Emozioniamo

Diabetemente

MIND

Io non ho nulla da insegnare agli altri, come ho scritto altre volte e lo ripeto anche adesso la ragione per cui ha avuto inizio questo blog, racconti vari e disordinati della mia lunga vita con il diabete tipo 1 è di testimoniare in piccola parte una esperienza che segna la vita di una persona, una condizione unica per ogni individuo, pertanto incomparabile con quelle di altri. Il mio punto di forza nel corso di tanti lustri trascorsi con il mellito si è poggiato su due pilastri, colonne portanti: voglia di indipendenza e autonomia, orgoglio. Ecco senza l’orgoglio di dire io sono più forte, ce la posso fare e ci riuscirò a farcela, nonostante tutte le difficoltà avute sia con il diabete che,e ancor di più, a causa dei problemi presenti nel mio nucleo familiare, beh con tutto questo non ce l’avrei fatta anche perché buona parte del percorso l’ho affrontato da solo e il passaggio è stato lungo e irto di difficoltà. Sia ben chiaro una cosa: sono arrivato fin qui oggi ma di scelte sbagliate ed errori ne ho compiuti tanti nella vita, diabete in primo luogo, senza stare ad elencarli qui perché lo farò in altra occasione prossimamente su questo blog.

Allora nella vita di oggi quando leggo e sento persone con il diabete in difficoltà nella gestione quotidiana con la malattia, lasciate sole senza supporto e che finiscono lungo il cammino per sentirsi demotivati, arrabbiati, tristi e scoraggiati, in una parola sola: abbandonati al loro destino e arrendersi per poi lasciare andare la situazione. Ecco di fronte a tutto questo ogni volta da parte mia c’è il bisogno urgente di far prendere coscienza dei problemi che son fatti per essere risolti: il diabete non è un rebus irrisolvibile, a meno che noi agiamo per auto avvolgerci nella spirale intricata di complicazioni mentali frutto della paura e debolezza. Il diabete c’è, lo si affronta e si gestisce punto, la cosa da fare è vivere non scordiamocelo.

Il diabete ci porta solitamente ad essere molto sensibili alle emozioni e l’emotività sappiamo gioca a volte brutti scherzi se non ne siamo consapevoli, questo dato è importante poiché l’equilibrio corpo e mente è anch’esso condeterminante per raggiungere un buon compenso diabetico. Uno stato di preoccupazione per la propria salute associato alla delusione per non riuscire a controllare la malattia, a stabilizzare la glicemia possono sfociare alla lunga, se non affrontati e condivisi, in una vera depressione. Inoltre un diabete con molteplici e frequenti episodi di ipoglicemia e iperglicemia porta, se non arginati, porta lungo il corso degli anni a difficoltà di carattere cognitivo assieme al rischio di incappare in delle malattie cardiovascolari, tra le quali anche la arteriosclerosi cerebrale. La predetta complicanza può generare un deterioramento intellettivo spesso associato alla demenza.

Naturalmente sono condizioni estreme e frutto non solo di anni di trascuratezza verso la malattia ma anche dell’ignoranza nel seguirla. Pertanto non smetterò mai di affermare come nel diabete il pericolo numero uno è rappresentato dall’ignoranza e paura: ricordiamocelo questo perché una volta eliminati queste minacce tutto è e sarà molto più semplice.

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