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Big Insuline?

Old insuline syringe Français : Ancienne serin...

(Da Repubblica – Salute del 19/6/2012 – articolo a firma Maria Rita Montebelli)

Big Pharma al lavoro ma ci vorranno una decina d’anni. Intanto arriva il biosirnilare: porterà prezzi più bassi L’ insulina diventerà intelligente un farmaco per l’autocontrollo. Le hanno già soprannominate insuline “intelligenti” ma sulla loro natura le bocche sono cucite. Top secret industriale per questa che potrebbe essere la più grande scoperta del secolo nella cura del diabete: un’insulina capace di “sentire” i valori di glucosio nel sangue e di modulare la sua azione di conseguenza, abbassando la glicemia quando serve, senza sconfinare nel rischio dell’ipoglicemia. Ci sta lavorando tra gli altri la SmartCells, di recente acquisita da un gigante farmaceutico americano e potrebbe arrivare sul mercato entro una decina di anni. In arrivo a breve invece le insuline biosimilari che, pur non rappresentando una novità sul piano delle cure, di certo provocheranno un certo fermento sul mercato, contribuendo – si pensa – a calmierare i prezzi degli analoghi rapidi e basali dell’insulina, attualmente disponibili. Pronte al debutto la Biocon di Bombay e la cinese Gan Lee che hanno investito per lo sviluppo degli analoghi biosimilari circa 200 milioni di dollari.

Ferve la ricerca anche intorno ai nuovi analoghi dell’insulina: insuline “lampo” e insuline “zavorrate”. Le prime, dette ultra-rapide, serviranno ad evitare quei pericolosi picchi di zuccheri nel sangue che si verificano subito dopo un pasto. Il trucco sta tutto nel facilitare l’assorbimento dell’insulina; tra i vari sistemi, il più avanzato consiste nell’accoppiare l’insulina alla ialuronidasi umana ricombinante, un enzima frutto dell’ingegneria genetica che, iniettato sottocute, provoca la temporanea formazione di microcanali che facilitano la diffusione del farmaco verso i capillari. Afrezza è invece un’insulina che si assume per via inalatoria, come le bombolette dei farmaci antiasma. Anche in questo caso l’assorbimento è ultra rapido ma con tante limitazioni: questa formulazione non va bene ad esempio nelle persone con problemi di bronchite cronica e provoca una fastidiosa tosse che può durare anche mesi. Probabilmente il suo uso sarà conflnato ai pazientì con la fobia per gli aghi.

Sulle ultralente si lavora invece a formulazioni che consentono all’insulina di formare dei depositi sottocute, dai quali viene rilasciata molto lentamente per controllare bene la glicemia durante le ore notturne, senza mandare in ipoglicemia il paziente. E il caso dell’insulina detemir e delle cosiddette insuline peghilate. «A90 anni dalla sua scoperta—ricorda Stefano Del Prato, presidente della Società Italiana di Diabetologia — l’insulina rimane un ormone all’avanguardia: è stata la prima terapia ormonale individuata, il primo ormone da Dna ricombinante, il primo manipolato per crearne degli analoghi che rispondessero a requisiti specifici. Con scadenze quasi decennali. I tempi sono maturi per un’altra ondata di novità».

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