Vivo col Diabete

Ogni tanto

Bene per le vacanze ogni momento è sempre giusto e allora una buona idea ora è partire direzione Babushkin sulle rive del lago Baikal per godere di una temperatura diurna di circa 22° e notturna di 7. L’importante è partire con un abbigliamento adeguato poiché il clima colà risulta mutevole e qui da noi la temperatura è, come dire, calda. Per affrontare la situazione e alzare la pressione cosa mi resta da fare? Un rimedio alla bolognese sono i “brustulli” ovvero semi di zucca tostati e salati o ancora i lupini: si tratta di un legume noto e diffuso fin dalla più remota antichità nel bacino del Mediterraneo e nel Medio Oriente, per chi non lo sapesse. D’altronde qualcosa bisognava fare per tentare di porre rimedio all’arsura e ipotensione generata dal calore, che, come è noto aumenta col pensiero e l’avanzare dell’età, pertanto un altro rimedio sta nel pensarci meno mentre per l’anagrafe nulla si può fare.

Olhon Island (Lake Baykal)

A Bologna capitale europea della stato sociale per affrontare le temperature elevate con decine di migliaia di persone a rischio tra la popolazione l’Azienda Sanitaria Locale li tiene sotto controllo attraverso il sistema Cup, e continuerà a farlo finché non si sarà esaurita l’ennesima ondata di calore di questa lunga estate rovente. Un nutrito gruppo di volontari di varie associazioni, spiega l’epidemiologo Paolo Pandolfi, coordinatore del piano anticaldo, si sono messi a disposizione per attaccarsi al telefono e chiamare a rotazione un migliaio di utenti individuati come particolarmente fragili, in città e nelle zone limitrofe. Un esempio positivo dell’Italia che va nonostante tutto.

E mentre lieve il tempo procede il diabete 1 non arranca e ne si stanca anzi col caldo viaggia alla grande: difatti la media dei valori glicemici registrati dall’Istituto Meteorologico Lambertini Roberto di Granarolo Emilia ha visto una temperatura glicemica pari a 135,7, anche qui bel tempo allora? Sì il diabete segna bel tempo e fa provviste per l’inverno a prescindere da come sarà e nessuno lo sa.

A parte l’umorismo, il quale ci vuole per affrontare la vita con meno cupezza e lamentazione, più positività, ancora una volta con le temperature estreme occorre prestare attenzione e cautela, sia che sia molto caldo che eccessivamente freddo. I diabetici sono più vulnerabili agli effetti del gran caldo per alcuni motivi: la prima cosa sta nella sottovalutazione del problema e quasi nessuno prende delle precauzioni fino a quando la colonnina di mercurio non raggiunge i 35 gradi. Inoltre c’è la brutta abitudine a non bere abbastanza accompagnata ad un aumentata sudorazione che espone al pericolo di disidratazione.. A ciò si aggiunge il fatto che le temperature elevate possono far “cuocere” o cristallizzare l’insulina con gli effetti facilmente immaginabili sotto il profilo della tenuta della glicemia. Allora nei frangenti climatici estremi occorre aumentare i controlli della glicemia per evitare sia i fenomeni ipoglicemici come iperglicemici, e fare particolare attenzione al rischio disidratazione nei periodi di maggior caldo. Il problema però è sottovalutato anche da parte dei medici, poco consapevoli dei fattori di rischio che rendono più suscettibili i diabetici con l’aumento della temperatura, perfino quando si tratta di condizioni che, come le malattie respiratorie o cardiovascolari, sono chiaramente legate a incrementi della mortalità durante le ondate di calore.

Insomma per concludere a tormento si assomma tormento: che barba!

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