Vivo col Diabete

Sarà bello

Che c’è di nuovo sotto il sole? Con questa primavera, o inizio estate in anticipo, lo sguazzo e il sollazzo sono evidenti almeno per chi, come me, solo fino a poco più di un mese fa si trovava sotto sessanta centimetri di neve ed ora quasi come in un film fantasy tutto sparito e piombati in tutt’altro clima. Comunque oggi sono di buon umore anche se le previsioni meteo lasciano percepire un abbassamento delle temperature tra domani e mercoledì. L’effetto e determinato dall’aver trascorso un sabato sera a Milano in compagnia di diabetici e loro familiari. Incontri come quello appena passato sono importanti non solo per il loro risvolto aggregativo e sodale, ma perché fanno ancora una volta capire come è delicato e pressante il compito del genitore con un bimbo e adolescente diabetico. Un esempio fatto qulche giorno fa l’ho ripreso nella storia dela piccola Ginevra e dei suoi genitori. Una volta si sarebbe definita una famiglia modello, oggi più propriamente lo chiamerei un nucleo familiare con forte senso civico e basi educazionali di primo livello. Faccio questa importante e impegnativa dichiarazione poiché in queste modeste pagine sulla rete da sempre, ancor prima di aprire il blog, sostengo come sia basilare nel diabete l’educazione permanente alla gestione e convivenza con la malattia, e al rafforzamento della personalità e carattere.

Presupposti mancanti nel nostro sistema, purtroppo, e a formare il giovane diabetico fin dall’esordio viene lasciata praticamente sola la famiglia come cinquant’anni fa. Nei giorni scorsi ho letto discussioni su Facebook relative all’uso strumentale da parte della famiglia della figlia mettendola in video e diffondendo in rete il filmato. Tutto perché le reti del gruppo Mediaset impiegheranno il clip per fare conoscere un lato oscuro e niente pubblicizzato del diabete: quello infantile e giovanile; mentre oggi assurge alle cronache esclusivamente il tipo popolare e diffuso, ovvero il 2 – mentre il primo sorge come una reazione autoimmunitaria dell’organismo contro se stesso, il secondo è frutto dell’eccesso dell’alimentazione e sedentarietà, obesità. A me quel che interessa è che si avvia veramente un processo culturale e sanitario in cui si renda obbligatorio il predetto percorso educativo nella malattia e non resti chuso nell’armadio delle chiacchere, naftalina. In fondo le rivendicazioni, per usare un linguaggio vetero-sindacale, non sono esagerate e neanche onerose. E per finire la mia predica la settimana lasciata alle spalle a visto la media dei valori glicemici attesta su 150 mg/dl, quindi bel tempo uguale bella glicemia, in attesa dell’arrivo ormai prossimo della Primavera!

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