Emozioniamo

Sentire sentirsi

Una questione mai affrontata nel corso di questi anni di vita del blog riguarda il rapporto diabetico e medico diabetologo sotto uno specifico aspetto: la chiarezza e trasparenza del vissuto della patologia e l’assetto dell’andamento della glicemia. Una parte dei diabetici, una percentile non marginale sul totale tende ad avere un rapporto complessato con la vita in generale e ricade anche questo comportamento circa l’approccio con la malattia. Oggi i medici hanno comportamenti più empatici rispetto al tempo passato, quando la relazione da parte loro era rigorosa, severa e incuteva un certo timore nella maggior parte delle volte e ricordo durante il periodo della mia adolescenza come andare a rapporto del medico rappresentasse un poco la stessa cosa di avere un’interrogazione di matematica a scuola, materia in cui facevo letteralmente schifo e la vivevo come un incubo. Il medico diabetologo d’oggi in molte occasioni svolge anche un ruolo d’animatore e aggregatore di diabetici, ma una situazione del genere è presente in determinate realtà di nicchia.

Ecco allora come la situazione che si presenta nella maggioranza dei diabetici è fatta di dati mancanti della glicemia durante l’intervallo tra una visita e l’altra, a cui vanno aggiunti dati irreali o falsati, questi ultimi vengono sovente rilevati dal risultato presente nell’emoglobina glicata, o dal comparire con il passare del tempo di complicanze patologiche derivate da un lungo periodo di diabete scompensato, alterato. Ma intanto il danno è fatto. Allora dove risiede il punto di criticità? La parola, concetto che fa spartiacque nel rapporto medico diabetico è costituita da fiducia e disponibilità. Sembra facile a più a dirsi che a farsi, ma attraverso il raggiungimento di un equilibrio del genere lo stesso malato arriva, con il passare del tempo, ad acquisire maggiore consapevolezza, forza e maturità cosi da avere padronanza e autonomia nella gestione quotidiana della patologia: fattori importanti e necessari per andare avanti senza stress e grossi problemi.

La partenza, il principio del cammino sono importanti nelle tappe della vita e nell’esistenza con il diabete ancor di più serve all’inizio una fase di immersione piena per assorbire tutte le informazioni necessarie per condurre in modo adeguato il passo giusto e vedere dove risiedono i punti critici su dobbiamo migliorarci. Con le terapie e strumenti disponibili oggi possiamo stare bene senza timori personali, dobbiamo avere solo la forza di volontà per impegnarci un poco e questo basta a stare in forma, a tenere a posto il diabete, e grazie a questa malattia che ci fa arrabbiare e deludere nel corso degli anni poi una cosa positiva la fa: imparare a conoscere meglio noi stessi, i tempi d’evoluzione, reazione e biologici del nostro organismo, così da poter essere padroni del nostro tempo e avere una vita tranquilla, normale.

Ciao Pizza Blue Monday 15 gennaio Giornata mondiale della Neve
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