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Situazioni ambientali

Nei giorni scorsi grazie al congresso tenutosi a Torino dei medici diabetologi sono apparse sui maggiori canali e mezzi d’informazione interessanti notizie riguardanti novità nella terapia del diabete e assistenza sanitaria del medesimo. Tra le più degne di nota da passare in rassegna si evidenziano: l’annuncio del primo misuratore di glicemia a tecnica non invasiva (lettura laser) prodotto in Italia e di prossimo lancio sul mercato, nome = Glycolaser: staremo a vedere. Anche sul versante insulina viene confermata per la fine dell’anno in corso, massimo al principio del 2013 l’arrivo della Degludec, la cui prestazione contribuirebbe a ridurre del 25% il rischio d’ipoglicemia e l’arco di durata si espande sulle 48 ore. E non è finita qui, l’agenzia AGI lancia questa notizia clamorosa: buone notizie per chi ha paura degli aghi: i ricercatori del Massachussets Institute of Technology negli Usa hanno elaborato una nuova apparecchiatura capace di iniettare medicinali sotto la pelle senza utilizzare aghi ipodermici. Il prototipo crea un getto velocissimo di liquido che passa attraverso la pelle alla velocita’ del suono, trasportando i medicinali nel flusso sanguigno. La velocita’ di iniezione e la dose di medicinale possono essere facilmente regolati in base alle necessita’. “A parte l’ovvio beneficio per chi ha la fobia degli aghi, questa nuova tecnologia potra’ aiutare nel ridurre le punture fatte male o quelle accidentali che colpiscono inavvertitamente dottori e infermieri”, ha spiegato Ian Hunter, ingegnere a capo dello studio pubblicato sulla rivista Medical Engineering & Physics. “Inoltre, un simile sistema puo’ fortemente alleviare i disagi di pazienti diabetici che necessitano un’iniezione giornaliera di insulina, e altri costretti a un frequente ricorso alle siringhe.

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Insomma se tutto questo si avvererà nel giro di qualche anno vedremo sparire gli aghi dal dizionario del diabete: sia quelli per controllare la glicemia che per iniettare l’insulina (microinfusore escluso per il momento), con un bel calo del profitto per le aziende impegnate sul biomedicale, poiché il guadagno sta proprio sulle strisce necessarie al controllo della glicemia ad esempio, ma sono certo si apriranno altre strade su entrambi e versanti. Poi c’è da dire che il cambio, quando si presenterà non sarà un colpo di spugna in quanto molte strumentazioni a campionatura biologica si basano sul prelievo del sangue capillare, ad esempio: corpi chetonici e glicata. Ma se tutto venisse confermato e tradotto in realtà sarebbe la concretizzazione di un primo passaggio epocale in ambito sanitario: la campionatura di paramentri clinici per via transdermica a lettura ottica anziché con impiego del sangue capillare.

Glycolaser

Ma uscendo dal versante terapeutico-diagnostico all’interno della kermesse congressuale il Presidente uscente della Società Italiana di Diabetologia Gabriele Riccardi   ha spiegato sul versante assistenziale: “quello che dovrebbe essere fatto per migliorare l’assistenza e la cura dei pazienti diabetici in Italia, ancora putroppo vittime di servizi a macchia di leopardo a livello regionale, e’ riorganizzare le strutture accorpandole. Pensare a 500 centri sparsi nello Stivale, uno ogni 100 mila abitanti, dove 6-8 specialisti con personale sanitario possono garantire la massima qualita’ delle cure”.

Ecco l’ultimo passaggio rilasciato dal massimo rappresentante di una delle due maggiori organizzazioni dei medici diabetologi, l’altra per la cronaca è l’AMD (Associazione Medici Diabetologi), cosituisce uno spunto importante di partenza per andare nella direzione del rafforzamento dei centri di diabetologia e di spalmatura equa dei servizi lungo tutto il territorio nazionale. Per noi diabetici accorpare le strutture significa, e questo lo dobbiamo esigere, avere centri dove sia presente oltre al medico e infermieri anche personale necessario per formare e preparare la vita con il diabete: dietista, educatore, psicologo per dare un esempio pratico e concreto. Al contrario di oggi dove queste figure non ci sono oppure sono presenti solo nelle grandi strutture ospedaliere.

E per finire cosa mi resta da aggiungere? Solo una cosa: esattamente tra un anno sarò ancora qui a dirvi se la glicemia la controllo alla vecchia maniera o col laser, e gli aghi che conservo come una reliquia, li ho donati al fachiro oppure stanno ancora lì. Restate sintonizzati e lo saprete.