Complicanze varie/eventuali

Nel tunnel

I segnali dell’avanzamento del tempo e del conseguente invecchiamento neuro-mnemonico cominciano a rappresentarsi in me sempre con maggiore evidenza. Sono stati comprensibili solo a chi appartiene alla mia fascia d’età o oltre, comunque sia avrò forse bisogno di farmi una elettromiografia? Non tanto per il recupero delle funzioni della memoria, ma per darmi una scossa attraverso il contatto dell’ago inserito in carne col nervo, altro che bondage! A parte l’ironia, l’altro giorno all’interno di un gruppo sul diabete presente in Facebook una donna poneva un quesito: essendo stata sottoposta ad una elettromiografia semplice agli arti inferiori e superiori dovette pagare un ticket perché nonostante l’esenzione per patologia, sembra fosse la medesima prevista solo per la parte inferiore della diagnostica. Erroneamente le confermai l’ipotesi, ma sbagliando clamorosamente in quanto tale esame è onnicomprensivo di ambo le parti articolari, anche se il medico richiede l’accertamento di una sola area. Fatto il mea culpa, memore dell’aver svolto tale controllo solo per la parte inferiore qualche decennio fa, ritorno al presente. Sapete perché, laddove siano presenti sintomi o condizioni che ne richiedano l’approfondimento diagnostico, è importante la elettromiografia? Oltre a verificare la presenza e lo stato dell’eventuale presenza di una neuropatia diabetica periferica alle gambe e piedi vi è un’altra importante complicanza generata dal diabete e ai più misconosciuta: si tratta della sindrome del tunnel carpale, ecco la ragione per cui fare l’accertamento anche agli arti superiori. Sotto questo profilo ne soffro anch’io e pensavo fosse legata all’artrite reumatoide, altra patologia di cui son colpito, poi vengo a sapere che si entra nel tunnel anche con il diabete, ahimè!

E l’ulteriore gran rottura di sta complicanza del diabete è dovuta al fatto che, una volta operati il tunnel si ripresenta dopo un po’ di tempo, da qui la ragione per cui i medici sono restii a prescrivere l’intervento e lo stesso servizio sanitario pubblico non lo copre per chi è fuori dalle esenzioni patologiche o d’invalidità: la condizione di cui sopra è inoltre diffusa enormemente a livello globale e colpisce per l’80% le donne.

Comunque sia è uno stato patologico molto fastidioso e anche doloroso: la mia resistenza al dolore è abbastanza buona da far sì di evitare un impiego massiccio di antidolorifici, ma molti ne fanno uso e alla lunga coi tempi ciò determina effetti collaterali, in primo luogo all’apparato digerente, per cui occorre praticare la massima attenzione.

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Ciao Pizza Blue Monday 15 gennaio Giornata mondiale della Neve
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