Vivo col Diabete

Da ridere

Ripartiamo di slancio per un’altra frenetica settimana impegnata chi con lo studio, esami e lavoro, chi a cercarlo o trovare risposta ai tanti dilemmi esistenziale, o ancora a fare la lettura comparativa delle migliaia di oroscopi presenti nella rete e sulla stampa quotidiana, tra rating e valutazioni globali tutti a chiedersi: qual è il valore medio della glicata oggidì? E siamo qui a chiedercelo nelle notti insonni, tra bianche giornate e vite assolate, sollazzate varie e variopinte.

Insomma in gioia e allegria si ricomincia e lo sapete no: il buon umore migliora la vita, diabete ancor più pertanto con l’obiettivo di portare allegrezza e fantasia almeno leggendo l’odierno post con cui vado a cominciare la giornata, colgo l’occasione immantinente per ricognire il meglio delle domande balzane, malsane e strane sulla galassia diabete, e tra le altre cose aspetto le vostre a mo’ di concorso non competitivo per zuccherosi raffinati.

La prima sentenza ascoltata nella mia vita sul fattore D fu, a tre anni d’età, che dovevo stare leggero con il mangiare e in particolare non prendere i carciofi cotti perché alzano la glicemia, ma crudi al contrario la abbassavano. La seconda era l’invito a muovermi il meno possibile poiché rischiavo di andare in ipoglicemia sempre o quasi, e cadendo o facendomi male le ferite provocate dall’impatto si sarebbero rimarginate a fatica o per niente. Chi offre di più? Sotto ragazzi con le offerte.

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Ma i miti sul diabete naturalmente proseguono: un’altra perla sentita in epoca remota affermava che il diabetico pativa frequentemente di alitosi, e la pelle rilasciava un odore particolarmente acido in relazione anche alle variazioni glicemiche oltre a una sudorazione eccessiva, ma per fortuna la mitologia diabetica non contemplava almeno il meteorismo.

Dunque come campionario di sciocchezze direi è sufficiente per questa prima rassegna, peraltro personale, immagino molti di voi ne avranno sentite anche di meglio. Ma di quanto riporta sopra alcune “indicazioni” non erano frutto di superstizioni e leggende popolari, in specie quella di non fare movimento e non cadere era una indicazione medica dell’epoca remota della mia infanzia.

Una frase comune rivolta un tempo dai genitori ai propri figli era: stai attento e non frequentare cattive compagnie. Ecco dentro quella frase c’è un passaggio importante del tutto: aver riposto fiducia nelle persone sbagliate può comportare effetti pesanti sull’esistenza ed emancipazione della persona, fatto di non secondaria importanza nell’evoluzione individuale in un senso o nell’altro.

E per concludere l’odierna dissertazione passo col sottolineare come, con l’impiego del bolo a onda quadra da 30 minuti, riesco a mantenere una positivo trend della glicemia, in particolar modo nella dalla sera al risveglio. La media settimanale dei valori si è attestata su 158 mg/dl, e si prosegue lungo il cammino intrapreso.

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