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Solidale

Le coordinate fondamentali, i comandamenti alla base di una vita regolare di un diabetico sono di controllare ripetutamente la glicemia almeno quattro volte al dì, prima dei pasti e di andare a dormire, ma la quantità base regolare per avere in monitoraggio adeguato della curva glicemica è di sette controlli, ovvero tre prima dei pasti centrali e tre a tre ore di distanza dal medesimo, più uno al momento di coricarsi. Altri controlli vanno effettuati sempre in presenza di eventi particolari, ad esempio prima e dopo attività fisica, sportiva di un certo livello, oppure se avvertiamo di non stare tanto bene, o ancora quando vogliamo fare uno spuntino. Tutti questi controlli servono per intervenire, laddove necessario, con una correzione d’insulina se i valori registrati sono fuori norma. Dove stanno i problemi allora? Beh innanzitutto la prima cosa da dire è che una persona deve avere la forza di volontà di controllarsi, curarsi, volersi bene; quindi espletare, fare tutti i buchetti ai polpastrelli del caso, senza però ossessionarsi all’impresa: conosco persone cui se mancano una glicemia vanno in crisi d’astinenza! Allora se c’è la volontà il primo e fondamentale passo è fatto, ora occorre affrontarne un’altra questione: la quantità di strisce date in dotazione per monitorare la glicemia. L’assegnazione di materiale rilasciato dall’ASL è sufficiente, nei diabetici di tipo 1, a fare il controllo solo per quattro volte al giorno, una persona può qualche volta aggiungere delle glicemie ma poi si troverà a fine periodo senza strisce.

Allora è evidente come l’unica strada per fronteggiare l’esigenza di effettuare controlli aggiuntivi della glicemia ci vede messi davanti a una strada obbligata: comprarci le strisce necessarie mancanti allo scopo. Una confezione da 25 strisce costa oggi mediamente tra i 31 e 33€ tramite l’acquisto diretto in farmacia, poi se cerchiamo su internet possiamo trovare offerte speciali limitate nel tempo a cui vanno aggiunte le spese di trasporto, oppure alcune associazioni locali riescono ad ottenere qualche sconto per gli iscritti, e anche qui si riesce a spuntare qualcosa magari.

La prospettiva avanti a noi per quanto riguarda il sistema sanitario e l’erogazione dei servizi, prestazioni non è senz’altro tesa a garantire gli attuali livelli essenziali d’assistenza, anche se ancora mancano in concreto i provvedimenti relativi, ma a questo punto al di là degli scenari prossimi venturi occorre cominciare ad agire e tutelarsi di fronte a condizioni peggiorative. Allora la mia proposta per quanto riguarda l’integrazione nella fornitura dei presidi sanitari a favore dei diabetici sta nella costituzione di gruppi d’acquisto solidale, allo scopo di ottenere, oltre a prezzi ribassati sul prodotto finale, una forza negoziale maggiore e più efficiente sul catalogo dei prodotti offerti. Ricercando nel panorama italiano non ho trovato nulla di simile e sarebbe ora di cominciare a darsi una mossa.

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