Vivo col Diabete

A me

Un genitore desidera per i propri figli la realizzazione di un futuro solido e positivo, quando può accadere la comparsa di una malattia o trauma psico-fisico le cose cambiano e le reazioni di fronte alle difficoltà sono naturalmente diverse ma una cosa c’è in comune a tutti e si pone con una domanda secca: che vita avrà mio figlio con la malattia? Ecco anche con il diabete ad esordio infantile comunque giovanile, con la sua cadenza di controlli della glicemia e iniezioni d’insulina multiple sorge spontanea la predetta domande, ed è naturale che così sia. Le sentivo e percepivo fin da piccolo su mia madre, come in tutte le mamme dei miei, pochi, coetanei con il diabete, così come oggi nei vari messaggi e post presenti, provenienti sia da questo blog che dai social network. Ecco poi vedi tuoi figlio crescere, seppur tra tanti sacrifici e prove da superare, lo vedi evolvere e diventare un bel ragazzo, avere le sue amicizie, farsi strada nella vita, con tutti i pro e contro del quotidiano e così col tempo fermandoti una attimo a riflettere capisci come in fondo una vita sì coatta nei controlli e nella terapie ma libera nell’essere e longeva è nei fatti non una speranza più ma una realtà.

Il mio pensiero oggi non è casuale poiché lo vado a cogliere proprio nel momento e giorno in cui compio gli anni, e senza alcuna festa o celebrazione di sorta desidero solo rammentare in primo luogo a me stesso come partendo quasi cinquanta’anni fa con il diabete sono giunto fin qua seppur con diversi problemi e difficoltà, ma ancora con le mie gambe e tutto il resto, con questo richiamo lungi da me voler suscitare retrospettive emozioni poiché ciascuno trova nei ricordi la sua specificità, e le diverse epoche sono cristalli sedimentati ognuno diverso dall’altro.

English: old Italian traffic sign for end of t...

E prendendo a pretesto il mio compleanno desidero fare un augurio alla moltitudine di bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, uomini e donne che convivono con il diabete: non dovete avere paura, anzi siate orgogliosi di voi stessi poiché nella sfida quotidiana con la glicemia e tutti gli annessi e connessi si trova e rafforza la sensibilità e forza per andare lontano nella vita. Non ho alcuna presunzione taumaturgica o moralistica, ma siccome sono arrivato alla soglia dei cinquant’anni a comprendere come l’origine dei miei mali era legata alla paure prodotte di mio e presenti fin dal nascere nei miei genitori, l’unico modo per riscattarmi dal fardello che mi porto appresso è dato dal dire la verità sul diabete. La partenza è fondamentale: senza paure e avendo cura di noi stessi la stragrande parte del lavoro è fatta. Tutto cambia con un approccio fobico o ancora peggio incurante, con il primo non vai da nessuna parte per eccesso di controllo, con il secondo segni profondamente in negativo la tua carta esistenziale e rendi il futuro a tinte fosche. Se poi entrambe le predette condizioni si presentano nell’arco della vita allora possiamo dire di non esserci fatto mancare nulla per stare veramente male.

Siccome il compleanno è una buona occasione per fare un bilancio del tempo personale e di cosa desiderare per guardare avanti in modo positivo, ecco allora per quanto mi riguarda aspiro a proseguire il cammino intrapreso da qualche lustro di affrontare i problemi con calma, coraggio e determinazione e ricordando com’ero prima a monito dei progressi fatti e del pensiero positivo necessario per scrutare oltre.

Enhanced by Zemanta

Categorie:Vivo col Diabete

Con tag:,

2 risposte »

  1. Un mondo di cari e sinceri auguri; ti ricordo e scusa la mia insistenza l’idea di un libro (anche piccolo) perché riesci sempre a dare un messaggio positivo a chi legge e soprattutto a chi da poco convive con la malattia e si confronta ogni giorno con quei dubbi e quelle paure cui facevi riferimento; ancora grazie ed auguri
    P.S. da 10 giorni siamo passati al micro; speriamo bene

  2. Grazie Gerlando per gli auguri e con il micro sono convinto che la vita andrà meglio, c’è da avere un poco di pazienza all’inizio nel “sincronizzare” la frequenza, un poco come ai miei tempi quando dovevi prendere la stazione radio in FM intasata da altre frequenze. Il libro? Bè stai certo che appena è pronto sei il primo a saperlo, e magari vengo a Palermo a presentarlo 😛