Vivo col Diabete

Sorpresa

Tre fette biscottate inzuppate in una ciotola di latte. Una scodella di pasta asciutta condita al pomodoro con una coscia di pollo lessa e insalata più un frutto (mela). Semolino, stracchino, bietola e mela cotta. Vi ho letto il menù ospedaliero di un bambino ricoverato per due mesi, compreso il giorno di pasqua del 1968, per diabete 1. Le giornate erano intercalate dai prelievi del sangue che venivano fatti tre volte al giorno dal braccio del piccolo paziente inserendo un ago in vena 2,20 mm, solo a mò d’esempio.

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Pasqua simbolo di transizione, passaggio dal vecchio al nuovo. Ecco la rappresentazione umana della quaresima ben si coglie attraverso la mutazione dei tempi e nella speranza che questi lasciano dare nella costruzione di un domani migliore visto nei ricordi del passato e nel presente che sarà fondamenta per il futuro di chi verrà. Il menù della vita è vario in fondo: a volte si compone di pietanze melense insipide, e in altre ricche, saporite. Al di là delle materialismo umano incorniciato nella quotidiana esistenza fatta di potere, denaro e conquista, successo vi è alla fine di tutto il fare i conti con il costante dualismo tra la costante sofferenza e piacere del vivere, e fin qui nulla di strano. La grande prova da superare nel frangente esistente sta quando il dolore, il sacrifico la prova di maturità che attende l’uomo comincia già in fasce. Allora la dimensione esistenziale muta e porta la maturazione a farsi precoce.

La mia Pasqua è cominciata così tanti anni fa e assieme c’erano altri bimbi, alcuni ce l’hanno fatta a diventare grandi, altri sono tornati ad essere angeli, ma quando una malattia è lunga una vita fa si che la portata e la dimensione dei problemi assume una visione diversa e quel che più importa è sapere come ogni giorno è festa, al di là del suo nome e ricordo in sé.

Oggi  vivo bene con il diabete anche se gli errori fatti nel passato hanno lasciato un segno indelebile nel fisico e molte mie paure sono state da ostacolo per fare cose apparentemente normali e banali come guidare l’auto, nuotare solo per fare degli esempi. Ma oggi vivo e riesco a dominare la malattia, la glicemia., come si capisce ancora una volta dai risultati descritti in questo blog. Ecco la sorpresa nell’uovo pasquale: la formula per vivere e vincere la vita con il diabete sta nel nell’affrontare il salto nel vuoto e superare il precipizio anche se ci sono cinquemila metri di strapiombo, farcela e andare ancora avanti!

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