Ricerca

Siamo alla frutta

C’era una volta un essere umano che, per fare il controllo del diabete, si alzava alle sei del mattino per essere alle sette e un quarto al centro di diabetologia così, a digiuno, per fare la glicemia e quindi passare la visita del medico. Oggi queste alzatacce sono un ricordo del passato, ma una regola base prima di ogni controllo della glicemia è di lavarsi sempre le mani, sia per evitare infezioni che per rendere l’esito privo di interferenze nel risultato prodotte da fattori inquinanti. Inoltre il controllo lo si fa, solitamente, prima di alimentarsi, oppure due o tre ore dopo il pasto.

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Faccio tutta la dissertazione sul tema perché nei giorni scorsi ho letto la notizia d’agenzia che qui riproduco integralmente: (ASCA) – Roma, 10 feb – Non basta detergere le mani con un po’ di alcol prima di misurare la glicemia con i kit casalinghi. E’ meglio lavarsi le mani. La raccomandazione arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care da Takahisa Hirose, un ricercatore dell’Università’ di Tokyo.
La maggior parte dei diabetici lo sa, le mani sporche possono confondere il tester, ma Hirose ha voluto indagare anche uno dei consigli forniti spesso dai produttori, cioe’ quello di togliere residui di cibo e sporco con un tampone imbevuto di alcol. Ebbene, gli esperimenti dicono che dopo aver sbucciato la frutta piccoli residui restano appiccicati ai polpastrelli, ingannando lo strumento portatile e l’alcol non e’ il modo migliore per eliminarli. ”Invece di misurare lo zucchero del sangue, si finisce per misurare lo zucchero sulle dita”, commentano i ricercatori.
Hirose e colleghi hanno condotto l’esperimento su alcuni volontari sani con
valori della glicemia intorno ai 90 mg per decilitro: dopo aver sbucciato un arancia senza lavarsi le mani il misuratore segnava 170 mg, dopo un kiwi 180 mg, dopo un acino d’uva 360 mg. Se i volontari pulivano le mani con l’alcol i valori erano addirittura maggiori. Nessun pericolo dopo aver lavato le mani con l’acqua: i valori tornavano attendibili, anche per decidere la giusta quantità di insulina da assumere.

Una ricerca del genere, oltre alla notizia, fa pensare sì e sapete cosa? Semplice: ci vuole un bel controllo sulla qualità e utilità dei ricerche. La “ricerca” in questione è un bel esempio d’inutilità solo per un semplice motivo: le indicazioni suggerite le sapevo già, anzi aggiungo che se prima di fare il controllo della glicemia ho intinto il dito nella nutella il tasso di zucchero schizza a 500 e oltre, poi queste utili informazioni sono già presenti nel libretto delle istruzioni allegato nella confezione del glucometro. Mah!

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