e dalle cattive azioni: “la vita è ingiusta e io come posso non esserlo?”.

Bene, io non credo sia così. Tolto il resto, fatto da osservatori o al massimo “influenzatori”, sono fermamente convinto che nelle nostre vite siano solo due gli agenti: noi e la morte. Sulla seconda c’è ben poco da dire visto che oltre a non conoscerla non la possiamo prevedere.

La possiamo e la dobbiamo trattare come una nostra pari (una “sorella”, come nel Cantico delle Creature di San Francesco), senza una connotazione negativa e senza inutili fatalismi. In sostanza obbliga le cose ad andare avanti senza se e senza ma, obbliga a muoversi anche quelle pedine che se no rimarrebbero ferme e mescola le carte di un mazzo che altrimenti rischierebbe di essere noiosamente prevedibile.

E al primo posto ci siamo noi. Inutile cercare cause allo scarso successo, alle continue incomprensioni o accampare scuse al fatto che niente migliora: prima dobbiamo guardarci allo specchio e lì troviamo la causa di tutto.

Se non capiamo che noi siamo il motore del nostro cambiamento e gli artefici del nostro successo non possiamo recriminare alla vita di non darci le occasioni, a Dio di non “aiutarci” e alla sorte di non tirarci addosso felicità e successo.

Quando le cose sembrano andare solo male e la nostra vita sembra chiudersi verso un vicolo cieco, dobbiamo aprire gli occhi davanti al fatto che la forza del cambiamento è in noi e che noi siamo i più grandi agenti delle nostre vite.

E fin qui ci siamo. Poi con il diabete vanno fatte un paio di integrazioni: in primo luogo sappiamo e lo impariamo in seguito che dobbiamo fare da soli nel capire come gestire la malattia, una condizione complessa e contradditoria, frustrante per non pochi di noi diabetici.

In secondo luogo è necessario dare gli strumenti al diabetico di qualsiasi età per imparare a gestire la complessità e il principale è rappresentato dall’educazione terapeutica in tutte le sue forme e dimensioni. Senza educazione potrai dargli tutte le meglio tecnologie biomedicali disponibili (sensori, microinfusore), ma a nulla serve poiché il rischio di avere danni e problemi è maggiore del beneficio.

Come la scuola l’educazione terapeutica va vista per gradi e in specie sulla base delle condizioni dei singoli diabetici: non tutti ci arrivano e proprio a tale ragione serve quanto mai una modulazione dei percorsi ragionata in base alle esigenze (sempre facendo riferimento alla fascia adulta della popolazione diabetica).



Benvenuto giugno un mese che da buoni frutti

Fresh zucchini

La bella stagione estiva, che entra esattamente il giorno 21 di questo mese di Giugno, regala varietà e colori in tavola.

Più leggera e nutriente rispetto a quella invernale, la frutta e verdura che consumiamo in questo periodo non solo gratifica il nostro palato per la sua dolcezza e freschezza, ma ci aiuta a mantenere il giusto livello di idratazione il nostro organismo, proprio grazie al suo elevato contenuto di acqua.

Vediamo allora cosa possiamo trovare sui banchi del mercato in questo mese Giugno, in cui certamente non sarà troppo difficile rispettare la regola del “consumo di frutta e verdura solo di stagione”.

VERDURA

Zucchine

Regine indiscusse di sfiziose ricette tipiche di questa stagione, le zucchine con il loro fiore ottimo per la preparazione di gustose frittelle ripiene, dal sapore leggero grazie all’elevato contenuto di acqua sono un’abbondante fonte di folato, potassio, e vitamine A e C. Dal bassissimo valore calorico, le zucchine contengono anche carotenoidi che garantiscono una forte azione antitumorale. Ma non basta, fatene una scorpacciata prima di esporvi al sole in quanto, questa verdura dalla forma un po’ allungata (anche se si può trovare anche in forma rotonda) vi garantiranno un’abbronzatura perfetta mantenendo però la vostra pelle sempre giovane. Volete un modo alternativo per cuocerle? Provate a farlo con il sole..

Melanzane

Dalla consistenza cremosa, la melanzana non può essere assolutamente consumata cruda in quanto, a causa della solanina in essa contenuta, è particolarmente tossica. La melanzana nonostante sia una verdura, e dunque povera di grassi, ha la caratteristica di assorbirli soprattutto se cucinata con l’olio, consentendo però allo stesso tempo la preparazione di piatti molti ricchi e saporiti. Una buona fonte di fibra e acido folico, la melanzana ha proprietà antiossidanti. Purtroppo però si danneggia facilmente quindi è buona regola maneggiarla con cura e tenerla in frigo al massimo per un paio di giorni.

Fagiolini

I fagiolini, ovvero i baccelli immaturi del fagiolo, hanno però proprietà molto diverse dai legumi, e proprio per queste caratteristiche sono molto più simili agli ortaggi. Infatti contengono pochissime calorie, pochi carboidrati e la stessa cosa vale per le proteine. Ricchi di sali minerali, fibre, Vitamina A e potassio sono consigliati a soggetti affetti da stitichezza. Grazie al loro sapore fresco sono ottimi se consumati a temperatura ambiente con olio, sale aglio e basilico. Nel cuocerli fate attenzione a non abusare con l’acqua, infatti potrebbero perdere tutte le loro proprietà nutrizionali

Frutta

Albicocche

Protagoniste della ricchissima macedonia di Giugno, le albicocche dalla consistenza fragrante e dal sapore molto dolce sono le alleate della tintarella. Dal facile deperimento, vanno consumate in pochissimo tempo dal momento dell’acquisto. Ricche di Vitamina B, C, PP, di carotenoidi e soprattutto di Vitamina A essenziale per la nostra pelle, capelli e unghie. Ma non solo, questo frutto dal vivo colore arancione ha un elevato contenuto di magnesio, ferro, calcio e potassio. Proprio per queste sue proprietà nutrizionali l’albicocca dovrebbe essere durante il periodo estivo,l’ingrediente principale di chi soffre di anemia. È un buon lassativo dunque attenzione a non abusarne di troppo mature.E per chi ha voglia di cimentarsi in cucina, che c’è di meglio per la prima colazione di un’ottima marmellata di albicocche fatta in casa?

Pesche

Dalle moltissime varietà gialla, bianca, con pelo o senza la pesca è un frutto particolarmente profumato, dolce, carnoso e molto rinfrescante grazie all’abbondante quantità d’ acqua in essa contenuta. Uno dei frutti per eccellenza estivi, la pesca ha un basso contenuto calorico e quindi può rientrare in qualsiasi dieta alimentare. Diuretiche, lassative e depurative le pesche hanno un buon contenuto di Vitamina A e C, ma come tutta la frutta è meglio consumarle a fine pasto per non rallentare la digestione. Sciroppate o trasformate in morbida confettura, le pesche possono esserci d’ aiuto per affrontare al meglio il prossimo inverno.



Dentro le nostre libertà

Sono scompensi che compensiamo strada facendo

C’è chi diventa obeso, chi anoressico, c’è chi si deprime, chi se ne fa una ragione, chi diventa troppo sentimentale e chi si fa apatico, chi si fissa al successo e chi al servizio, chi soffre per tutta la vita e chi diventa insofferente verso la vita, c’è chi protegge e chi uccide, c’è chi lotta e chi se ne fotte, chi ruba e chi viene derubato, chi dà amore e chi lo pretende, chi non può rinunciare all’amore e chi diventa incapace di amare, chi scrive e chi legge, c’è chi giudica e chi sarà giudicato, chi crede e chi non crede o si ricrede, chi dà tutto e chi niente, chi diventa filosofo e chi pragmatico, chi crede d’essere superiore e chi inferiore, chi sta male e chi sta bene, chi decide e chi lascia decidere, chi si attacca al lavoro e chi si attacca ad altro, chi si dedica al sesso e chi alla castità, chi desidera e chi viene desiderato, chi vive e chi non vive, chi si butta sulla carriera e chi sta a guardare, chi diventa pazzo e chi diventa insensato, chi vuole salvare il mondo e chi lo sta distruggendo, chi non smette mai di credere e di sognare una vita diversa e chi si rassegna alla vita che ha, chi trova il piacere in ogni cosa, chi non lo trova in nulla.

Chi diventa impulsivo e chi riflessivo, chi diventa troppo razionale e chi troppo irrazionale, chi crede di aver capito tutto della vita e chi crede che non la capirà mai, chi trova una soluzione e chi un problema, chi è ottimista e chi pessimista, chi ride e chi piange, chi vive nella certezza e chi nel dubbio, chi vive nella luce e chi nell’oblio, chi vuole stare in compagnia e chi solo, chi giudica chi viene giudicato, chi si fida di tutti e chi di nessuno.

Tutto ciò perché ci viene data solo un’occasione per vivere e lo scompenso dell’anima è una reazione istintiva al bisogno di sopravvivenza. Questo ci fa credere di essere tutti diversi e probabilmente all’esterno è così, ma internamente siamo tutti uguali dalla nascita alla morte. Senza un cuore ed un cervello l’essere umano non può esistere, non può scegliere, non può indovinare, non può sbagliare, semplicemente non esiste.

Noi diabetici: compensati o scompensati dallo zucchero nel sangue, ormeggiamo i bastimenti tra gioie e accidenti e non possiamo fare altrimenti, ora. Alcuni cercano risposte, altri cercano la liberta o ancora molti se ne fregano e vanno avanti aspettando la sorte, la quale alla fine è sempre la stessa, senza codici, pin o password.

Effetto prugna assicurato nel bagno o lungo il selciato. Codice, rosso, giallo, verde, bianco o marrone non esenzione dall’ora di educazione fisica o religione.

La gente pensa troppo a quel che deve fare e troppo poco a quel che deve essere.

Meister Johannes Eckhart



Essere ed esserci

Allestiamo ponteggi, facciamo ponti, costruiamo palazzi e spianiamo strade, autostrade per arrivare dove si parte e tornare laddove si arriva, e così è tutti i giorni e così è pure oggi tra feste che vanno altre che vengono, riti e tradizioni presenti e passati, scomparsi e apparsi o apparenti: accidenti. C’è un dato fatto invece immortale e sta lì, non lo riesci a dimenticare, o meglio ci provi quando giungi e superi gli anta: si tratta di un anniversario, di un compleanno, magari è proprio il tuo?

Il diabetico è un essere strano a vedersi. Avete presenti il giochino della Settimana Enigmistica: scopri le differenze? Ecco quali sono c’è da chiedersi. Effettivamente non ce ne stanno tranne per coloro che portano la pompa per insulina o un sensore, beh giusto quello può essere un identificatore, una sorta di status symbol (volenti o nolenti). Il diabetico è uno strano animale poiché nel momento che si tratta della malattia da solo vuol stare e non certo in compagnia (eccezion fatta se c’è lo sponsor o qualche personalità di culto da osannare). Il diabetico ama il virtuale e non il reale nel mentre si tratta di affrontare la sua patologia: una sorta di sacrestano del confessionale e antesignano dell’anonimato e privacy non del dating e dell’avering.

È la regola.

Poi c’è l’eccezione eccezionale veramente: trovare un collega di patologia bravo, bello, intelligente, sensibile, e presente, affidabile. Merce rara, molto e sempre, soprattutto di questi tempi. E se la trovi in una persona giovane la cosa si fa ancora più straordinaria.

In questi dieci anni di blog a parte il lungo periodo di redazione e scrittura in solitaria ho cercato negli ultimi anni di trovare soci con cui condividere il percorso: diabetici sì ma anche “operatori sanitari”, senza successo. Poi negli ultimi due anni sono accaduti due momenti significativi per l’arricchimento di codesto spazio: l’arrivo di Klau Kostaj e della dottoressa Maria Carcuro.

Non l’ho mai fatto da queste pagine: desidero ringraziare Klau Kostaj e fargli gli auguri, tardivi, di buon compleanno (23 aprile) anche a nome di tutti i lettori de Il Mio Diabete.

La ringrazio non solo per l’apporto significativo in termini di contenuti dato al blog ma perché Klau rappresenta quell’eccezione che lascia il segno: è la collega di patologia brava, bella, intelligente, sensibile, affidabile, presente. E ancor di più sottolineo il suo esserlo nonostante i sacrifici quotidiani fatti per coniugare interessi e lavoro, passioni e doveri, con orari spezzati, riesce ad esserci sempre con un grande dose di umiltà e spirito di sacrificio.

Per quanti ancora non lo sapessero Klau è una giovane donna albanese diabetica tipo 1 di 26 anni, ci conosciamo da sei anni, e sinceramente le auguro di avere al più presto la cittadinanza italiana e coronare qui i suoi desideri e veder realizzate le sue speranze.

Grazie  Klau!



Glucometro e basta?

Dopo aver attraversato mari e monti, cieli e spazi siderali sulla ricerca scientifica, le novità di mercato, il senso e controsenso della malattia, la filosofia e il cibo, lo stress e l’antidoto sono tornato coi piedi per terra così da trattare un lato pratico della nostra pratica quotidiana con il diabete: il test della glicemia domestico con il glucometro. E nel farlo ripubblico un post di gennaio di tre anni fa (26/1/2012): perché alcuni argomenti non hanno età.

Desidero con una certa regolarità riprendere alcune semplici raccomandazioni tese a mantenere giusta la rotta del nostro diabete. È importante testare la glicemia accuratamente in modo da poter gestire i livelli di glucosio nel sangue. Mantenere la glicemia sotto controllo ti aiuta a sentirti meglio e riduce il rischio di danni come: cecità, malattie renali e nervose.

Sebbene la misurazione della glicemia è semplice da utilizzare, alcune cose possono andare storte. Allora ecco qualche suggerimento per ottenere risultati più accurati dal nostro glucometro.

Prepararsi alla prova

Leggere e conservare le istruzioni per lo strumento e le strisce reattive.

Fare pratica con utenti esperti di glucometro, un operatore sanitario: non avere paura di porre domande! Lavarsi sempre le mani prima: anche piccole quantità di cibo o di zucchero sulle dita possono influenzare i risultati. Leggi la confezione delle strisce reattive per assicurarti che le strisce funzionino con lo strumento. Non utilizzare le strisce reattive da una confezione rotta o danneggiata. Non utilizzare le strisce reattive che hanno superato la data di scadenza.

Assicurati di aver inserito il corretto codice di calibrazione (se lo strumento ne richiede uno).

Le strisce possono sembrare simili, ma non sono tutti uguali, sono strumenti delicati hanno spesso rivestimenti chimici specifici, una striscia non idonea anche se entra nella fessura del glucometro può dare risultati errati.

Test della glicemia

Utilizzare giusta quantità di sangue. Se non c’è abbastanza sangue sulla striscia reattiva, lo strumento non riesce a leggere il livello di glucosio con precisione. Ripetere la prova in caso di dubbi.

Lasciamo che il flusso di sangue fuoriesca dal polpastrello liberamente: non stringere le dita, comprimendole si possono compromettere i risultati. Verificare che la striscia sia inserita bene nella fessura dell’apparecchio e mai riutilizzarla. Cambiare sempre la lancetta pungi dito ad ogni test, mai riutilizzare la stessa perché può falsare il risultato ed essere foriera d’infezioni.

Manutenzione del glucometro

Mantenere lo strumento pulito. Prova e calibrare il glucometro regolarmente con l’apposita soluzione di controllo. Tenere le batterie cariche e averne sempre una quantità di riserva pronte da sostituire in caso di necessità. Conservare lo strumento e le forniture in modo corretto: calore umidità possono danneggiare le strisce reattive. Chiudere subito il tappo del flacone subito dopo aver prelevato una striscia reattiva.

Prendete lo strumento con voi quando visitate il vostro medico in modo da poterlo confrontare con i risultati di laboratorio.

Parlate con il vostro medico o contattate il produttore tramite il numero verde o ordinario dell’assistenza se si hanno problemi con glucometro.

Nota sui test da siti alternativi

Alcuni misuratori della glicemia possono utilizzare campioni di sangue dal braccio, avambraccio, base del pollice, o della coscia. Ma occorre essere consapevoli del fatto che i livelli di glucosio nel sangue da questi siti non possono essere sempre più accurate della lettura dalla punta delle dita. Risultati dai siti alternativi differiscono da quelli presi dai polpastrelli delle dita in quanto i livelli di glucosio da quei punti cambiano rapidamente: come dopo un pasto, dopo l’assunzione di insulina, durante l’esercizio fisico o si è malati, sotto stress. Utilizzare il sangue dal polpastrello del dito piuttosto che da un sito alternativo, se: si pensa che la glicemia è bassa, non si hanno sintomi di regola quando la glicemia è bassa, o come ci si sente non corrisponde ai risultati dal sito alternativo.

Attenzione: non tutti i glucometri possono usare il sangue dai siti alternativi. Consultate il manuale del vostro apparecchio in proposito. Il test da sito alternativo non è per tutti. Parlate con il vostro medico prima di provare da un sito diverso dalla punta del dito, riconoscendo glicemia alta e bassa Alcune persone hanno sintomi riconoscibili della glicemia alta o bassa e altri no. L’unico modo affidabile per saperlo e testarlo mediante l’autocontrollo con il glucometro.

Per finire

Quando la glicemia è bassa, ci si può sentire debole, traballante, avere vertigini e confusione. Si può iniziare a sudare come avere mal di testa o cambiare comportamento all’improvviso. Quando la glicemia è alta, i sintomi possono essere simili a quando il livello di glucosio nel sangue è basso. Si può avvertire vertigini o mal di testa, aver sete o un bisogno urgente di urinare. Ma molte persone non hanno sintomi con bassi o alti livelli ematici di zucchero. Altre persone hanno sintomi che cambiano nel tempo, in modo che non li riconoscono. Spesso in pazienti anziani o in persone che hanno avuto il diabete 1 da molti anni smettono di avere sintomi, o comunque riducono fortemente la loro sensibilità. I glucometri ad impiego domiciliare non sono perfetti. Sebbene le misurazioni della glicemia sono generalmente affidabili e aiutano a gestire il diabete, non sono perfette. La tecnologia utilizzata utilizzata nei glucometri ad uso domestico per il controllo e misurazione della glicemia non è così precisa come le prove effettuate in un ospedale o da laboratorio. Il misuratore di glucosio nel sangue può dare una lettura errata se si è disidratati, si sta andando in shock, o abbiamo alto numero di globuli rossi (ematocrito). Anche un basso livello di glucosio nel sangue può causare una lettura errata.Se si sospetta il livello di glucosio nel sangue è troppo basso, alto, chiamare il medico o andare al pronto soccorso subito … anche se il glucometro mostra che tutto va bene.



Per la Festa del Papà checkup gratuito della prostata a Roma

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa del Papà, tutti i papà di Roma riceveranno gratuitamente uno screening preventivo del tumore alla prostata. Il checkup è offerto dallo storico centro diagnostico romano Altamedica Artemisia che dedica il giorno di festa alla prevenzione del cancro alla prostata, eseguendo un’analisi del PSA (Antigene Prostatico Specifico) totale e libero, con calcolo del rapporto fPSA/tPSA. Questi indici sono di importanza fondamentale per una diagnosi precoce, l’esame dunque è consigliabile a tutti gli uomini a partire dai 40 anni di età. Proprio quest’ultima è uno dei principali fattori di rischio: le possibilità di contrarre il tumore sono scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50, arrivando al loro apice oltre i 65. Quello che molti non sanno è che questa patologia è spesso asintomatica, ed in alcuni casi risulta difficile accorgersene, basti pensare che recenti studi hanno dimostrato che circa il 70% degli uomini oltre gli 80 anni ne è colpito. Il tumore della prostata quindi, anche se raramente ha esiti nefasti, è molto diffuso nella popolazione maschile, rappresentando circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Le stime relative all’anno 2015, parlano di 35.000 nuovi casi l’anno in Italia: i dati dimostrano che 1 uomo su 8, nel corso della propria vita, ha la probabilità di ammalarsi di questo tumore (fonte dati www.airc.it). Proprio per questi motivi, e per il fatto che sono gli uomini spesso i meno attenti alla prevenzione, Altamedica Artemisia sceglie di sensibilizzare proprio questa categoria facendogli un regalo importante in un giorno speciale, ricordando loro che rimanere in salute è un dovere nei confronti di sé stessi e dei propri figli. I prelievi verranno effettuati presso la sede di Viale Liegi, 45 00198 Roma dalle ore 8:15 alle ore 12:00 senza necessità di prenotazione. Per ulteriori informazioni sul checkup gratuito scrivere alla mail info@artemisia.it o chiamare lo 06 8505.  



Urlando contro il pelo!

Il bergamotto non è un motto di Bergamo e lasciato in tasca rischia di marcire se non lo liberi all’imbrunire mentre di converso viene scaltro pensare al lievito zio ancora intenso a prendere corpo dall’incenso immenso.
Togliersi dai coglioni è una scelta dura ma proficua: prendi i tuoi stracci e vai via. Arrivi a Manaus ti fumi l’Hierba del diablo, caghi e pisci nel Rio delle Amazzoni, fai quattro balli con una sculettante mulatta e metti il videoclip online. Poi torni a casa. Il sogno di ogni diabetico giovanile d’origine e d’aspetto, aspettative.
Ma.
Per conoscere la felicità dobbiamo prima conoscere il dolore, il perché se lo pongono in molti. Tanto è vero che se lo chiedeva Baudelaire, se lo chiedeva Schopenauer, se lo chiedeva Leopardi. Ma ci sono delle risposte precise che non possono esserci date al di fuori di un contesto, perché l’uomo stesso, con la sua filosofia, sta ancora oggi cercando di trovare quelle risposte fin dal IV sec. Non ci è ancora riuscito, il che non è poco, le nostre quotidiane batoste le affrontiamo in nome di un sogno, il sogno che decidiamo di sognare e di portare avanti mentre il mondo va indietro. Purtroppo la conoscenza della vita è un percorso delle volte doloroso e tramite le esperienze negative che si cresce, certe volte a caro prezzo, ma ne vale la pena.
Io Roberto combatto il tempo e la vita imparando a vivere giorno per giorno con il tempo che passa. La mia testa di “bambino cresciuto” mi aiuta ogni giorno a essere sempre gioioso e sereno nell’apprezzare la solitudine, e vivere ogni giorno sereno e pienamente soddisfatto, semplicemente con uno spirito tanto ma tanto giovane, perché ciò che ho dentro va ad influenzare quello che ho fuori, è inutile altrimenti costruire se non ci sono le fondamenta.
Ogni età ha il suo fascino e rende le persone interessanti. Vivere cercando di affondare le mani nella serenità, nell’affetto delle persone che amiamo, e nell’avvicinare la gente col sorriso e ricevere consensi. Il segreto è tutto lì, ed il tempo miracolosamente si ferma per noi. L’importante è non lasciarsi andare, ma prendersi cura di sé, con amore.
Comuque la mettiate il diabete il diabete è una rottura di balle, proprio questo è importante giocare bene e fare le mosse giuste sul tavolo verde, tra un birillo e una buca prima si spegnere le luci e dire: ciao.



INSONNIA PERCHE’ NON RIESCO A DORMIRE

Il sonno rappresenta un momento essenziale di riposo e benessere, favorisce infatti tutti i processi di rigenerazione e ricrescita. Il sonno non ha sempre le stesse manifestazioni , ma cambia a seconda dell’età, e dei cambiamenti evolutivi. Vediamo ora quali fattori possono alterare il regolare funzionamento del sonno e quindi favorire l’insonnia

  • L’uso di farmaci e alcune patologie come quelle croniche, endocrine , cardiovascolari, etc
  • Fattori psicosociali come lutti, divorzi, separazioni, eventi di vita stressanti, depressione, ansia
  • Lo stile di vita e i fattori ambientali come una non corretta alimentazione o l’uso eccessivo di bevande eccitanti

 

Si parla di insonnia quando una persona non riesce a trarre beneficio dal proprio sonno cioè dorme male o troppo poco e questa situazione perdura nel tempo.  Difficoltà  nell’iniziare o mantenere il sonno oppure un sonno non ristoratore, che si verifica almeno tre giorni a settimana e che influisce negativamente sulle normali attività quotidiane. Bisogna però  sottolineare  che dormire poche ore non è di per sé un problema, ci sono persone che dormono poco ma che riescono a vivere la quotidianità senza alcun problema. L’insonnia diventa un problema se a lungo a termine ne consegue un disagio. In genere chi soffre d’insonnia tende ad avere numerosi pensieri intrusivi che riguardano:

  • Problemi quotidiani e situazioni stressanti
  • L’insonnia stessa cioè la paura di non dormire che a sua volta genera insonnia come in un circolo vizioso.

Ci sono tre tipi di insonnie

  • Iniziale che si manifesta con una difficoltà ad addormentarsi
  • Centrale con frequenti e sostenuti risvegli durante la notte
  • Tardiva che si manifesta con risveglio mattutino precoce

 

Il paradosso dell’insonnia: il pensiero di non riuscire a dormire non mi fa dormire

I pensieri intrusivi sono incontrollabili, non voluti, inoltre danneggiano la qualità del sonno perché tengono la mente sveglia e attiva, aumentano il livello di tensione corporea, la quale non fa che aumentare l’insonnia. Quando le prime difficoltà di addormentamento si sono instaurate, le persone possono iniziare a “rimuginare” non solo sugli eventi della vita, ma anche sulla difficoltà stessa di non riuscire a dormire. Di conseguenza s’ inizia a catastrofizzare  sulla  difficoltà di addormentamento e si drammatizzano le conseguenze negative e ovviamente tutto questo fa aumentare la tensione. Se si vuole si può imparare a dormire meglio innanzitutto eliminando quelle abitudini che mantengono il problema, magari con l’aiuto di uno psicologo se il problema è piuttosto persistente e non si vuole giustamente ricorrere all’uso di sonniferi.

 

Come piccole regole di buona abitudine si può intanto

  • Evitare l’uso eccessivo di caffeina
  • Nicotina
  • Alcool
  • Cibi pesanti
  • Praticare esercizi di rilassamento
  • Bere una tisana prima di andare a letto
  • Dedicare del tempo ad una buona lettura



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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti! Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete - se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007)

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