Vivo col Diabete

Happy Day

Santa Lucia la notte più lunga che ci sia e la vista? Si allunga o si accorcia: non  c’è cavolo di sorta ogni volta e la stessa storia, ovvero che fare di regalo a Natale? La generosità in questo periodo sale e fa da punta alla stella in cima all’albero di Natale, la bontà si racchiude nei gesti, nelle parole, nelle azioni racchiuse nei nostri cuori e che prendono forma attraverso un regalo, dono semplice o complesso, comunque sentito. Ma il più grande tra i regali è stare bene e far star bene, un piacere immateriale e di dimensioni incalcolabili. Una premessa da incidere dentro ciascuno di noi non solo per le feste e i giorni a venire, ma per sempre.

Ginger albero di Natale

Tra dati, cifre e numeri, tanti proviamo  semplicemente a fare una considerazione: lo zero datoci dalla civiltà Maya quanto conta oggi nel presente che dura un niente? Nulla è la risposta, salvo in un momento: ovvero quando si tratta di azzerare i pensieri negativi e brutti almeno per un giorno. Ecco il regalo da fare a noi stessi fin da ora, senza aspettare il 25 di dicembre, annullare per una volta la negatività e dare un senso autentico alla parola riposo.

Io ad esempio lo farò sabato prossimo 15 dicembre al pranzo evento organizzato per la prima volta dai principali social network diabetici della rete tra cui. Portale Diabete, Diabetando e anche per ultimo questo blog – Il Mio Diabete. L’evento si chiama: Un Natale DIAmore e parteciperemo in 150 circa tra diabetici e famigliari provenienti un po’ da tutta Italia. Una gran bella occasione per stare bene insieme e rivedere amici carissimi dopo tanto tempo.

Una volta gli esperti dicevano del diabete che si trattava di una malattia sociale per intendere un fenomeno patologico ad ampia diffusione, ma al tempo stesso vissuta in modo asociale. Ora il diabete al contrario vive di socialità e lo stare assieme è fonte di benessere e sostegno, poiché attraverso la condivisione si ricava la forza e motivazione per migliorarsi e raggiungere l’equilibrio desiderato.

E mentre mi preparo all’appuntamento dell’anno con gioia e allegrezza comincio a fare un primo bilancio di questo inizio di dicembre: la settima scorsa lo passata senza l’integrazione con il sensore glicemico dopo tre settimane continue d’impiego del congegno, e debbo rilevare con soddisfazione come la media ricavata dei valori glicemici si è mantenuta ad un livello ottimale pari a 160 mg/dl.

Assimilare i valori e dinamiche della glicemia è un passo di vitale importanza per vivere bene il rapporto quotidiano con la glicemia e riuscire a venirne a capo ogni volta che ci si trova in una situazione d’impasse. E debbo dire, a forza di dargli, che con il supporto delle nuove tecnologie: microinfusore, software gestione dati e scarico dei dati dal glucometro; riesco a gestire ottimamente il diabete. D’altronde basta pensare alla grande quantità di dati da analizzare e valori intrecciati da considerare, nonché azioni rapide e contestuali da intraprendere per ottenere raggiungere l’obiettivo finale: il buon compenso glicemico.

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