Vivo col Diabete

Abitudini e variabili

Le annotazioni di viaggio nel mio percorso di vita con il diabete fanno notare alcuni piccoli cambiamenti avvenuti rispetto a circa un anno fa. Se prima oltre a controllare costantemente la glicemia registravo tutti di dati ad essa relativi, compreso i valori nutrizionali dei pasti, oggi con l’esperienza acquisita molte di queste azioni le intraprendo senza impiegare calcoli e ricontrolli probabilistici sulle combinazioni tra livello dello zucchero nel sangue e carboidrati.

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Sia chiaro tenere traccia dei dati, informazioni e ogni altro elemento utile a tenere monitorato il diabete è fondamentale. Il significato di questa riflessione volge l’attenzione sul un altro aspetto: passata la fase di iniziazione e prova si matura e comincia a raccogliere i frutti di quel che si è seminato, nel mio caso il passaggio al microinfusore con sensore glicemico ha reso possibile una maggiore chiarezza circa la dinamica evolutiva delle ondulazioni glicemiche in rapporto al consumo alimentare e all’impiego d’insulina.

 

Per fare un esempio: ormai so già fare il calcolo dei carboidrati che compongono i miei pasti, sia nelle situazioni ordinarie che straordinarie, e quando leggo il valore della glicemia e calcolo il fabbisogno d’insulina con l’assistente di bolo, se questo propone 5 unità io ne scalo di 0,5 perché in quello stato ho appreso come riesco ad andare bene impiegando un dosaggio minore, poi tuttalpiù aumento temporaneamente il bolo basale.

 

Le occasioni in cui reimpiego i valori nutrizionali nel calcolo del pasto si presentano quando vado ad alimentarmi con cibi mai provati in precedenza: d’altronde mica sono una banca dati vivente. Ecco un fatto positivo nell’abitudinarietà dello stile di vita alimentare si presenta proprio quando devi affrontare il lato gestionale del diabete, per ribadire il concetto.

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