Vista e dintorni

Una soluzione in più

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La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete mellito, che può portare alla cecità laddove il diabete conserva per molti anni un diabete scompensato con una emoglobina glicata elevata e non effettua controlli del fondo dell’occhio annuali. II trattamento attuale in caso di retinopatia proliferante e rappresentato dalla sottrazione delle ischemie presenti nella retina mediante laser. Altre metodiche non sono molto efficaci e affidabili. Ad esempio i farmaci in forma di collirio spesso hanno un basso tasso di penetrazione e  diffusione nell’occhio, così come potenziali effetti collaterali sistemici. E, per ovvi motivi, la maggior parte dei pazienti non sono troppo affezionato all’iniezione intraoculare di farmaci poiché leggermente dolorosa e alimentatrice d’ansia e stress.

Schema

Alla Università of British Columbia (USA), i ricercatori hanno sviluppato un nuovo dispositivo che farà da trattamento farmacologico per la retinopatia diabetica in modo più sicuro ed efficace. Il congegno, non più grande della testa di un perno, è costituito da un serbatoio sigillato fatto di polidimetilsilossano flessibile  innestato dietro l’occhio interessato.

Il vantaggio del dispositivo  nella micro pompa è che non necessita di batterie o elettricità. Inoltre, il congegno  è abbastanza piccolo da essere impiantato direttamente nell’occhio, in modo che non deve fare affidamento sulla diffusione dall’esterno. I primi test di laboratorio hanno dimostrato che il dispositivo garantisce consistenti dosaggi garantendo una solida resistenza senza alcuna rottura o perdita per oltre 35 giorni. Inoltre il farmaco ha conservato la sua efficacia farmacologica anche dopo essere rimasto nel congegno per oltre due mesi.

Naturalmente fa piacere riscontrare come la ricerca anche in questo importante campo faccia degli importanti passi avanti, in particolare per una terapia tesa a salvaguardare l’importante funzione visiva. D’altronde un diabetico come me, colpito anni fa da retinopatia diabetica proliferante ed essudativa, poi trattata con 22 sedute di laser, deve gioco forza rimarcare l’importanza di mantenere ben compensato il diabete proprio per scongiurare situazioni di degrado della vista che, con diabete 1, possono essere impedite.

Pertanto prima di andare a impiegare rimedi terapeutici più o meno invasivi ricordiamoci di controllare almeno una volta l’anno la vista con il semplice esame del fondo dell’occhio come prima regola, e poi sempre cercare di mantenere il diabete ben compensato con un’emoglobina glicata entro parametri clinici buoni pari a <7. Lunghi periodi di glicata a > 9 favoriscono l’insorgere di complicanze patologiche dovute a un diabete fuori asse e la prima di queste è proprio la vista con la retinopatia diabetica, proprio a causa del danno provocato alle arterie dall’eccesso e sedimentazione degli zuccheri nelle pareti dei vasi i primi a farne le spese sono i capillari tra cui i micro vasi della retina.

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