Dai media e web

Fermezza

ScrivoA volte la sera succede di fermarsi a riflettere e fare un bilancio della giornata appena passata: si passano in rassegna le sequenze di attimi passati al lavoro, in famiglia, coi propri figli, il partner, gli amici e via enumerando. Ecco una passo aggiuntivo a volte lo faccio anche con il diabete, o meglio lo facevo fino a un anno fa, nell’ultimo periodo ho dismesso l’abitudine per il semplice motivo che il quadro glicemico è ottimale e i dubbi, le verifiche e i perché sono diventati come dire marginali, quindi mi godo l’attimo presente.

Ma prima le cose non andavano bene: ecco se posso rappresentare con un grafico la mia vita con il diabete son partito stando sempre al vertice della montagna, dell’alta vetta per quarantadue anni buoni poi piano piano sono sceso a valle fino ad essere in piano da due anni a questa parte, e mi fermo qua con la metafora altimetrica poiché viene naturale prospettare la tappa naturale successiva, sempre sul filone della discesa.

Toni autoironici a parte alla base del ragionamento ci sta un aspetto fondamentale della vita a prescindere dalla patologia: l’assunzione di responsabilità verso se stessi e gli altri, un fattore dominante sempre almeno così dovrebbe essere nella vita di ciascuno di noi, e che assume un connotato ancor più pregnante con la convivenza di un compagno a vita come è il diabete.

Lungi da me affrontare teoremi e astrazione varie, articolate sui massimi sistemi poiché non ne sono capace (per fortuna) e poi produrrei l’orribile risultato di allontanare chiunque dalla lettura di queste poche righe di testo. Assunzione di responsabilità è un argomento che sta molto a cuore in quanto l’approccio col medesimo nel corso della vita non è mai costante, anzi anch’esso sovente registra alti bassi e reazioni difformi, irregolari in ogni persona.

Ma c’è una linea  d’orizzonte sempre da seguire nella navigazione quotidiana: mai assumere comportamenti che possono nuocere a noi stessi e agli altri, e deve essere il punto fermo da tenere sempre oggi più di ieri e domani senza limiti temporali. Ecco vedete un esempio, la minaccia concreta nei confronti di noi dolcissimi è dato dal sempre più insistente emergere in ogni dove di menzognere e assassine “terapie alternative” al diabete, le quali affermano che la malattia si può curare e addirittura guarire senza l’insulina, portando di conseguenza a morte certa lo sventurato credulone di questi pazzi ciarlatani che dovesse mai azzardarsi a praticare questo folle delirio mentale.

Affronto ancora una volta il tema, purtroppo, poiché leggo commenti e post nei social network che pubblicizzano e fanno apologia di tali cose, e anche tramite la mail del blog ricevo e ho ricevuto deliranti missive a contenuto analogo. A fronte di tali manifestazioni ci sono solo passi da fare subito, così come ho fatto io mesi fa: denunciare alla polizia di stato postale quanto accade e coinvolgere le associazione di diabetici affinché sensibilizzino le istituzioni e l’opinione pubblica contro queste nuove orde di  ciarlatani.

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