Vivo col Diabete

Caro diario

Mistero sbuffo quando scrivo, leggo, rileggo e analizzo i dati nel diario di bordo del la glicemia. Il buffo dello sbuffo sta nel intravedere ogni volta le bianche scogliere di Dover e vederci stampate in sogno le grafie e i grafici riportati tra le pagine cartacee e digitale del memo diabetico: che strano. Lo sfondo del notaio diabetico è tutto qua: una tabella con tante righe e colonne poi il calendario strumento obbligatorio assieme a tante caselle da riempire. Potrebbe tutto questo anche essere un gioco in tante rappresentazioni: una scacchiera o dama, oppure ancora meglio una battaglia navale. Anzi la migliore rappresentazione editoriale del diario – tabella del diabetico la dà lo “score” ovvero il registro di gara impiegato nello sport denominato baseball, come si potrà notare dalla foto sottostante.

Immagino che la gran maggioranza dei diabetici faccia uso del diario già pronto e fornito nella quasi totalità dei casi dalle aziende produttrici e fornitrici del glucometro in dotazione: anche per me nel passato è andata cosi, poi sono passato al bricolage o fai da te. Trovo che la soluzione migliore, quando si parla di supporto cartaceo per la trascrizione dei dati, sia rappresentata dalla realizzazione di un foglio in proprio, perché meglio corrisponde al bisogno e realtà personale. La stessa considerazione si ripropone per quanto riguarda la memorizzazione su supporto digitale: si possono fare tanti data base personalizzati da aggiornare e implementare a piacere. Il lato più debole, la struttura meno potenziata del diario cartaceo che digitale è la parte su cui scrivere le note circa avvenimenti e accadimenti sulla salute personale rilevati nell’arco della giornata. Uno elemento invece da non sottovalutare poiché può spiegare la ragioni di determinati valori avulsi e atipici nella glicemia.

Ecco i motivi per cui non è mai da sottovalutare il ruolo e la struttura del diario di un diabetico. A tal proposito voglio rispolverare un angolo d’amarcord risalente alla mia giovinezza: tra i 10 e 12 anni d’età per riportare i dati relativi alla glicosuria, allora ancora non era praticabile la glicemia a livello domestico, e altre informazioni concernenti il diabete, usavo i diario scolastico di nonna Abelarda. Beh qualche anno fa mettendo ordine alle mie carte l’ho ritrovato e sapete cosa dico? Non era affatto male! Quindi non cancelliamo l’aspetto ludico del controllo e dei dati, perché anch’esso è parte integrante, patrimonio della nostra vita.

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