Vivo col Diabete

La botta

Una settimana fa avevo a che fare con una domanda: quante variabili sono presenti nel quotidiano per cercare di aggiustare la glicemia, e per variabili intendo le mutazioni ricorrenti con l’insulina, il calcolo dei carboidrati, l’apporto di energia consumata e utilizzata con il lavoro, materiale e intellettuale, lo sport e l’attività fisica in generale, poi ancora i rapporti umani, le relazioni sociali, l’emotività in tutte le sue proiezioni e dimensioni, l’amicizia, l’amore. Insomma quante sono le probabilità e tendenze, gli imprevisti presenti nella dinamica diabetica?

English: The long acting insulin is given once...

 

La risposta è naturalmente impossibile, ma lo domanda resta anche solo per un semplice fatto: ricordarsi, aver ben presente la delicatezza dell’intera impalcatura del nostro sistema in tutte le sue sfaccettature e reazioni, così da rendere ogni giorno diverso dall’altro e unico nel suo genere. Tutto questo lo si capisce con la maturazione nell’età, il passare degli fa capire una semplice fatto: il fabbisogno d’energia che avevi a vent’anni e diminuito sensibilmente a cinquanta e la stessa cosa di rivela all’esame del totale d’insulina iniettata giornalmente con le stesse fasce d’età.

Per ogni tappa della nostra crescita ci deve essere sempre una diversa tipologia d’intervento e modulazione dell’azione medesima. Esempi specifici possono riguardare la quantità di iniezioni d’insulina necessarie per mantenere a un buon livello di controllo la glicemia. Prima di utilizzare il microinfusore facevo nell’arco della giornata tra le 4e 6 iniezioni in totale: una era la basale (Lantus) le altre di rapida, quattro prima dei pasti e due di correzione a distanza di ore. Ora riguardando la struttura dell’impianto insulinico alla luce della dinamica glicemica riscontrata con il sensore  posso senz’altro revisionare la prospettiva passata in un’ottica più adeguata.

Senza dubbio con le informazioni in possesso ad ogni probabilità andrei a fare durante le ventiquattro ore 8 iniezioni al dì d’insulina: una sempre basale, tre prima dei pasti e tre o quattro di correzione, non tutti i giorni ma a una certa frequenza. Perché arrivo a questa conclusione? Semplice l’ammontare del tempo con il diabete ha portato il mio sistema digestivo ad avere maggiori difficoltà a terminare il processo e in questo modo si sono andati ad allungare i tempi medi di conclusione del medesimo. Ciò a causa di una diversità di fattori e problemi: reflusso, ernia iatale, gastrite e gastroparesi diabetica.

L’impiego del microinfusore mi ha aperto invece una nuova prospettiva con la somministrazione dell’insulina tramite il bolo a onda quadra, il che consiste nel suo rilascio gradualizzato partendo da un minimo di trenta minuti, in questo modo la quantità di farmaco copre al meglio un processo digestivo lento e fa mantenere a livello la glicemia.

La settimana scorsa ho fatto ampio impiego del predetto bolo e anche per questo sono riuscito ad ottenere ancora una buona e costante media dei valori glicemici pari a 150 mg/dl. Insomma la formula: botta e risposta , è sempre la vincente.

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