Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Dove sta?

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Leggere non si smette dal farlo e il diabete aiuta la lettura, anzi richiede, evca l’immersione completa nei libri di ogni materia dimensione e complessità, per poi passare alla rete tra siti, portali, blog e molto altro ancora. Poi ci sono i manuali: da quello per il glucometro all’altro per il microinfusore (solitamente un volume mostruoso), ai vari programmi, applicativi e software per la registrazione dei dati del nostro diabete. Insomma la materia è tanta e dentro a tutto questo universo di roba si finisce per perdersi, anche per i più provetti esploratori delle umane scritture. Anche perché è proprio tra le pieghe di un testo che si annida il segreto del sacro Graal oppure la formula della pietra filosofale, e ancora di far l’oro. Così è stato nel mio piccolo scoprire un grande segreto: di cosa si tratta? Lo scorso giovedì avevo postato un articolo in cui decantavo le lodi del microinfusore Veo e del suo sensore, ma al tempo stesso mettevo in luce le sue criticità. Io sono obiettivo per natura e se a ragion veduta debbo ricredermi lo faccio nella stessa misura con cui credevo alla prima versione dell’atto.

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Carelink

Nel post avevo evidenziato l’impossibilità di scaricare i dati tracciati dal sensore glicemico, ma siccome la mia testardaggine e incredulità a due anni dall’inizio dell’utilizzo della strumentazione era ed è inalterata, ho esplorato a fondo sia il manuale cartaceo che l’applicativo online denominato Carelink, e alla fine ho scovato la modalità per farlo all’interno del canovaccio di possibili report offerti dal programma. Anche nel manuale del microinfusore è contemplata la funzione in due laconiche righe, senza altre aggiunte e indicazioni pratiche.  Durante la fase di iniziazione all’utilizzo e familiarizzazione con il microinfusore e Holter glicemico il rappresentante della ditta nulla mi disse e a dire il vero manco il diabetologo mi chiese i dati del tracciato relativo al sensore, e tra le altre cose nella fornitura rilasciata dall’Asl non vi era la chiavetta per lo scarico dei dati, senza la quale uno non riesce a far nulla per via digitale se non a manina. Ed invece mi sono arrangiato comprandomi la chiavetta di comunicazione e facendo le procedure di registrazione per accedere al menzionato software, con tutti i limiti del medesimo. Grazie alla richiesta dei dati dell’Holter effettuata nel corso dell’ultima visita dalla giovane e nuova diabetologa mi sono rideterminato a trovare il modo per scaricare i dati con successo.

Voglio concludere con due considerazioni: se al diabetico cui viene fornito il sistema integrato (micro + sensore) non riceve i mezzi per scaricare i dati (conoscenza e strumenti) a mio avviso si trova come un ciclista con una bicicletta senza ruote, non va da nessuna parte, d’altronde i dati sono basilari per la gestione del diabete! Infine nell’era del digitale chiedo agli sviluppatori e creatori di contenuti di curare meglio la manualistica dei prodotti  distribuiti ogni informazione e guida è importante, e troppi manuali o help in linea finiscono per esserlo di nome non di fatto.