Vivo col Diabete

Pump the volume

Il sole non tramonta mai nelle terre del mediterraneo, il suo calore porge lo sguardo e dona noi la luce mentre tutto attorno il verde smeraldo si riflette d’azzurro ceno e l’arcobaleno nasce dal mare. A che bella la primavera, a parte i piumini dei pioppi che dalle mie parti invadono ogni dove, narici comprese e non solo. Vabbé passo ad altro argomento: come vivere bene con il diabete tipo 1? La domandona del secolo finché non giungerà la soluzione finale che tutti quanti stiamo aspettando per la completa e perenne remissione della patologia. Dicevo come vivere bene, sembrerebbe una questione di ardua soluzione tra i su e giù della glicemia e altre variabili sistemiche comprese. Invece la cosa, a parte il lasso di tempo impiegato da un individuo nel comprendere come farlo, è molto meno complessa di quanto appare. La parola d’ordine è: prendere il toro per le corna e agitarlo bene così lo si stordisce e trova pace, quindi aumenta il volume è balla.

Sostienici con un acquisto o donazione

Detta così sembra un’affermazione delirante allora mi spiego meglio e in parola semplici, a prescindere dall’impiego della siringa, penna o microinfusore. A me come diabetico l’orologio della glicemia funziona in questo modo: i livelli dello zucchero hanno una memoria di reazione scandita scandita tra le due e quattro ore dopo un pasto, e una reazione di rialzo immediata invece quando giunge una situazione di stress. Ho constato come, a seguito di un errato calcolo dei carboidrati l’aumento del valore glicemico arriva anche a + 250 mg/dl nel giro di un’ora. Allora in questo contesto come agisco? Le soluzioni da me impostate con successo sono due: la prima è di impostare un bolo a onda doppia della durata di due ore con il 3/4 d’insulina solitamente infusi subito e il resto nelle due ore successive, poi a distanza di quattro ore dal pasto se verifico che permane una tendenza al rialzo infondo 1,5/2 unità così da garantirmi una glicemia al di sotto dei 190 di gittata. Nel caso avessi fatto uso della penna avrei fatto una puntura supplementare dopo un’ora dal pasto e ricontrollato la glicemia a tre ore dalla medesima iniezione per controllare la tendenza ed eventualmente ricorrere ad una ulteriore aggiunta di rapida. Invece nelle situazioni di stress, laddove prevedibili, agisco alzando per un paio d’ore la basale (raddoppiandola) e immettendo un bolo rapido di 0,5 unità. Nell’impiego della penna avrei somministrato 1/2 unità d’insulina. La regola in sintesi è di aggredire la glicemia sul nascere della sua reazione iperglicemica, e per far questo anziché fare 4 controlli al ne vado a fare 6 quando addosso non ho impiantato il sensore glicemico.

Categorie:Vivo col Diabete

Con tag:,