Vivo col Diabete

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Ho una profonda e continua intolleranza e fastidio, rigetto, avversione per ogni tipo di tormentone, come ad esempio il ripetere pedissequo e lacerante delle stesse identiche parole e concetti da quando son nato nel patrio suolo: le riforme, lavoro, giovani, pensioni, le litanie musicali, il gossip sui soliti noti, le inchieste infinite, le diete e molto altro ancora. Sapete cosa in questa mia forma di avversione? Semplicemente l’aver iniziato la vita e trascorso massima parte del tempo dell’infanzia per lunghi periodi di tempo in degenza ospedaliera.

Anche se sono abbastanza forte per subire catture e trattamenti terapeutici intensivi a livello corporale e mentale a tutto c’è sempre un limite, sia temporale che umano, e potendo scegliere uno come cerca di darci un taglio alla svelta a certe cose e situazioni “untuose e appiccicose”. La televisione ad esempio la guardo e ascolto poco e niente, a tal proposito ho una incrollabile certezza: va presa con moderazione, per poco tempo e quando serve, ovviamente escludendo programmi cosiddetti leggeri e “sentimentali. Lo schermo piatto è tale in tutti sensi: appiattisce la mente e fa crescere la panza. Alla larga, inteso come diabetico e come persona.

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Un punto di forza del diabetico a ben guardare sta proprio, gioco forza, sapere selezionare i tormentoni: quelli necessari, vitali da quelli opzionali e da evitare assolutamente. I tormentoni obbligati sono: controllare la glicemia più volte al dì, fare l’insulina più volte al dì, eseguire la conta dei carboidrati, prendere le medicine, effettuare gli esami e visite mediche. Direi che bastano no? Quindi non ci sentiamo orfani di altre storielle e bazze da praticare o esercitare.

Ancora un altro tormento, molto importante e serio nel caso in specie, riguarda la comparsa degli eventi ipoglicemici e iperglicemici, una persecuzione che spaventa noi zuccherini fin dall’esordio della malattia. A tal proposito ho verificato una fatto, un passaggio lungo il percorso della mia vita da diabetico, attuale e presente da pochi anni: con il processo di invecchiamento ho il sonno molto più instabile e durante la notte capita di svegliarmi almeno una volta. La situazione cosa comporta sul diabete nello specifico? Il primo elemento riguarda l’accorgermi anzitempo dell’arrivo dell’iperglicemia, l’innalzamento dello zucchero nel sangue anche di poco mi fa da sveglia naturale: le prime volte facevo i controlli e nove su dieci trovavo i valori sopra la norma, così da prendere le misure necessarie per riportare a regime la situazione.

L’altro passo importante da rilevare riguarda l’ipoglicemia, per la quale sovente accade la stessa cosa, ovvero m’accorgo del suo arrivo anche se non avverto i classici sintomi contemplati dalla casistica medica. Qual è il segreto che porta ai predetti risultati vi chiederete? Niente di magico, esoterico ma una processo dell’evoluzione e degenerazione umana molto classico e legato all’età: invecchiando e con la vescica più debole capita di dover andare a orinare con maggiore frequenza, notte compresa, pertanto da cosa nasce cosa e se scappa la ipo o la iper per lo scappamento fa da “Beghelli”.

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