La sofferenza, la malattia, lo stato di disagio sia mentale sia fisica porta chiudersi in se stessi, a recintarsi sovente nel proprio mondo, rifiutando di aprire le porte e la mente agli altri.  La strada  è invece quella condivisione e comunione dei problemi e vissuti quotidiani. Raccogliere  e raccontare il vissuto aiuta, serve a capire e vivere meglio il diabete. Nei giorni scorsi ho ricevuto l’invito di partecipazione alla seconda edizione de concorso letterario promosso dalla Federazione Nazionale Diabete Giovanile dal titolo: Il diabete giovanile, le storie, i racconti.

La decisione di partecipare per portare la mia esperienza, metterla assieme alle altre,  oltre il risultato finale, è uno stimolo per continuare a crescere, conoscere e imparare. Il vissuto fatto di tante esperienze, difficoltà e riuscite rappresentano uno stimolo importante per andare avanti e sapere che anche dalla semplice lettura di qualche riga o cartella dattiloscritta si ricavare la forza e giusta energia per non mollare la presa, guardare avanti vale più di ogni altro riconoscimento.

Un’ultima riflessione: appuntamenti come questo serve a dare testimonianza positiva e costruttiva alla vita con il diabete che, spesso per disinformazione, è vista o minimizzata. Sottovalutata, oppure enfatizzata, esagerata; invece non è cosi la nostra esistenza è fatta si di equilibrio, ma l’orizzonte è sempre aperto come per tutti gli altri esseri umani “normali”, ma in fondo la normalità non esiste quel che è vero sta nell’essere autentici e rispettosi del nostro prossimo.

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