Io mio ricordo il caso della ragazza di 16 anni di Firenze con diabete di tipo 1 e morta un anno fa perché per un periodo lungo quindici giorni non si era fatta l’insulina ed era passata a “cure alternative” di una ciarlatana, coi genitori irresponsabili che assecondarono lo stato che l’ha portata al decesso.

Il fatto che desidero ricordare da questa tragica vicenda è come la debolezza umana e l’incapacità nell’affrontare situazioni possibili può degenerare in eventi terminali come quello appena citato, e in questo caso si tratta di suicidio assistito senza girare troppo attorno alle parole.

Le considerazioni morali o altre riflessioni analoghe lasciano il tempo che trovano: il problema di fondo riguarda come essere liberi e responsabili di noi stessi e al cospetto degli altri e nel rispetto di quanti ci circondano, non ci sono altre parole da aggiungere credo.