Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Pompa o non pompa

Gli imprevisti nella vita sono sempre presenti e con il diabete chi non lo sa fa presto a rendersene conto, la regola base è sempre la solita oggi come oggi: capire la glicemia cosa fa, e se gli strumenti di monitoraggio si sono perfezionati resta ancora il cruccio principale per un diabetico. Alle inattese evoluzione del diabete si aggiungono altri fattori di variazione che possono mettere qualche problema aggiuntivo, nella fattispecie legato mezzo tecnologico di somministrazione dell’insulina,  e parlo del microinfusore. A due anni dal suo utilizzo problemi molto critici ne ho avuto solo uno: l’occasione è stata data dallo stacco della cartuccia contenente l’insulina dal corpo della pompa nonostante la prima fosse avvitata regolarmente. L’apparecchio in questione è pur sempre una macchina e anche molto delicata quindi occorre sempre prestare una certa attenzione in particolare ai circuiti interni e alla stessa batteria, impedendo di farli mettere in contatto con l’acqua.

Una volta che lo strumento si rompe ci sono due cose da fare immediatamente: primo contattare l’assistenza del fornitore per farsene mandare uno funzionante, secondo e fino a che non viene consegnata la pompa sostitutiva, ripristinare le iniezioni con penna d’insulina basale e rapida naturalmente. Quindi per tutti i micro pompati è importante avere sempre con sé e memorizzarlo il numero verde dell’assistenza comunque per ogni evenienza e così poter far fronte con tempestività  e risolutezza ai problemi.

Ho voluto trattare oggi nella settimana prenatalizia l’argomento poiché per esperienza personale solitamente gli imprevisti e seccature di sorta si presentano proprio classicamente durante i predetti frangenti, o in alternativa a Pasqua, Ferragosto. Ecco allora che il sopravvissuto diabetico si attrezza con un adeguato kit di ulteriore difesa anche contro le insidie tecnologiche. Sempre vincenti insomma!

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