Emozioniamo

Crescete e moltiplicatevi

Crescere e sempre una sfida e quando comincia una nuova giornata la scommessa è già cominciata. Annusi l’aria che respiri e capisci subito come sarà, questo diceva il capo indiano Felce Alata, quando correva con il suo fido destriero in lungo e in largo per le praterie sconfinate dell’attuale Colorado. E mentre anche per lui i soli e le lune correvano e giravano velocemente e regolarmente un dì arrivò l’incontro con Macigno che cammina. l’orso grizzly che sarebbe stato fatale per la sua esistenza. Ma Felce Alata sapeva che il destino era segnato e prima di essere aggredito e ucciso disse alla nuvole di passaggio in cielo: domani all’alba sarò con voi a pascolare perché è giunto il mio momento. Ecco è questo il segreto della natura e della vita: cogliere il momento e farlo proprio come fece Felce Alata per fare il grande balzo liberatorio e poter essere sganciati da lacci e laccioli per poter vivere una vita completa, almeno nelle funzioni base.

Quando ripercorro i mie giorni passati la cosa che manca lungo il percorso della vita è il non aver vissuto pienamente l’esistenza circondato dalle paure originate e inculcate nella mia personalità dalla famiglia d’origine, ora ne ho preso coscienza anche se è in buona parte tardi ormai, ma una riflessione del genere la pongo semplicemente a memoria presente e futura di chi, leggendo queste parole, avrà forse modo di capire come importante il contesto alla fonte e come in un film, l’ambiente dove si fanno “le riprese”. Tutto questo serve quando soli ci interroghiamo sull’amletica domanda: come posso vivere meglio io con il diabete? Fatta salva sempre la variabilità e imprevedibilità, a volte, della malattia, ci si deve ricordare che la condizione migliore per viverlo è la serenità personale, familiare e sociale. Capita spesso di accorgersi come già a partire dalla famiglia nascono i problemi, quando invece dovrebbero risiedere le soluzioni. Perché accade? Un motivo univoco alla base dell’incomprensione è costituito dall’incomprensione della malattia da parte dei nostri compagni di vita, e addirittura succede spesso la non accettazione della stessa da parte loro. La mia posizione a tal proposito è la seguente: il, la diabetica debbono, una volta acquisita la loro dimensione e libertà, garantirsi un ruolo dominante rispetto alla conservazione dello stile di vita legato alla malattia; questa è una condizione innegoziabile, incedibile, senza se e ma e fa da premessa a qualsiasi proseguo di rapporto. A tal proposito ritengo altresì evidente come non ci sia alcuna necessità di formulare spiegazioni o altro al riguardo.

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