Mangiare e bere

Tanto per mangiare

Il desiderio per un diabetico è quello di poter star tranquillo in rapporto all’evoluzione della propria glicemia, l’argomento frequente nel scadenziario quotidiano è rappresentato dallo scongiurare l’arrivo di una ipoglicemia e in particolare di quella notturna. Oggi come ho trattato nel blog c’è la possibilità di avere impiantato addosso il sensore glicemico il quale per tot giorni oltre a tenere controllata il tasso degli zuccheri presenti nel sangue ti allerta se i valori si stanno pericolosamente abbassando e stai per andare in ipoglicemia. Ma senza ricorrere a tecnologie ci sono le tradizionali metodologie per prevenire e scongiurare l’approssimarsi di una ipoglicemia notturna. La prima e storica per eccellenza è data dal controllo della glicemia prima di andare a dormire, e fin qui si dirà nulla di particolare, ma quel che fa la differenza sta nell’individuare l’ora migliore per capire la tendenza glicemica in atto. Solitamente si è abituati magari a farla tra le ore 23 e la mezzanotte, invece l’orario più corrispondente per avere una risposta sull’evoluzione della glicemia nella stabilità oppure verso un’ipoglicemia o iperglicemia all’alba è tra l’una e le due della notte. Siccome effettuare il controllo tra l’una e le due della notte è per molti un autentica rottura di scatole (me compreso) che fare in alternativa? Rispondo in individuando due possibili alternative: la prima è di bere un succo di frutta a distanza di due ore dalla cena poi controllare la glicemia come sempre prima di andare a nanna, con questa scelta ci può essere un incremento del valore della glicemia che richiede una leggera correzione con l’insulina così da portare poi la stessa ad essere su parametri normali al mattino. L’altra di recente acquisizione nel mio stile di vita quotidiano l’ho ottenuta mettendo la pasta asciutta nel menù della cena al posto del pane: con una razione da 100 grammi e un bolo calcolato per difetto nel rapporto insulina – carboidrati a – 20% sono riuscito a debellare da un mese a queste parte la presentazione dell’ipoglicemia notturna e ad avere zucchero nel sangue nella normalità al risveglio. Naturalmente questo tipo di percorso non è da intendersi universale ma soggettivo, perciò come sempre ognuno di noi deve esplorare il percorso arrivare a una via migliore di convivenza con il problema.

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Ecco attraverso l’inversione dell’ordine alimentare del mio menù quotidiano riesco a non andare in ipoglicemia la notte, o comunque a ridurre di molto il fenomeno. La struttura della mia alimentazione quotidiana a pranzo e cena oggi viene così articolata: per pasto il menù è composto da pane, carne o formaggio e frutta, verdura; a sera pasta asciutta, verdura e frutta, oppure in alternativa alla pasta i legumi. Inoltre nell’arco della giornata integro con delle merende a metà mattina, nel pomeriggio e a seconda della glicemia prima di andare a dormire con un succo di frutta come scritto in precedenza. Piccole astuzie crescono e servono a farci star meglio è la parola d’ordine odierna. Quel comunque da sapere con altrettanta chiarezza riguarda la mutevolezza del ciclo alimentare in rapporto all’evoluzione della persona e non solo per fasce di crescita ma anche semplicemente da anno in anno: occorre esserne consapevoli.