Diritti e rovesci

A mezz’aria

Il primo maggio in Italia è contrassegnato in calendario come festa del lavoro e lo è anche per noi diabetici in quanto lavoriamo e diamo da lavorare, inoltre con la tendenza in atto la crescita d’attenzione che richiede la patologia va ad aumentare sempre più. Ma in occasione della predetta data come si colloca il rapporto tra diabete, diabetico e lavoro? Le convenzioni oggi presenti circa il rapporto tra medicina legale e giuslavoristica legata alla nostra patologia mettono in evidenza come al diabetico non possono essere assegnati lavori dove l’orario viene articolato per turni e la conduzione di macchine per cui vi è una ricaduta su terzi (altri), ad esempio: la guida di uno scuolabus e treno. Per il resto non vi sono punti di discriminanti di sorta attorno all’integrazione del diabetico nel mondo del lavoro subordinato, mentre nel novero della libera professione le coordinate di contenimento circa i limiti d’esercizio della professione sono per lo più assenti nell’ordinamento legislativo e normativo.

Poi sappiamo bene come tra legge e realtà quotidiana c’è fondamentalmente un diario, abisso differenziale notevole, allora per cercare di trovare un’occupazione e cercare di stringere i tempi di margine verso un collocamento lavorativo, l’unica strada rappresentata nel novero del lavoro dipendente è data dal riconoscimento della cosiddetta invalidità civile con una riduzione della capacità lavorativa tra il 46 e 50% così da beneficiare delle prerogative di legge per il reclutamento lavorativo.

Secondo i racconti degli interessati il momento più critico della vita lavorativa per un diabetico è rappresentato dal rispetto degli orari per gestire controllo della glicemia, iniezione dell’insulina e pasto, i quali non sempre concordano coi tempi dell’organizzazione e allora occorre scendere a compromessi per trovare una soluzione. Una mediazione che a volte non è sempre buona per il lavoratore diabetico. E per concludere la digressione a tema lavorativo un’ultima raccomandazione: non nascondiamo ai colleghi il nostro essere diabetici, anzi è basilare informarli e specificare le eventuali situazioni di criticità rappresentabili e cosa fare in caso di bisogno: ipoglicemia innanzitutto. Ne va della nostra incolumità e di quella altrui, della nostra salute non dimentichiamocelo!

1 maggio festa del lavoro –  oltre a ringraziare quanti offrono e prestano il loro servizio a noi diabetici e a tutti i malati: medici, dentisti, biologi, ricercatori, ingegneri, chimici, farmacisti, infermieri, paramedici, tecnici di laboratorio e radiologia, psicologi; oggi voglio fare una particolare dedica quanti dedicano il loro impegno professionale sul versante dell’alimentazione. Grazie alle dietiste, dietologi, nutrizionisti e diet coach; grazie alla loro determinazione nell’infondere i sani principi di un’alimentazione corretta e sana quanti sono attenti e recepiscono il messaggio riescono ad avere una vita ancor migliore con il diabete. Pochi ma buoni.

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