Emozioniamo

Togliti un peso

LunaRicordati di noi al mattino appena sveglio tra quegli istanti indecisi tra l’andare e restare, alzarti oppure no, continuare a riprendere il filo interrotto con il sogno. Già per me una delle parti più critiche e problematiche della vita notturna sta nel dover abbandonare un sogno, un qualcosa di fantasioso e irripetibile, unico: non poche volte è successo di svegliarmi e per prima cosa cercare di capire se ero nella realtà oppure no, vivere questo genere di sensazione è bellissimo e da una partenza diversa alla giornata.

Per me sognare serve a creare e aiuta a vivere, ne sono consapevole del fatto proprio grazie alla convivenza con il dolore e la sofferenza fin da epoca remota: un tempo parlare di situazione e cose legate al male e a tutte le conseguenze di esso espressione era per me inconcepibile. Lo star male lo ritenevo, e ancor in parte lo reputo tale, una parte talmente soggettiva e intima non condivisibile e comunque diversa da ognuno di noi, per tanto la tensioni e angosce generate sono li annidate tra le pieghe della mia anima come per ogni essere umano inteso.

Ma è evidente una cosa nello scorrere del tempo e della vita: la malattia e la sofferenza non potrà mai cancellare la vita dentro e fuori ognuno. Arrendersi è una parola non compresa nel vocabolario per una semplice considerazione, riflessione: il facile o il difficile non esistono, c’è il possibile si tratta solo di cominciare e agire, stare fermi e come morire, non siamo nati per essere alberi, ma vento che trasporta e fa trasportarsi tra terra, cielo e mare, ogni superficie ci viene data per essere e emergere da ogni condizione e stato.

Perché prendersela allora quando già ce la prendiamo? Se riflettiamo per un attimo cerchiamo una ragione, una motivo nell’accadere delle cose in e attorno a noi, poi ci laceriamo nel voler non trovare una risposta, una soluzione praticabile per risolvere, dissolvere il problema, tutto questo una volta può accadere e ci sta, invece non va affatto bene quando diventa una costante nella nostra vita, no occorre darci una taglio secco e netto.

Non prendiamocela e torniamo ad essere vento, è solo questione di tempo magari ci metterei venti, trenta o più anni per arrivarci, ma ci arriverai a capire come nella vita con il diabete, con una malattia dobbiamo essere leggeri in anima e corpo, uno spirito libero deve essere così per stare meglio e bene.

Avete presente una mongolfiera? Per restare in quota e proseguire il volo deve essere leggera e liberarsi della zavorra se necessario, ecco noi applichiamo lo stesso principio e troviamo in questo modo il giusto equilibrio ogni giorno con il diabete. E saremo pure al passo coi tempi odierni, perdonate la comparazione, mai come ora c’è un gran bisogno di liberarsi di dosso tanta impicci e impedimenti presenti lungo il cammino.

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