Emozioniamo

A bracciate

Nuotare fa bene! Tuffarsi nelle chiare e fresche acque della vita tra i pesci palla e rombo, la rana pescatrice e i frutti di mare, tra alghe e i coralli, i multi colori fondali, assaporare la luce del sole filtrata dall’acqua del mare vivo. Sì nuotare fa bene a tutti e anche a noi diabetici come si sa fin dai tempi dei fenici che felici correvano a espletare ogni bisogna nella mediterraneo e da lì a diffondere la cultura nobile del verbo. Nuotare è profondamente educativo perché con maggiore agilità puoi imparare a muoverti tra le insidie e bellezze della vita, cogliendone l’essenza. E in fondo il nuoto è una metafora del diabete: l’immergersi tra le tante cifre e analisi delle medesime offerte da monsieur diabet rappresenta una sfida perenne con cui fare di conto. La cosa non sfugge al sottoscritto anzi vorrei fuggire dall’implacabile ondata di numeri, somme e medie quotidiane e settimanali ma ciò ora come ora rappresenta un sogno, per questo allora che mi piace dormire e sognare? Vivere è affrontare la realtà piaccia o non piaccia e dormire è importante per rigenerarsi ed essere più forti di prima. Quindi nel risveglio di un marzo agli inizi vedo il mio diabete posare il suo nido su una media dei valori glicemici pari a 164 mg/dl. Un rialzo rispetto alla precedente lettura. Cosa dire? Il valore costante da riportare a riflessione riguarda gli episodi d’iperglicemia presentati all’improvviso senza una ragione apparente, se non un legame con fattori emotivi, e poi ancora la difficoltà a un rientro in parametri accettabili non prima di dodici ore. Nella settimana entrante rimetto il sensore così potrò di nuovo avere un supporto continuativo per meglio controllare le tendenze predette, ma siccome non posso andare sempre avanti con l’Holter addosso debbo trovare la chiave di soluzione del problema.

Sostienici con un acquisto o donazione

***

 

Anche dallo spazio del blog desidero ricordare il poeta e artista Lucio Dalla, scomparso lo scorso 1 marzo, un bolognese come me che ha saputo incarnare la semplicità e umiltà dell’uomo con la grandezza del suo pensiero espresso tramite le canzoni e opere musicali. L’ho incontrato per le strade della mia città diverse volte e riporto in questo post un episodio: correva l’anno 1984 erano i primi di novembre e Lucio lo incontravo spesso per il centro di Bologna, o a piedi, oppure in bici, solo oppure in compagnia con Ron e pochi altri. Lo incontravo io come tanti bolognesi, ed un giorno mi trovavo a camminare in via Farini all’angolo con via D’Azeglio quando lo incrociai mentre svoltava in bicicletta e gli dissi: grazie Lucio! lui inchiodò la bici con mio stupore e mi chiese: perché? Beh io senza alcun dubbio e timore risposi: per le canzoni e poesie che ci regali. Allora sui appoggiando la mano sinistra sulla mia spalla per darsi la spinta e ripartire con la bici mi replicò: dico quel che sento dentro e se lo senti anche tu è bello perché non provi a dirlo. Poi con un sorriso sornione si allontanò e a qualche metro di lontananza apostrofò: ciao, grazie

Una canzone che per me esprime una sintesi della sua prosa è Henna

Adesso basta sangue ma non vedi

Non stiamo nemmeno più in piedi…un po’ di pietà

Invece tu invece fumi con grande tranquillità

Così sta a me che debbo parlare fidarmi di te

Domani domani domani chi lo sa domani sarà

Oh oh chi non lo so quale Dio ci sarà io parlo e parlo solo per me

Va bene io credo nell’amore l’amore che si muove dal cuore

Che ti esce dalle mani che cammina sotto i tuoi piedi

L’amore misterioso anche dei cani e degli altri fratelli

Animali delle piante che sembra che ti sorridono anche quando ti chini per portarle via

L’amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare

L’amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare

Ok ok lo so che capisci ma sono io che non capisco cosa dici

Troppo sangue qua e là sotto i cieli di lucide stelle

Nei silenzi dell’immensità

ma chissà se cambierà oh non so se in questo futuro nero buio

Forse c’è qualcosa che ci cambierà

Io credo che il dolore è il dolore che ci cambierà

Oh ma oh il dolore che ci cambierà

E dopo chi lo sa se ancora ci vedremo e dentro quale città

Brutta fredda buia stretta o brutta come questa sotto un cielo senza pietà

Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò

In una sera buia sporca fredda

Brutta come questa

Forse ti chiamerò perché vedi

Io credo che l’amore è l’amore che ci salverà

Vedi io credo che l’amore è l’amore che ci salverà

[ad#Simple]