Vivo col Diabete

Il senso tra noi

English: A Holter monitor with a US quarter do...

Essere comprensibili e sapere due concetti fondamentali nella vita di ogni essere umano, lungo il passare degli anni e del tempo ho visto l’evoluzione comunicativa della classe medica con i propri assistiti, pazienti passare dalla lettera scritta a mano con una grafologia incomprensibile, nella quasi totalità dei casi all’era digitale dove ormai quasi tutti redigono i referti delle visite al computer, ma ancora con un linguaggio sovente arduo da comprendere. Ma per fortuna si ci arrangia andando a scovare i termini sulle varie fonti d’informazione disponibili sia in internet che su carta. Fa ancora emozionare le rare occasioni in cui ti viene consegnato un referto redatto con penna a sfera e con una scrittura che se va bene abbisogna di alcune ore per essere decifrata: è il caso, non ridete, della mia ultima visita dal neurologo, ma come ho fatto per capire cosa disponeva? Beh per fortuna erano poche righe e togliendo le frasi di congiunzione poi le estrazioni fondamentali restavano poche.

Traggo spunto dalla necessaria comprensione circa il proprio stato di salute per affermare come ogni giorno la vera sfida da affrontare e accettare sta nel capire e farsi capire, ma ancor di più entrare nell’ottica di mantenere diritto il timone verso questa direzione, non basta dire: manteniamo i rapporti con gli altri, non isoliamoci se poi il livello della comunicazione è scarso o pessimo. A meno ci siano altri problemi di carattere mentale o dire recitazione scarsa. Sapete il perché di tutta questa elucubrazione? Siccome il diabete è una malattia complessa che richiede in primo luogo l’impegno articolato del diabetico stesso diventa basilare la sintonia con il medico diabetologo e tutta l’equipe che segue il paziente medesimo, per fare un esempio carino: si tratta di fare gioco di squadra come nel nuoto sincronizzato per raggiungere e mantenere un risultato ottimale.

E così a ogni inizio settimana c’è da ricordare il decalogo, la liturgia del diabetico responsabile fatta di poche e semplici azioni: controlla la glicemia almeno quattro volte al giorno e comunque prima dei pasti principali così da cercare di regolare al meglio l’insulina da iniettare. Ripeto poiché al di là della filosofia e cazzeggio universale poi sono queste le buone pratiche da non scordare mai. Infine per quanto riguarda me posso tranquillamente affermare come il controllo della glicemia continua, nelle sue variazioni contenute, a mantenersi accettabile, anche per merito di avere addosso nelle due settimane appena trascorse l’Holter glicemico. Solitamente a fine anno con la rendicontazione delle forniture per il microinfusore vado a credito di uno massimo due sensori, pertanto alla consegna del materiale di ricambio l’ultima volta avendo ricevuto un sensore aggiuntivo, a breve scadenza d’uso, senza tanti tentennamenti ho preferito usarlo subito. Pertanto concludendo la digressione i valori medi della glicemia nell’arco della settimana si sono attestati su 155 mg/dl.

A metà del mese con il clima variabile a cavallo tra la fine d’estate e verso un incerto inizio d’autunno l’alunno diabetico ricomincia sempre ogni volta il percorso certo che ogni passo è sempre importante e positivo per cogliere il pieno dalla vita, senza risparmio di energie.

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Ciao Pizza Blue Monday 15 gennaio Giornata mondiale della Neve
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