Complicanze varie/eventuali

Acido

Acetone-2D-skeletal

Nel diabete di tipo 1 le due manifestazioni più pericolose e gravi sono l’ipoglicemia e la chetoacidosi dibabetica, su quest’ultimo argomento se ne parla poco a discapito del primo ma si tratta di un aggravamento che va visto e letto con moltissima attenzione non solo per prevenirlo, e la cosa di per sé è non solo doverosa ma possibile nella quasi totalità dei casi.

La chetoacidosi diabetica (o DKA) è una complicanza che si può riscontrare in persone affette da diabete mellito di tipo 1, dovuto ad un aumento della produzione dei cosiddetti corpi chetonici (acido acetoacetico, acetone, e acido beta-idrossi-butirrico) a partire da trigliceridi, per la produzione di energia, il cui passaggio nel sangue provoca una caduta del pH fino a valori di 7

I sintomi e i segni clinici che all’inizio si riscontrano sono disidratazione, anoressia, dolore addominale, poliuria, vomito, nausea, febbre, sudorazione profusa, ipotensione, tachicardia, disfunzioni cerebrali, perdita della massa muscolare, di respiro difficoltoso caratterizzato da inspirazione profonda e rumorosa, breve apnea inspiratoria, espirazione gemente, e alito acetonemico. Inoltre si osserva un costante senso di sete. Il diabetico si trova quindi disidratato, e si possono avere disturbi del ritmo cardiaco, per alterata concentrazione del potassio.

Una volta effettuate le analisi di laboratorio si mostrano anche chetosi, iperglicemia e acidosi metabolica. È una grave situazione clinica che si verifica quando in mancanza di glucosio, le cellule cominciano ad utilizzare massivamente gli acidi grassi per ottenere energia.

Descritta la sintomatologia della chetoacidosi ci sono alcune considerazioni di percorso da fare per comprendere meglio il contesto in cui si può formare, in prevalenza una condizione simili. La complicanza la definisco uno stato doppiamente estremista del diabete tipo 1, sia per la sua gravità patologica che per il suo ricadere nella stragrande maggioranza dei casi nella fascia d’età giovanile (dai 0 ai 20 anni) che nella tarda età (dai 70 in poi). Ecco occorre tenere ben presente questi due aspetti poiché e l’aspetto subdolo e pericoloso della chetoacidosi risiede proprio nell’esplodere in tutta la sua gravità senza lasciare segnali premonitori. Purtroppo ricordo bene la cosa in quanto da piccolo ebbi una serie innumerevole di tali episodi, ma mentre da piccini o durante la fase del decadimento senile è facile essere impercettibili a certe forme di dolore, il discorso si fa più complicato col crescere, e qui l’evoluzione ha un risvolto critico particolare. La chetoacidosi, in particolare tra i 15 e 25 anni d’età, può essere la conseguenza di una “volontaria” via alla diabulimia un disturbo del comportamento alimentare in crescente aumento tra i giovani adolescenti affetti da diabete di tipo 1, che omettono volontariamente di farsi le dosi di insulina giornaliere necessarie al normale e corretto funzionamento dell’organismo. Ancora tra le altre cause ci possono essere uno stress, un trauma, o un intervento chirurgico, possono causare la secrezione di ormoni “controinsulari” (ad azione antagonista a quella dell’insulina), che aggravano il quadro della carenza insulinica. Se non si interviene immediatamente con la somministrazione di insulina, si progredirà allo stato di coma chetoacidosico, con il cosiddetto “alito acetonico”.

Riepilogando: occorre essere informati dovutamente dal proprio medico diabetologo circa tutti gli aspetti pratici legati alla prevenzione e gestione dei vari livelli della chetoacidosi, in particolare durante la fase iniziale, a tal proposito io quando avevo alcune tracce d’acetone le tamponavo assumendo biochetasi granulato e se non bastava anche nella sua forma iniettabile. E ricordiamoci come a volte una chetoacedosi è un chiaro segnale non solo fisiologico ma anche psicologico di non accettazione estrema del diabete che si manifesta con il rifiuto dell’iniezione d’insulina. Un episodio no fa primavera, diversi sono un chiaro campanello d’allarme e vanno affrontati senza se e senza ma.

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