Vivo col Diabete

Parliamoci, parliamone

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Français : Vue de la Piazza del Nettuno, à Bol...

E domani quali ingegnosi strumenti creerà l’uomo per costruire e distruggere, fare e disfare? Magari Apple farà il primo microinfusore controllabile con l’Iphone? Oppure Google svilupperà un algoritmo in grado di simulare la secrezione d’insulina del pancreas e rendere l’artificiale reale e disponibile ai tanti giovani diabetici tipo 1, magari impiantabile sottocute? Chissà cosa ci riserva il domani fatto non di un giorno, quello più in là nel tempo? Intanto appena ieri (sabato) ho visto la piazza a me vicina in Bologna con la tenda a presidio organizzata dalle associazioni della città per informare la popolazione sul diabete e tanta gente ad essere informata e farsi controllare la glicemia congiuntamente a un folta presenza del personale medico e paramedico delle strutture sanitarie di diabetologia sul territorio. E la stessa cosa è accaduta in tante altre località del nostro paese e del mondo.

Ecco un bel salto di qualità rispetto a cinquant’anni fa nell’approccio con la malattia: allora fatto in modo ermetico, esoterico e con una comunicazione gergale e non efficace, utile nei confronti del diabetico: oggi resta ancora molto da fare sul filo della comprensione e chiarezza comunicativa ma perlomeno la fase “clandestina” o di “vergogna” nei riguardi della malattia sembra essere passata e la condivisione dei saperi e dei percorsi sia in rete che lungo nei luoghi tradizionali è diventata preponderante.

Ma tornando coi piedi per terra proprio ieri ascoltando le parole che i cittadini si scambiavano ai margini del presidio di piazza, in occasione della giornata mondiale del diabete 2012, captavo le consuete diserzioni sulla glicemia che non va, un po’ troppo su anzi molto, ma tanto quanto? Dura minga, dura no e cosa fare allora? Hai provato con la pastiglia? Si ma adesso faccio sia quella che l’insulina. E come va dunque? Un po’ su e po’ giù ancora, ma ho sempre fame! E come fai? Resisto un giorno, massimo due poi ricomincio: la pasta non ne posso fare a meno. E mentre lascio i signori proseguire nella loro conversazione sui tormenti dell’alimentazione vedo anche una sparuta rappresentanza di giovani diabetici presenti promuovere sport e attività fisica come terapia a basso costo non solo per star meglio con il diabete ma perché fa bene a tutto l’organismo: una vera e propria forma di energia alternativa.

Muoversi produce energia cinetica, ed  è l’energia che possiede un corpo a causa del suo movimento. Quando un corpo di massa “m” varia la sua velocità, con questa varia anche la sua energia cinetica. Il lavoro rappresenta questa variazione di energia cinetica. L’energia cinetica quindi è associata alla massa e alla velocità di un corpo in movimento.

I giorni scorsi, sempre accompagnati dal mio fido sensore glicemico a farmi da “tutor” non sono stati proprio brillanti e la media dei valori glicemici si è attestata a 180 mg/dl, tra le situazioni particolari da mettere in luce ci sono state ben due ipoglicemie ravvicinate a distanza di due giorni che hanno inciso sul controllo glicemico, mentre venerdì scorso sono andato a fare gli esami del sangue comprensivi delle glicata e resto in attesa del responso previsto a breve. Buona settimana e giornata blu a tutti!

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