Dai media social e web

Qui Berlino

Io sono Roberto Lambertini, da Bologna vivo da cinquant’anni con il diabete e da cinque faccio il blog dal titolo: il mio diabete. Avevo cominciato con l’intenzione di raccontare come con la malattia da tanto tempo si vive e fare tante cose senza paure anzi il diabete finisce per dare forza e responsabilità, poi con il passare dei mesi molti mi scrivono e dicono che traggono beneficio dai miei scritti. Debbo dire che non mi aspettavo tutto questo e far stare bene gli altri fa stare bene me. Allora evviva il blog e evviva tutti voi che fate questo, grazie a Kerry che rappresenta una stella polare per me nel mio impegno quotidiano.

I am Roberto Lambertini, Bologna live for fifty years with diabetes and five I’m a blog titled: my diabetes. I started with the intention to tell how the disease for so long you live and do things without fear even diabetes ends up giving strength and responsibility, then the months go by many people write to me and say they benefit from my writings . I must say that I did not expect all this to feel good and others feel good about me. So hooray, hooray the blog and all of you who do this, thanks to Kerry which is a guiding star for me in my daily work.

Ecco cari lettori come ho esordito ieri a Berlino nel corso del primo incontro Europeo dei blogger diabetici, un avvenimento importante non solo perché per la prima volta si realizza nel vecchio continente, mentre negli USA l’evento si svolge ormai da sette anni a questa parte, ma grazie all’invito a partecipare ho potuto entrare in contatto con tanti altri colleghi blogger francesi, inglesi, tedeschi, svedesi non solo per lo scambio di esperienze realizzabile e fatto in questa occasione, che senz’altro aiutano a crescere e conoscere oltre gli spazi conviviali. La prima importante testimonianza è stata offerta da Kerry Sparling la blogger n. 1 negli USA, diabetica da 25 anni, di professione avvocato e mamma di una bimba di sei anni da sette pubblica il blog “Six Until Me” il cui link lo trovate fisso e stabile nel blogroll a destra del mio spazio. Anche lei a raccontato che l’ispirazione a scrivere la ebbe mentre aspettava la nascita della dolce Ketty e poi da allora è stato un crescendo di post e riflessioni, contatti ininterrotto tanto da portarla oggi a fare a tempo pieno “il mestiere di blogger” (ma questa è un’altra storia al momento possibile solo oltre oceano). Poi la sessione e terminata con la parte scientifica relativa all’evoluzione della ricerca sul pancreas artificiale, a tal proposito è stata fatto un comunicazione da parte del dott. Brian Levy, direttore del dipartimento ricerca biomedicale di Animas. A tal proposito l’impegno rivolto a realizzare la “chiusura del ciclo” nel processo di emulazione del pancreas sta proseguendo a pieno regime anche se la proiezione temporale verso la chiusura del processo è pensabile di intravederla non prima dei prossimi cinque anni. Intanto si lavora per arricchire i sistemi integrati d’infusione: ovvero micro + holter glicemico, con nuove funzionalità come l’assistente di bolo intelligente e programmabile.

Terminati i lavori del summit ci siamo trasferiti al centro congressi di Berlino per assistere a una porzione di lavori dell’EASD 2012, il Congresso dell’Associazione Europea di Diabetologia. E siccome il tempo rimasto era veramente poco oltre a raccogliere documentazione presente all’evento, da esaminare con calma successivamente, ho fatto una rapida escursione tra gli stand degli espositori: una marea, dai produttori di biomedicali agli editori, alimenti e indumenti, un mega bazar del diabete insomma. Una gran bella esperienza e desidero fare un grande ringraziamento agli organizzatori dell’evento nella persona di Laura Boccaccini event planner di MOVI spa, tutti gli amici e facenti parte della delegazione italiana: Daniela d’Onofrio fondatrice e direttrice di Portale Diabete, Biagio Barletta, Ivan Ferrario  e Alessandra Zedda della community Diabetando. Una gran bella squadra: la migliore!

Post scriptum: ad una prima lettura dalla mole di temi trattati fin qui (3 ottobre) nel corso del 48° congresso dell’ESDA non sono emerse novità di rilievo per la terapia e tecniche di cura sul diabete di tipo 1, anzi c’è da fare una importante precisazione. L’annuncio battuto dalle agenzie d’informazione circa l’algoritmo made in Italy cui trova la cura su misura per il diabete, presentato dal dott. Ceriello, riguarda esclusivamente il tipo 2 e altro non è che l’attualizzazione del progetto “Prisma” sviluppato dall’Associazione Medici Diabetologi, di un calcolo derivato dall’autocontrollo della glicemia coi valori della glicata. Per concludere una nota critica rivolta a me stesso: dalla partecipazione al predetto evento ho capito in via definitiva che devo imparare veramente l’inglese, per non essere tagliato fuori da discussione reali e non solo da internet o social network, qui pubblicamente faccio mea culpa.

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