Vivo col Diabete

In memoria

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A mezzanotte cosa ho perso a parte il sonno e la voglia di riposare? Conta riposare e avere una vita regolare con il diabete dogmi solidi nel tempo mentre altri sono cambiati. Ero bimbo e il diabete veniva definito dalle classi meno abbienti: la malattia dei signori, poiché occorreva alimentarsi con cibi invalsi al popolo per ragioni di costo, ma anche in quanto il diabete inteso oggi come tipo 2 era frutto di una sovralimentazione permessa a pochi, al cospetto di oggi dove con una rete capillare presente con la grande distribuzione alimentar assieme ad una offerta di cibi pronti e ad alto contenuto calorico, a basso costo, consumare è praticamente uno stato onnipresente. Basta pensare come una volta per procurarsi il cibo dovevi percorrere diversi chilometri e fare lavori, attività ad alto consumo calorico alimentandoti con meno della metà di calorie rispetto al presente. Mentre oggi per muoversi si consuma carburante e il lavoro è prevalentemente sedentario e basso consumo d’energia. Io ero e sono un diabetico di tipo 1, quello da reazione autoimmune per essere ancora una volta chiaro, dove il mio sistema immunitario distrugge le cellule produttrici dell’insulina sul nascere e quindi necessito di questo ormone che livella il tasso di glicemia nel sangue, per vivere e me lo immetto con iniezioni plurime e quotidiane.

L’importanza di avere la glicemia  controllata da cosa deriva. Un eccesso di zucchero nel sistema circolatorio e foriero con il passare del tempo: solitamente dopo dieci anni dal comparsa del diabete di complicanze patologiche agli occhi (microvasi) reni, e all’intero sistema cardiovascolare e cerebrale. Per usare un esempio estremo: è come se le nostre arterie venissero intasate dallo zucchero creando una sclerosi, irrigidimento delle stesse da esso provocato. E questa si chiama iperglicemia. Mentre la carenza di zucchero nel sangue, l’abbassamento repentino del livello di glicemia porta a far mancare l’energia necessaria alle funzioni vitali dell’organismo e ogni volta che questa si presenta provoca la morte di cellule cerebrali senza che queste si possano ricreare, per citare solo alcuni esempi importanti. E questa condizione si chiama ipoglicemia.

Ora siccome il diabetico autoimmune tipo 1, una malattia lunga una vita, deve somministrarsi l’insulina e controllare diverse volte al giorno glicemia per cercare di impedire il manifestarsi degli eventi precedentemente, deve risultare chiaro come più il compenso ed equilibrio del diabete si mantiene consolidato nel tempo, e le aspettative di vita si possono allungare nonché mantenere un discreto livello di qualità della medesima. Ecco perché sovente e volentieri riprendo come parola d’ordine e dogma il dover mantenere il timone, il controllo della mia, nostra glicemia.

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